L’azienda di Budapest si è guadagnata fama per la qualità di costruzione, l’originalità e il suono. Empress è un eq passivo che parte dal classico Pultec EQP-1A e lo rende più preciso, senza rinunciare all’amplificazione valvolare.

Gainlab parte come studio di registrazione a Budapest e si evolve in un produttore di outboard analogico boutique, grazie all'esperienza acquisita in studio sulla modifica di outboard analogico per espandere le funzionalità e migliorare il suono. Costruisce in numero limitato con i migliori componenti possibili e il debutto ufficiale arriva nel 2020.
L'oggetto del nostro test è un equalizzatore a due canali e tre bande, il cui impianto è conosciuto da decine di anni, di cui Gainlab ha voluto espandere le capacità con idee originali mai viste prima. Lavorare su un classico può essere rischioso: da una parte l'operatività e il suono sono bagaglio di qualsiasi professionista, dall'altra l'introduzione di nuove funzionalità richiede tempo per essere compreso. Empress include una banda per le medie frequenze, con i due controlli di Cut e Boost, e un'inedito Shift che, letteralmente, sposta le frequenze centrali di Cut e Boost simultaneamente , l'una rispetto all'altra. L'amplificazione è rigorosamente valvolare.
I controlli
Gainlab Empressor ha tutti i controlli a scatti, così da poter avere un recall preciso. Capire Empressor non è difficile, perché si parte dalla filosofia del classico Pultec: le bande Low e High hanno i controlli di Cut e Boost indipedenti (a passi di 1.5 dB, anche per tutti gli altri controlli), a differenza della banda Mid che ha un solo selettore per decidere per Boost o Cut.
La banda Low permette di selezionare sei frequenze (da 30 a 180 Hz), dopo di che si può lavorare su Cut e Boost a 11 scatti, oltre che a un Off per escludere la funzione. Fin qui tutto normale, se escludiamo la banda Mid, ma Gainlab ha inserito la funzione Boost Shift per disegnare nuove curve, attivato con uno switch, che sposta la la frequenza su cui lavora Boost proporzionalmente al Cut. Si viene a creare così una curva con un picco negativo prima non presente.
La banda Mid (da 300 Hz a 7 kHz) ha un unico controllo Cut/Boost, che potremmo assimilare al classico range del gain da valori negativi a positivi. Il cut ha una pendenza più elevata rispetto al Boost, che risulta decisamente più dolce nell’azione.
La banda High (da 3 kHz a16 kHz) ha le stesse funzioni di Low, con controlli indipendenti di Cut e Boost, e funzione Cut Shift. E' possibile scegliere la modalità Shelving o Bell, con switch dedicato. A differenza di Low, però, il Cut Shift non produce un picco, ma cambia la pendenza del filtro.

Gainlab Empress ha anche altri switch sul pannello:
- Power: lo switch di alimentazione non toglie completamente alimentazione, ma mette in standby Empress.
- Tube Boost: aumenta il gain dell’amplificatore, così da inserire una quantità maggiore di armoniche, quasi come fosse un drive
- EQ In: inserisce l’eq nel circuito.
- Ground Lift: sul pannello posteriore, disconnette la messa a terra nel caso di interferenze dovuti a un loop.
Hardware
E’ sempre un piacere, oltre che una rassicurazione, vedere che tutti i componenti sono discreti e, soprattutto, non SMD. Significa che la manutenzione nel tempo sarà sempre garantita e facile, senza le complicazioni di componenti SMD.
In un’unica scheda PCB, Gainlab Audio ha inserito due trasformatori custom Nanocrystal Core GLA-AT3, uno per ogni canale, le quattro valvole VT 6H 17EB (6N1EP EV, equivalenti a E88CC), due per canale e una serie di trimmer per la regolazione, ampiamente spiegata su un manuale a parte, per il bilanciamento, la simmetria delle valvole, l’unity gain e il livello di uscita. Le valvole di serie, matschate tra loro, hanno già subito un processo di burn-in che assicura la calibrazione corretta all’atto della vendita.

Tra i componenti custom, troviamo gli induttori dei filtri, protetti da una schermatura in metallo sulla scheda del pannello frontale. L’attenzione ai collegamenti è incredibile: per la prima volta troviamo quattro connettori di tipo coassiale tra il pannello frontale e la scheda PCB che assicurano la tenuta nel tempo. Non c’è alcun cavo ribbon: anche l’alimentatore lineare, realizzato con un trasformatore toroidale, ha cavi avvitati alla scheda con gli appositi connettori. L’unica concessione allo stato solido è un Burr Brown INA 2137, un operazionale specifico per line receiver a due canali con slew rate di 14 V/µs.

