Non c’è dubbio che ARC On Ear sia diventato il compagno ideale per l’ascolto calibrato in cuffia, soprattutto in quei setup minimi dove un prodotto così piccolo serve anche da interfaccia audio per il computer, tablet o smartphone. La versione 1.5 apre le porte alla calibrazione di una cinquantina di ascolti In Ear Monitor, e nulla sarà come prima per chi cerca il setup di ascolto minimo ma di qualità elevata.

L’obiettivo di IK Multimedia, con la versione 1.5 gratuita per tutti, è portare l’ascolto critico e calibrato al monitoraggio In-Ear, con tutte le funzioni che già conosciamo da ARC On-Ear, tra cui la simulazione di ascolto in studio. L’idea è che chiunque abbia un sistema in-ear possa usarlo non solo per tour e musica dal vivo, ma anche per la fase di produzione e di mix, senza necessità di avere un paio di cuffie. Da una parte c’è il vantaggio dell’isolamento, che è sicuramente più elevato in termini di dB rispetto a una cuffia aperta, dall’altro, aggiungiamo noi, c’è sempre la possibilità di averle indossate male o che ci sia qualche spostamento durante l’uso che cambi la risposta in frequenza.
Cosa è cambiato
La versione 1.5 cambiata poco: accanto al pannello di Virtual Speaker, compare quello di Hepadhone Model, dove è possibile, cliccando su Select Headphone, selezionare dal menu a tendina Type i modelli In Ear, Over Ear (le classiche cuffie) e Intra – Concha che si riferisce esclusivamente agli EarPods con filo di Apple. La lista dei produttori di sistemi In-Ear è molto ricca, con ben 15 produttori che vanno dai tre modestissimi modelli di T.bone fino alle più costose Clear Tune Monitors o FIR Audio. Per chi bazzica nel mondo del live, la lista include Audio Technica ATH-E70, la serie DT di Beyerdynamic, quattro modelli della serie SE di Shure e le IE 100 Pro e IE 4 di Senneheiser. Per ogni in-ear monitor è fornita l’impedenza, il tipo e la possibilità di mantenere l’headroom a livello ottimale.

Una volta selezionato il sistema, ARC On Ear mostra la curva di risposta in frequenza, in blu, e il risultato finale in arancione dopo aver applicato la correzione. La curva finale non è flat, ma risponde a una curva ottimizzata analizzando tutti i sistemi, probabilmente simile alla curva Harman di riferimento per l’ascolto in cuffie, che a sua volta non è affatto piatta. Anche per i monitor In-Ear è attivabile l’allinemento di fase e la modifica di Tone, che corrisponde a un eq Tilt con punto centrale intorno ai 600/700 Hz con escursione di +/-3 dB. Come sempre è possibile salvare fino a cinque preset da richiamare dall’hardware. Al pulsante FN sono assegnabili l’attivazione della funzione Phase Align, Virtual Speaker, Mono, Dim (con valore di dB programmabile a passi di 10 dB), Mute, Led Off e Play/Pause. I punti di equalizzazione personale rimangono per ora solo tre, con la possibilità di trasformare la prima e terza banda da bell, con Q programmabile, a shelving con pendenza del filtro.

In prova
La curiosità è tanta, per cui abbiamo messo sotto prova le T-bone EP3 e le Senneheiser IE 100 Pro, la prima come prodotto molto entry level, la seconda ben nota ai professionisti per un suono equilibrato con una apertura sulle medio alte piuttosto caratteristica ma che aiuta molto nel live. Il primo inconveniente è l’adattatore da mini jack a jack a un quarto di pollice fornito di serie. IK Multimedia infatti fornisce questo adattatore che si avvita sul cavo, sempre di serie, ma ha un colletto troppo alto per accogliere il connettore a T delle Senneheiser IE 100 Pro, per cui ce ne siamo procurato un altro con aggancia piatto, senza colletto. Lo stesso problema si è verificato anche con il connettore delle T.bone che, per qualche decimo di millimetro va in controfase quando si inserisce nell’adattatore di serie. Anche in questo caso abbiamo risolto usando un adattatore piatto.
Conosciamo bene ARC ON EAR e abbiamo potuto usare una beta ormai completa e funzionante su cui realizzare il test.
Le piccole EP3 si caratterizzano per un suono medioso, poco ricco di alte frequenze con poco ambiente e hanno un timbro piuttosto scuro. Un osso dura da calibrare: la curva di risposta originale è una montagna russa… con una esaltazione intorno ai 400 Hz che non aiuta affatto l’ascolto critico. Applicata la calibrazione, l’ascolto cambia notevolmente ma non si raggiunge un equilibrio sufficiente, anche perché ci sembra che uno dei due in ear monitor abbia un livello più alto già in origine. Qualcosa non funziona negli in ear monitor e passiamo a qualcosa di molto meglio.

T.bone EP 3, usate per il test
Indossiamo le Senneheiser IE Pro 100 e siamo giù in un altro pianeta: bassi precisi, profondi, nitidi, un parte media ben presente e mai confusa, una lieve accentuazione sulle medio alte che tirano fuori meglio la voce. Già così come sono, le IE Pro 100 danno grandi soddisfazioni anche nell’ascolto, ma un orecchio attento si accorge di un incremento evidente verso i 5 kHz che tende a risuonare. Applichiamo la calibrazione e le IE 100 Pro suonano quasi come i monitor in studio. I bassi diventano più corposi con un maggior dettaglio sotto i 150 Hz, le medio alte rientrano in carreggiata e tutto il suono appare molto più equlibrato. Attiviamo quindi Studio Simulation che riduce il campo stereo ma fornisce più particolari sugli strumenti monofonici, che acquistano anche più transienti. In fase di mix, Studio Simulation, senza attivare Virtual Speaker, è una necessità per l’ascolto critico. Proviamo a selezionare il Virtual Speaker, affidandoci al tre vie di ATC SCM 25 che ben conosciamo, e il feeling timrbico si avvicina effettivamente all’ascolto in studio, con tutti i limiti dell’ascolto binaurale che è ben diverso da due monitor posizionati in un ambiente. Il test con le Senneheiser è superato brillantemente, confermando che ARC ON EAR migliora anche i monitor In-Ear di livello professionale.

Senneheiser IE 100 Pro hanno prodotto ottimi risultati con la calibrazione
Proviamo quindi a lavorare su un mix per capire se può funzionare: la differenza maggiore è l’attivazione o meno di Studio Simulation. In caso di mix rock o pop è meglio lasciarlo attivo, perché permette di avere un ascolto più preciso sugli elementi al centro del palcoscenico, mentre per musica classica o soundtrack evocative è preferibile non attivarlo. La differenza c’è soprattutto nella scelta dei riverberi, ma al risultato si porta a casa, dimenticandosi presto di come suonavano in origine i monitor In-Ear. Dopo ore di prove, non immaginavamo che le IE 100 Pro potessero suonare così bene e precise! Il lavoro di calibrazione le ha migliorate, tanto che c’è da chiedersi se vale davvero la pena di spendere centinaia di euro per le cuffie quando con 90 € si ottengono questi risultati!
Conclusioni
La possibilità di calibrare gli in-ear monitor è già nota da tempo nel mondo del computer, ma IK Multimedia ARC ON EAR è un concetto che supera tutti i limiti dell’equalizzazione su computer, perché può essere collegato, senza necessità di alimentazione grazie alla batteria interna, a qualsiasi sistema di ascolto digitale, sia esso un computer, un computer portatile, un tablet o uno smartphone. E’ anche l’unico hardware dedicato ora anche ai monitor In-Ear, con ottimi risultati che riducono le dimensioni necessarie per un ascolto di ottimo livello: in una mano sola potete tenere ARC ON EAR e un qualsiasi IEM.
IK Multimedia è dunque arrivata all’essenziale migliorando notevolmente l’ascolto anche con sistemi non nati, in origine, per la produzione musicale e il mix. Un traguardo tutto italiano che premia la genialità dell’azienda modenese.
Indispensabile per il sound engineer sempre in movimento e per chi cerca un amplificatore per cuffie e IEM con un convertitore DA ben superiore in qualità a quelli presenti su computer portatili, tablet e smartphone.
Pro
50 modelli di IEM
Qualità dei risultati accurati e coerenti
Contro
Il connettore di serie non è adatto al minijack degli IEM
Per info: IK Multimedia
Prezzo: aggiornameto gratuito
IK Multimedia ARC ON EAR, la calibrazione per cuffie in una mano – Review
IK Multimedia iLoud Sub, il piccolo sub con calibrazione – Review
IK Multimedia iLoud Precision 6 MK II, evoluzione Atmos- Review










