Dangerous Bax EQ è ancora oggi un indispensabile equalizzatore in fase di mastering, diventato un classico fin da quando è uscito. Ora nasce la versione per serie 500.

Il piccolo BAX500 gestisce un solo canale mono ed è un equalizzatore di tipo Baxandall, cioè con le curve shelving per le alte e basse frequenze, con l’aggiunta di due filtri Low Cut e Hi Cut. L’eq Baxandall è conosciuto da tutti quanti sotto un’altra forma: è il controllo di tono per le alte e basse frequenze presente nei sistemi Hi Fi stereo, sull’autoradio o su qualsiasi altro piccolo sistema PA. Se costruito con tutti i crismi, un Baxandall è utile in molte situazioni perché le sue curve gentili permettono di modificare l’equilibrio dell’intero mix, in modo più o meno impercettibile, senza alterare troppo la fase quando non si esagera con i dB. Riportare un rack di unità con alimentatore lineare e componentistica di alto livello non è impresa facile, ma Dangerous sembra esserci riuscita.
Controlli
BAX 500 è la trasposizione esatta di BAX EQ: i due filtri shelving per High e Low sono a 12 dB/Oct e hanno le stesse curve del modello a rack. Lo stesso vale per i due filtri Low e High Cut.


BAX 500 usa la logica dei selettori per le frequenze, controllate da una serie di relè, mentre i due controlli di gain non sono a step come sull’unità rack. Ciò significa che BAX 500 andrà benissimo in fase di mix come insert hardware, mentre due unità nello stesso rack API raggiungeranno difficilmente la stessa precisione nel gain rispetto all’unità hardware, quando si tratta di mastering. Il range del gain dei due filtri shelving è di +/- 5 dB, esattamente come su BAX EQ.
L’unico pulsante su pannello serve come bypass hardware, sempre controllato da relè, per il confronto A/B.

Hardware
La vera differenza tra i due modelli rispecchia le differenze alimentazione: dove BAX EQ può contare su un livello massimo di + 28 dBu, il piccolo BAX 500 si ferma ai +23 dBu e non è possibile fare altrimenti dato lo standard di alimentazione serie 500. Abbiamo apprezzato l’identità, tra i due modelli, dell’impedenza di ingresso a 25 kOhm e l’impedenza di uscita a 50 Ohm.

La scheda PCB è popolata di componenti SMD, tra cui si nota un driver THAT 1646 per l’uscita, che ha come caratteristica una bassissima distorsione, un basso rumore e uno Slew Rate di 15 V/µS, e un THAT 1246 come ingresso linea bilanciato con uno Slew Rate di 12 V/ µS e una banda audio che supera gli 8,6 MHz. Non ci sono trasformatori o condensatori sul segnale audio, per mantenere l’accuratezza e la trasparenza.

In prova
Come per l’unità rack, anche BAX 500 non nasce per essere spinto verso la distorsione, che è anzi da evitare in tutti i modi quando si parla di shelving sulle alte frequenze. L’obiettivo è un intervento trasparente sulla traccia o sul mix, per cui occorre entrare nel circuito con un livello di pochi dBu sopra l zero, così da conservare tutta l’headroom necessaria per non modificare le curve di equalizzazione. L’assenza di potenziometri a scatto per il gain limita BAX 500 a interventi sulle singole tracce o su stem stereo, a patto di pareggiare i due gain tra altrettanti moduli, mentre i selettori delle frequenze sono perfetti per mantenere l’accoppiamento tra due moduli. Dangerous ha quindi lasciato BAX EQ, a unità rack, per il settore mastering, e il piccolo BAX 500, a prezzo inferiore anche in coppia, a usi più creativi in mix. Il bello del progetto, infatti, non risiede nel solo circuito Baxandall e nella gentilezza delle curve nel trattare il segnale, ma dall’interazione tra i filtri Cut e i shelving. Combinandoli a dovere, è possibile ritagliare lo spazio all’interno del mix, togliendo componenti agli estremi che possono essere occupati da altre tracce.
La qualità audio è eccellente, non c’è rumore e l’headroom è tale per cui amerete molto l’effetto dei due shelving, che anche al massimo (+ 5 dB) non producono distorsione armonica o schiacciano la dinamica. Ci è sembrato più che corretto mantenere il range di +/- 5 dB, perché con più dB è facile arrivare a effetti molto visibili che, inizialmente, piacciono molto ma poi il giorno dopo diventano artificiali. Così facendo, BAX 500 interviene e passa inosservato all’ascoltatore che non sa che è stato impiegato. E’ questa naturalezza, assieme alla trasparenza, il punto di forza assoluto di BAX 500. Ci si potrebbe chiedere se è così utile in tempi di plugi performanti, comprese le emulazioni ufficiali: per quanto i risultati siano simili e apprezzabili su entrambe le sponde, l’hardware rimane più immediato e facile da usare rispetto a un plugin. Averlo sempre sotto le mani, insertato nel convertitore, permette di sperimentare in tempo reale in qualsiasi momento con un feedback tattile, che è ancora insuperabile, e garantirsi più headroom nel mix tagliando sulle frequenze supersoniche sopra i 28 kHz e infrasoniche sotto i 20 Hz. Inoltre è un eq facilissimo da usare proprio per le sue funzioni di shelving. Peccato non aver messo dei potenziometri a scatto anche per il gain, sarebbe stato perfetto. Il prezzo è un po' troppo elevato, considerando che BAX EQ in una unità rack, con il vantaggio dei potenziometri a scatto e un alimentatore più potente, ha una differenza di prezzo di poche centinaia di euro.
Conclusioni
Dangerous ha introdotto il suo primo modulo serie 500 senza scendere a compromessi sul suono e sulla qualità dei componenti. Le caratteristiche dell’alimentazione dello standard API 500 sono limitate ma nel caso di BAX 500 i risultati sono ottimi perché non è la distorsione che si va a cercare, ma un intervento morbido e trasparente, che fa la differenza sulla traccia o sul mix finale ma senza essere avvertito. Rimane il dubbio se comprare direttamente BAX EQ a unità rack o investire su due moduli BAX500, perchè i prezzi sono piuttosto vicini.
Pro
Suono trasparente
Headroom
Qualità dei componenti
Curve identiche a unità hardware
Contro
Potenziometro del gain non a scatti










