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Test: Thermionic Culture The Rooster

La saga Thermionic continua. Rooster è un preamplificatore con equalizzatore passivo a due canali, seguito da un’unità di distorsione armonica programmabile per ogni canale. Chiara la derivazione dal progetto Earlybird 2 e Culture Vulture, con un'inclinazione dedicata al mix stereo oltre che all’uso come channel strip valvolare.

Scorrere il pannello di controllo di Rooster equivale a leggere il manuale. Ognuno dei due canali ha un ingresso DI sul pannello frontale che, quando usato, disabilita quelli Mic e Line bilanciati XLR sul pannello posteriore. La selezione dell’ingresso avviene con uno switch, accanto al quale è presente l’inversione di fase. L’alimentazione Phantom si trova completamente a destra del pannello. Il potenziometro del gain, chiamato I/P Level, fornisce 48 dB per l’ingresso microfonico e 14,5 dB per quello Line, che diventano 79 dB per Mic e 45,5 dB per Line, quando si inserisce la valvola finale con il controllo Attitude al massimo.

L’equalizzatore passivo mette a disposizione una sezione di boost per bassi e medio-alti, seguita da una sezione cut per medi e bassi. Bass Lift incrementa i bassi come fosse uno shelf per valori minimi, diventando quasi un bell aumentando il boost, fino a +15 dB a 50 Hz. Mid/Hi Lift lavora come bell sulla frequenza selezionata dallo switch Hi (10 kHz fino a+20dB), 4 e 2,5 kHz con gain fino a +18 dB. Entrambi i canali di equalizzazione non hanno un comportamento prevedibile, tanto che occorre sperimentare per trovare l’assestamento giusto. Il controllo Mid Cut è un bell che diventa più acuto aumentando il taglio (fino a -17 dB), centrato a 700 Hz.

 

Thermionic Culture The Rooster pre eq analog hardware outboard test audiofader

Bass Cut è l’unico controllo a selettore dell’eq che, a va- lore 0, ha una risposta flat, a 1 è un filtro passa alto sotto i 30 Hz, a 2 è un HPFa 6 dB/Oct a 120 Hz, a 3 è un 6 dB/Oct a 350 Hz, a 4 è un filtro shelving con -3 dB a 800 Hz e a 5 è uno shelving con -3 dB a 3 kHz. Le posizioni dalla 2 alla 5 incrementano proporzionalmente il taglio sotto i 30 Hz. Il filtro LPF, con switch In/ Out, è posto successivamente allo stadio di distorsione e attenua di 6 dB le frequenze intorno ai 10 kHz, così da ridurre l’eccessivo contenuto armonico quando si spinge sulla distorsione.

Quest’ultima utilizza una valvola 5725 che può essere utilizzata come triodo o pentodo, con l’apposito switch, ricordando che il triodo tende a produrre una maggiore quantità di seconda armonica e il pento- do è predominante per la terza armonica. La quantità di distorsione è stabilita dal selettore Attitude: al valore 1 la distorsione armonica è pari allo 0,01% e si incrementa con le posizioni successive. Il controllo di Attitude è proporzionale anche al livello di ingresso del preamplificatore: più è alto il gain in ingresso più si aggiunge distorsione. Al contrario, un livello basso di gain in ingresso richiede una maggiore quantità di Attitude per generare la distorsione.

A questo comportamento si aggiunge anche il potenziometro di O/P Level, che è un attenuatore per gestire il livello in uscita. Il segnale più pulito si ottiene mettendo al massimo O/P Level, cioè escludendo qualsiasi attenuazione sul livello d’uscita. In questo caso sarà gioco forza mantenere anche più basso il gain in ingresso per evitare distorsioni. Come detto, Attitude produce un incremento di gain ben evidente, da usarsi con il gain del pre-amplificatore a scapito della dinamica, che diventa più compressa, e dell’headroom, che si riduce. I tre LED successivi indicano il livello del segnale all’interno di Rooster, con un buon grado di certezza.

 

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Le due uscite audio posteriori in formato XLR gestiscono un segnale Line sbilanciato ed esiste anche una versione Rooster con uscite bilanciate. Internamente il layout vede le valvole, selezionate una a una, montate sulla scheda principale, lasciando i potenziometri e i selettori dietro al pannello frontale. Le valvole sono sei: una ECC81/12AT7 per il pre-amplificatore con trasformatore Sowter in ingresso, per una impedenza di 1,2 kΩ, una 5725 per l’unità di distorsione e una ECF80 per l’output a meno di 100 Ω. Non essendo presente un trasformatore in uscita, Rooster è sensibile al carico di impendenza, che deve essere almeno di 2,4 kΩ, valore ampiamente superato dai 10 kΩ classici di un qualsiasi ingresso audio di oggi.