Empressor accetta fino a + 23 dBu in ingresso con impedenza di 10 kOhm. Il livello di uscita massimo è di +23 dBu con impedenza di 65 Ohm. Il rumore di fondo è inferiore a -60 dB con un SNR di 88 dB. La risposta in frequenza va da 20 Hz a 20 kHz +/-0,5 dB
In prova
Il primo aspetto di Gainlab Empress è la costruzione: impossibile che si stacchi un cavo e l’attenzione per i collegamenti audio, realizzati con un connettore RF di tip SMA, è qualcosa che non abbiamo mai incontrato prima d’ora in un outboard analogico. Sul fatto che la manutenzione sia possibile anche dopo anni, non avendo componenti SMD, abbiamo già scritto. Anche i selettori a scatto sono di ottima qualità: Gainlab omaggia gli acquirenti con un buono per ottenere gratuitamente l'accesso a Session Recall per Empress, l'applicazione per memorizzare le posizioni. Occorrerà tenere uno spazio vuoto sopra al rack perché l’unità scalda.
Dopo aver aspettato circa 20 minuti perché Empress si stabilizzi, abbiamo iniziato a lavorare sia su mix che su tracce singole, ritrovando il classico suono dell’eq passivo, mai aspro o secco, senza pensare che sia un clone. Tirare su le basse frequenze di cassa e basso è un gioco da ragazzi, con la possibiltà di intervenire con Boost Shift per ripulire le medio basse e liberare il mix. I medi sono piacevoli: bastano pochi dB per cambiare la prospettiva di un timbro e spostarlo un po’ più avanti o indietro nel mix. La banda High è la più versatile dell’intero progetto, perché grazie al shelving e al bell consente di esaltare l’aria, lucidare i piatti senza renderli frizzanti e ispessire gli stessi con una patina valvolare molto piacevole. Dopo qualche ora, ci siamo dimenticati del Pultec, per procedere più speditamente con i controlli di Empress, anche grazie alla banda Mid non presente in origine sul Pultec. Le funzioni Boost sono una aggiunta non di poco conto, soprattutto sulla banda High perché permette di essere maggiormente precisi e più impattanti, avendo una curva meno ampia.
Il Tube Boost incrementa la distorsione armonica sotto i 200 Hz e sopra i 10 kHz. Il circuito di equalizzazione, anche senza modificare le frequenze, introduce invece distorsione armonica con una seconda armonica maggiore della terza.

Gainlab Empress Tube Boost a 900 Hz
Nonostante le curve riportate nel manuale, il controllo di Boost dei medi ha una carattaristica interessante: con frequenze sopra i 1,5 kHz il filtro non produce una curva simmetrica: la parte inferiore alla frequenza selezionata ha una campana più larga, quella superiore più stretta man mano che si seleziona una frequenza più alta. Il shelving della banda High funziona ovviamente solo con boost.
E veniamo al suono: eufonico, caldo, con un peso maggiore rispetto a una controparte a stato solido o ai plug-in. Inserendo l’eq, senza alcuna modifica, il suono cambia con un corpo più ricco sulle medio basse, che si esalta maggiormente con Tube Boost, che non è così invadente come potevamo aspettarci. Cominciamo a lavorare sulle basse frequenze col trucco del Boost e Cut contemporaneo, le basse frequenze si gonfiano maggiormente, portando avanti cassa e basso sotto i 60 Hz. Bastano solo due scatti (3 dB) a 30 Hz per ottenere la magia. In questo caso abbiamo sempre preferito lavorare senza Tube Boost, perché aumentava la presenza sulle medio basse. Come prevedevamo, anche la banda High si è rilevata eccellente: a 3 kHz con un solo 1,5 dB in più si aprono le medio alte caratterizzando meglio i contorni degli strumenti. Cut Shift è stato utile per dettagliare meglio il profilo, con un Cut inferiore, in quantità di dB, a Boost. Per la banda Mid spesso abbiamo usato un Cut di pochi dB a 300 per ripulire un timbro muddy e rendere meno mediosa la traccia. Durante l’uso, i selettori delle frequenze introducono un minimo click che può essere ridotto staccando la messa a terra sul pannello posteriore. Abbiamo testato Empress su decine di sorgenti e un’idea di ce la siamo fatta: quando si tratta di ripulire una traccia, dargli un profilo maggiore e scaldare il suono, Empress è ottimo ma richiede un approccio non formale, come accadrebbe per un eq parametrico. Qui c’è da provare continuamente, giocando tra Cut e Boost anche solo con uno scatto (1,5 dB) e valutare di volta in volta. I risultati sono meno previdibili a priori, ma poi arrivano. Tube Boost si è rivelato essere un po’ troppo intrusivo, soprattutto sulle medio basse. Il suo uso va valutato di volta in volta: può migliorare un suono povero ma anche gonfiarlo troppo e renderlo più confuso. Tutto quanto sta nelle mani di chi adopera Empress.
Conclusioni
Gainlab Empress è molto più di un Pultec: garantisce risultati simili al suo progenitore quando si usa in modo standard, ma bastano due switch per trasformarlo in qualcosa di completamente nuovo, che richiede però una certa curva di apprendimento se si vuole intervenire con un'idea ben precisa. La qualità costruttiva è eccellente, con ampie possibilità di manutenzione se mai ce ne fosse bisogno. Il suono è musicale e spesso l'intervento c'è ma non si sente, se non si ha conoscenza di com'era il suono precedente. Che sia mix o mastering, Empress è una carta vincente per il professionista in cerca di equalizzatore di alta gamma, dal classico allo sperimentale.










