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Roma Modulare 2026, il reportage per l'audio pro


Roma Modulare 2026 conferma il trend positivo delle precedenti edizioni in una location suggestiva, con una presenza importante di brand da tutto il mondo.

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Arrivare all'Opificio Campitalia è questione di una decina di minuti in taxi dalla stazione Termini e, non appena di varca la soglia, sembra di entrare in un film! Alle pareti ci sono marmi lavorati e semilavorati, tetto rifatto e a vista, pavimenti decorati e uno spazio aperto occupato dal palco realizzato da Suono Vivo. Accanto alla storia dell'Opificio, si inserisce una quantità di elettronica straoridinaria per numero e poliedricità.

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Roma Modulare è l'unica vera occasione italiana per mettere le mani sulle tastiere e sui pannelli, con una cuffia in testa: per quanto sia possibile ascoltare esempi audio e vedere video, quando le mani si appoggiano sulla tastiera e si ascolta in cuffia, il collegamento con il synth o l'outboard diventa istantaneo e in pochi minuti ci si fa un'idea precisa del suono, della qualità dell'interfaccia uomo macchina e delle prestazioni. Devono averla pensata così anche le centinaia di musicisti, tra cui molte ragazze (finalmente i synth e l'audio non sono più una esclusiva maschile), che hanno riempito le sale. Per capirci, è stato quasi impossibile provare immediatamente qualcosa, perchè c'era sempre qualcuno che già lo stava facendo.

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Roma Modulare 2026 ha dato spazio anche a molti workshop, tutti ampiamente seguiti (anche in piedi, nonostante l'ampia sala), segno di un'organizzazione molto attenta ai contenuti. Va dato atto a Milk Audio, azienda guidata da Alberto Rossetto, della capacità organizzativa perfetta, della scelta suggestiva degli ambienti (i molti stranieri presenti hanno apprezzato questo contrasto, vivendo l'aurea di Roma) e dei partecipanti, tutti di alto livello e molto rappresentativi.

 

Abbiamo passato la giornata tra elettronica e strette di mano: l'assenza di fiere come Francoforte si fa sentire. Aggianciare progettisti, programmatori e musicisti è qualcosa che non può ancora essere completato solo via Internet. Un sorriso, una chiaccherata estremamente tecnica e la disponibilità a spiegare concetti e soluzioni sono impagabili, quando si parla direttamente con le persone.

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L'esposizione per l'audio professionale si è integrata con la parte di sintetizzatori. Funky Junk ha messo a disposizione tutte le cuffie Audezee da provare sul momento, potendo anche scegliere i brani preferiti da chi ascolta. Poter confrontare sul momento tutto il range di cuffie è perfetto per capire il suono e le caratteristiche.

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Accanto, Milk Audio Store esponeva i monitor PMC, la serie di moduli 500 Empirical Labs e, soprattutto, la nuova distribuzione dei microfoni a nastro AEA, che sono un must in ogni studio di registrazione che si rispetti. I microfoni sono tutti quanti disponibili, assieme al preamplificatore e alle unità serie 500.

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Midiware, un una sala a parte per la grande quantità di prodotti, ha portato SSL, Universal Audio, Cranborne, Genelec, Warm Audio e Rupert Neve Design. In mezzo ai synth, la nuova interfaccia Harrison, dal look molto analogico.

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Gain Lab Audio si presentata direttamente con i responsabili dell'azienda, offrendo la possibilità di ascoltare tutti i loro outboard e spiegandone anche il funzionamento.

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A lato, Phoneix Audio con i suoi outboard, tra cui quell'equalizzatore Gyrator che è una chicca imperdibile per musicalità e risultati!

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Braingasm, azienda italianissima di Roma, esponeva i suoi microfoni, tra cui i piccolo, ma indispensabili, Oculus su un supporto molto simile al Decca Tree. Abbiamo immensamente apprezzato il controllo di impendenza di uscita sull'alimentatore del grande microfono a condensatore a valvole. Averlo fatto significa capire come usare un microfono!

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Presenti anche i responsabili di Heritage Audio, con il loro piccolo nuovo mixer Buddy in Classe A. C'è da dire che questi spagnoli sanno il fatto loro quando si parla di suono: le emulazioni Neve sono sempre eccellenti e la linea di prodotti è quanto di meglio si possa trovare per l'audio pro.

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L'occasione è stata propizia anche per provare gli equalizzatori passivi in stile Pultec, con automazione, di Bettermaker.

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AlgamEko era presente con tutti i brand legati al mondo della sintesi, ma esponeva anche la nuova Focusrite ISA C8X, quasi pronta per la distribuzione e sui cui abbiamo puntato l'attenzione.

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Nascosti in una saletta, c'erano la patch bay di Wolff Aduio e il sistema modulare Karno Sepia che continua a diffondersi soprattutto per il live, con la possibilità di inserire moduli di terzi da controllare digitalmente.

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Roma Modulare conferma quindi un format molto riuscito, unico nel panorama italiano per l'ottima selezione dei partecipanti ma anche per l'evidente contributo che i distributori italiani e le aziende estere hanno fornito, segno della serietà del progetto.

Per quanto ci riguarda, è stata una giornata perfetta, tra vecchie conoscenze che si rinsaldano, altre nuove e, soprattutto, dedicata all'ascolto e all'analisi del mercato e del futuro. Siamo certi che chiunque sia entrato abbia trovato più occasioni per arricchire il bagaglio di tecnologia. Dite quelle che volete, ma stringere una mano, ascoltare e toccare è qualcosa di così potente che non potrà mai essere sostituito da qualsiasi esperienza virtuale che sia.

Ci rivediamo l'anno prossimo!

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