In prova

Il pre-amplificatore di Rooster non è il più potente per gain ma ha un pregio: mantiene una piacevole trasparenza, insinuando qualche dettaglio maggiore sulle medio alte che contrasta meglio il timbro, senza quel suono gonfio che si associa mentalmente alla valvola. È veramente poco rumoroso. C’è una certa compressione su tutto il segnale e il timbro esibisce il pedigree sonoro di Earlybird 2.2, lasciando a quest’ultimo una maggiore tridimensionalità, corpo e dinamica tipica di un preamp top. L’ingresso DI, con la sua impedenza un po’ troppo bassa, colora definitivamente il suono di chitarre e bassi, tagliando sulle alte. La sezione di equalizzazione ha una scelta corretta sul Bass Lift anche se al massimo livello diventa meno stabile.

Non occorre però arrivare a 10: bastano già due step e l’effetto è immediatamente percepibile. Il Bass Lift suona bene: una volta incrementati i bassi è difficile tornare indietro perché la dimensione del timbro si arricchisce, senza però avere quella sensazione artificiosa degli eq attivi. È il primo passaggio per anabolizzare suoni anemici che sembreranno essere nati con questo corpo sui bassi. Da notare che combinando Bass Lift con Bass Cut (quest’ultimo taglia severamente) è possibile arrivare a variazioni interessanti. Il Mid/ Hi Lift su High è piuttosto duro ma non sgretola il suono. Aggiunge una patina omogenea personale. Molto più sicuro lavorare sui 4 kHz, che vanno a toccare un po’ tutte le frequenze medio alte adattandosi meglio sopra gli 8 kHz. I 2,5 kHz sono particolari: non danno un maggior corpo all’intero suono e non sono mai risonanti. Sembrano scavare intorno per dare una maggiore quantità di suono alla frequenza.

 

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Il comportamento è definitivamente differente da un equalizzatore attivo e si apprezzano tutti i vantaggi di un circuito passivo. Anche qui la combinazione con Mid Cut consente una flessibilità maggiore. L’equalizzatore è la parte meglio riuscita del progetto. La sezione di distorsione armonica è la chiave di volta di Rooster, croce e delizia. Croce perché è necessario usarla se il gain del pre non è sufficiente, delizia per l’inserimento della distorsione armonica che porta il timbro a essere più rock e compresso, più interessante all’orecchio e più vivo. Il pentodo ha un suono più centrato sui medi, il triodo è più lineare e aperto. La posizione 1 non introduce armoniche e tra le due valvole cambia il rapporto tra i medi e i bassi. Come si passa a 2, il timbro varia di contenuto e acquista un’altra personalità. E via dicendo. I risultati sono interessanti e contemporanei, togliendo in parte le brutture del digitale.

Un bel plus, soprattutto considerando che ci sono prodotti in cui la valvola è solo una stufetta per l’inverno. Attitude è molto utile per chitarre e soprattutto per bassi, per interventi sul rullante da rendere più ricco e sulla voce se la si vuole un po’ più frizzante e caratteristica. Avendo il Rooster anche ingressi di linea bilanciati, è possibile applicare in fase di mix il controllo Attitude, anche se già dal primo ascolto si percepisce una modifica della fase che sposta alcuni rapporti nel campo tridimensionale originale. Attenzione a toccare lo switch della valvola, perché produce un pop elevato. Le cose diventano ancora più interessanti usando in cascata i due canali e assegnando valori e valvole differenti, per creare un suono più corposo e ricco di armoniche.

Il suono di Rooster, globalmente, è centrato più sulle medio alte che non sui bassi profondi. È un suono in linea con il carattere delle produzioni odierne. Da tenere in considerazione le limitazioni dei livelli di ingresso e uscita per sfruttare al massimo l’headroom, che tende a ridursi aumentando il lavoro di Attitude. Non conviene mai arrivare al clip del Rooster, perché la distorsione è evidente.

