Ice Audio è una software house con sede nel sud della Francia che persegue il fine di offrire plugin innovativi, preservando la tradizione analogica, con pochi parametri. Punch Maker è stata una inaspettata sorpresa: scoprirete presto perché!
La distorsione armonica è entrata di diritto in decine di plugin per il mix, dopo un’abbuffata di puro digitale. Il bello dell’analogico è sempre stato lì: un po’ di distorsione armonica, qualche fenomeno di compressione della dinamica e una risposta in frequenza limitata o modificata. Ciò che sembrava essere un limite prima degli anni 2000, si è rivelato essere un pregio: all’udito umano la distorsione piace eccome, perché si manifesta fisiologicamente ascoltando ad alti livelli. Inserire distorsione armonica è un processo che fornisce più corpo al suono, richiama l'attenzione ed esalta il timbro. L'intero rock non esisterebbe se non ci fosse la chitarra elettrica distorta, che vive di sola distorsione.
Il mondo dei plugin ha prodotto in questi anni una serie di emulazioni relative alla distorsione armonica (spesso collegata al parametro Drive) di classici preamplificatori, ma cosa accade se un plugin permette di aggiungere a piacere la seconda e la terza armonica, con un saturatore parallelo? Non avrebbe le stesse caratteristiche di un preamp, ma sarebbe comunque flessibile. E se poi, oltre alla distorsione armonica, fosse collegato a diverse bande, ognuna con un profilo di equalizzazione differente? La risposta si trova in Ice Audio Punch Maker.
Controlli
Punch Maker è la semplicità in persona: due controlli rispettivamente per il livello della seconda e terza armonica e altrettanti selettori per definire la banda, tra All, High, High Mid, Low Mid e Low (se qualcuno sta pensando a SSL non è troppo distante). Punch Maker ha anche un controllo dedicato all’emulazione di un soft clipper, seguito da un controllo di output perché aggiungendo distorsione armonica e, soprattutto, inserendo il clipper il livello finale potrebbe essere troppo alto o troppo basso. Soft Clip funziona come soglia del clipper.
Sembra tutto semplice semplice, e in fase di mix lo è, ma Punch Maker nasconde alcuni segreti. