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Test: Abbey Road RS124, tre compressori valvolari

Tra i miti dell’outboard di Abbey Road c’è il compressore valvolare RS124, mai uscito dagli studi e costruito in più versioni con alcune modifiche. A oggi ci sono tre versioni differenti, ancora in uso negli studios londinesi.

Il plug-in, programmato da Cool Staff Labs che già in passato ha collaborato con Abbey Road e molte altre case produttrici di plug-in, ricrea le sonorità e le caratteristiche dei tre modelli in uso, in particolare la curva di riduzione del gain, il comportamento di attacco e  e la risposta in frequenza. I formati a disposizione sono AU, VST, RTAS e TDM, quest’ultimo con una versione LCR. L’autorizzazione è su iLok. RS124 è un compressore essenziale, dotato di tempo di rilascio programmabile, controllo di livello d’ingresso e attenuatore in uscita, con un paio di funzioni nascoste.

La scelta del tipo di compressore, identificato dal numero di serie (60050A, 61010B e 60070B) avviene cliccando sul numero di serie: il 70B ha tempi di attacco tre volte più veloci degli altri due modelli, adatto al mix aggressivo, a differenza del 50A e del 10B che sono più dolci e delicati. A ogni modello corrispondono tempi di attacco e rilascio differenti, per quest’ultimo sono disponibili sei posizioni (in nero) da Fast a Slow, alternate da sei punti di Hold. Per spiegare questa funzione, occorre ricordare che gli RS124 hanno tempi di attacco piuttosto lunghi, il che comporta che in caso di elevate compressioni si assiste a un attacco molto elevato come loudness (il compressore non entra in funzione), seguito da un calo improvviso del livello.

Per sopperire a questo comportamento, gli ingegneri di Abbey Road inventarono la funzione Hold che, di fatto, mantiene attiva la riduzione del gain subito dopo il tempo di attacco senza passare alla fase di rilascio. All’epoca, gli ingegneri registravano la traccia su nastro con il compressore in Hold che mostrava, però, un attacco eccessivo rispetto al resto del suono solo sulla prima nota. Finita la registrazione, riproducevano la traccia con il compressore in Hold e processavano la sola prima nota, spostandosi poi sul Recovery normale. Hold, in altre parole, funziona come un limiter, il cui livello di riduzione del gain può essere scelto spostandosi, in tempo reale, da Recovery a Hold, con tempo di rilascio lunghissimo. Hold veniva utilizzato anche in caso di compressioni sull’ambiente, per evitare che alla fine della nota crescesse troppo il rumore ambientale.

In questo caso, gli ingegneri si spostavano da Recovery a Hold non appena l’ultima nota del brano veniva suonata, così da evitare di innescare il rilascio e sentire l’ambiente che si alzava di livello seguendo il tempo di rilascio. In assenza di segnale, o quando il livello è troppo basso, per innescare il compressore è possibile riportare a zero la riduzione del gain con il pulsante Balance che, tra l’altro, permette di fermare la riduzione del gain a qualsiasi livello intermedio tra quello originale e lo zero.  Il pulsante Balance funziona solo con Hold. La quantità di compressione dipende direttamente dal livello d’ingresso, controllato con Input Control. Le posizioni più vicine a 1 sono quelle con una riduzione del gain di pochi dB, visualizzato sul meter che raggiunge i 30 dB di riduzione del gain.

Il controllo del gain del segnale compresso è affidato a un semplice attenuatore, da 0 dB a -30 dB. Dato che pochi dB di riduzione del gain si ottengono con un Input basso ed è presente solo l’attenuatore, è giocoforza dover impiegare un trim- mer dopo l’RS124 per tirare su il segnale, in caso di bassi livelli di compressione. L’ultima caratteristica, non presente sui modelli hardware, è SuperFuse che si ottiene cliccando sul fusibile: in questa modalità il tempo di rilascio è identico al tempo di attacco, il controllo di Recovery non è più attivo ma funziona ancora Hold. Essendo tre i modelli di RS124, è possibile selezionare tre tempi d’attacco differenti cambiando il modello.

Mentre in AU e VST è disponibile il compressore con un solo set di controlli per un segnale stereo, in ca- so di RTAS e TDM è possibile utilizzare modelli differenti per i canali destro e sinistro, derivando la riduzione del gain dalla combinazione dei due compressori. I compressori diventano tre in caso di TDM con plug-in LCR. In termini di consumo di slot su Accel DSP, sono accessibili 10 istanze mono, cinque stereo e tre LCR a 44,1/48 kHz, quattro mono, due stereo e un LCR a 88,2/96 kHz, due stereo e una mono a 176,4/192 kHz.

 

Abbey Road RS124 plug-in audio daw virtual mix software itb test audiofader

Analisi

Osservando le curve di compressione appare evidente la differenza tra i tre modelli. La quantità di riduzione del gain e le stesse curve sono diverse e un’ulteriore possibilità è data dall’uso di Superfuse, che rende più reattivi i compressori nei tempi di rilascio. Su Fast a 1, l’RS124 appare sempre piuttosto lento mentre in SuperFuse le cose migliorano all’istante, tanto da consigliarne sempre l’uso. Senza SuperFuse, i tre plug-in non introducono alcuna distorsione armonica, sono quindi trasparenti. Le cose cambiano con SuperFuse. Il manuale non lo cita, ma si osserva che indipendentemente dai tempi di Recovery, RS124 introduce la terza armonica sul modello 50A, leggermente più bassa sul 10B e più alta sul 70B dove, per quest’ultimo, compare anche la quinta.

Tre particolari balzano all’occhio: la distorsione armonica introdotta è indipendente dai tempi di Recovery e dal livello di Input, si mantiene sempre proporzionale al livello del segnale originale ed è assente con Hold. Valutando l’insieme, gli RS124 diventano interessanti con SuperFuse, mentre dubito che suonino uguali agli originali valvolari in modalità standard, proprio perché non si vede alcuna distorsione armonica o differenza di fase che, generalmente, sono presenti nei circuiti valvolari.

In prova

Non tutto è intuitivo nell’interfaccia grafia: senza leggere il manuale non avrei saputo di SuperFuse e di Balance. Poco male, bastano cinque minuti di lettura e il gioco è fatto. All’ascolto in modalità standard i tre plug-in sono piuttosto utili quando si usano pochi dB di riduzione del gain, che porta immediatamente a usare un trimmer dopo il plug-in perché manca uno stadio di amplificazione finale. Che SuperFuse fosse la modalità da usare sempre è stato chiaro fin dall’inizio, perché qui i tempi di rilascio sono veloci e permettono compressioni più musicali e interessanti. Si sente subito che il suono è diverso, merito anche della distorsione armonica introdotta, specialmente sul 70B che si avvia a diventare un plug-in caldo e personale.

Peccato non aver previsto una terza modalità per conservare i tempi di rilascio originali ma con l’introduzione della distorsione armonica. La replica di Hold mi ha lasciato quasi indifferente: è qualcosa che si può fare in molti modi e oggi ha davvero poco significato in una DAW, dove con l’automazione e i fade si può facilmente tenere tutto sotto controllo. Il suono è caratteristico e i risultati sono anche facili da ottenere, grazie al tempo di attacco lungo che aiuterà molto i meno esperti. Piacevoli e ricche di equalizzazioni le compressioni più esasperate, che diventano subito utilissime da mettere in parallelo alla traccia originale.

Soprattutto le chitarre e le voci ne possono beneficiare, mentre sugli strumenti percussivi occorre valutare di volta in volta se usare pochi dB di riduzione del gain o andare selvaggi ma in parallelo. Di certo c’è che SuperFuse è la via per trovare un suono. Contrariamente da quanto capita con gli altri comp software, questi RS124 sono interessanti quando si esagera, perché producono risultati che sono utili per chi ha fantasia nel mix. Non sono questi i plug-in per sottili compressioni. La flessibilità sonora si limita alla modalità normale e SuperFuse, per cui o li amate o li odiate. Sono un buon complemento a un bundle classico di compressori, ma non li utilizzerei per tutto e molto spesso perché sono piuttosto riconoscibili.

Conclusioni

Saranno questi tre RS124 simili agli originali? Non credo ci sia una risposta: essendo l’hardware originale negli Abbey Road e a disposizione di poche persone, trovare qualcuno che dia un giudizio sul risultato dell’operazione è impossibile. Ciò che si può affermare è che i tre nuovi plug-in di Abbey Road hanno un bel vestito grafico, possono suonare personali quando si passa in SuperFuse e sono anche facili da usare, sebbene non siano immediati e richiedano un trimmer in caso di pochi dB di riduzione del gain. La loro eccellenza è nel mix, usati in parallelo, quando si vuole incidere sugli attacchi ed esplorare terreni nuovi, con una certa unicità rispetto ad altri plug-in. Andateci pesanti!

UPGRADE 1.01: Appena prima di andare in stampa, abbiamo ricevuto la notizia dell’upgrade gratuito 1.0.1 che modifica la risposta in frequenza sotto gli 8 Hz, corregge un problema di DSP TDM su Windows e sposta a 5 il valore di Input Control per evitare thump e spike all’inserimento nel mix.

PRO

Compressione esagerata ma musicale

Tre modelli differenti Modalità SuperFuse

CONTRO

Alcune funzioni nascoste Distorsione armonica fissa

 

Articolo pubblicato nel settembre 2010.