Conclusioni

I successi riconosciuti di Thermionic hanno il nome di Phoenix, Earlybird 2 e Culture Vulture. Ora Rooster si propone agli studi che ambiscono a un preamp valvolare di qualità, a un eq passivo e a un controllo di distorsione armonica. La somma delle parti ha generato un prodotto unico nel suo genere, che ricorda il suono di un Earlybird 2 e del Culture Vulture. La buona trasparenza del preamp è garanzia di flessibilità e non sfigura accanto a preamp a stato solido. L’equalizzatore ha un suono diverso rispetto ai modelli attivi e permette di intervenire sul timbro con una piacevole naturalezza e una buona dose di gentilezza. Già così Rooster avrebbe ragione di esistere. Con Attitude si sposta anche nel mix, come generatore di distorsione armonica.

Qui orecchie esperte eviteranno di cadere nel tranello di arrivare a valori troppo elevati, accontentandosi delle prime tre posizioni per dare carattere. I limiti di Rooster sono nell’interazione tra gli elementi, che lo rendono non così immediato da usare come si crederebbe: ogni stadio contribuisce a una potenziale minima modifica che, sommata alle altre, può condurre a risultati imprevisti e da valutare di volta in volta. È il prezzo da pagare quando più funzioni condividono gli stessi stadi. Per questa ragione Rooster non può sostituire un Earlybird 2 e un Culture Vulture in cascata. Ciò non toglie che Rooster sia l’unico pre/eq a due canali con controllo di distorsione armonica, i cui risultati sono all’altezza del nome Thermionic e con sapore vintage ma non troppo. Non esiste nient’altro che unisca in due unità rack quello che fa Rooster.

Dati Tecnici

Risposta in frequenza 7 Hz/45 kHz

Distorsione a 1 kHz 0.035%

Rumore sotto i 95 dB

Livello d’uscita max +25 dBu con THD del 2%

Distorsione di fase 22° (6%) a 10 kHz uscita sbilanciata

Impedenza d’ingresso 600Ω mic, 10 kΩ Line, 47 kΩ DI

Impedenza d’uscita 600Ω

 

PRO

Suono

Attitude!

Equalizzatore

Ingressi Line bilanciati

Prezzo

CONTRO

Livello d’uscita basso

Rumore sullo switch valvolare

Headroom ridotta

Bass Cut senza serigrafie

Uscite bilanciate opzionali

 

Rooster sotto lente

Partiamo subito stressando l’ingresso con un segnale sinusoidale di 2.048 kHz a +21 dBu: Rooster non introduce armoniche no a quando non si supera il livello di 8 all’Input, momento in cui cominciano ad aggiungere le armoniche x2, x3, x4, x5, x7, x8, x9 e x10 (Fig. 1). Se abbassiamo a +5 dBu, al massimo del gain del preamp (+48 dB) compare solo la seconda armonica, che ha un livello di circa -58 dB rispetto al segnale (Fig. 2). Impostato il livello in modo tale da non generare armoniche, appare interessante notare che l’eq a 2,5 kHz comincia a generare la seconda armonica partendo dal valore 3. A 5 la seconda armonica è evidente, pari a circa -43 dB rispetto al segnale originale (Fig. 3). Lo stesso comportamento vale anche per il setting a 10 kHz e 4 kHz.

 

Thermionic Culture The Rooster pre eq analog hardware outboard test audiofader Thermionic Culture The Rooster pre eq analog hardware outboard test audiofader

Il Mid Cut non elimina l’armonica. Entriamo nel modulo Attitude: al valore 1 non compaiono armoniche per entrambe le valvole. Se si tira il collo all’ingresso, con il pentodo compare la terza armonica, essendo già presente la seconda per il sovraccarico dell’ingresso (Fig. 4). Tornando al nostro valore ottimale d’ingresso senza seconda armonica, le Figure 5, 6, 7 e 8 illustrano la comparsa delle armoniche con valori di 3, 4, 5, e Max con il triodo. Le Figure 9, 10, 11 e 12 corrispondono al pentodo con valore 3, 4, 5 e Max. Il controllo della risposta in frequenza ci dice che i dati espressi sono reali. Il controllo della fase evidenzia che il Rooster è perfettamente in fase a circa 727 Hz, variandola verso il basso e l’alto (Fig. 13 a 24 Hz, Fig. 14 a 20 kHz). Interviene sulla fase anche il controllo di Attitude, arrivando a 90 gradi di fase con il controllo su 5 e Max (Fig. 15).

 

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INFO

THERMIONIC CULTURE

 

Articolo pubblicato nel maggio 2009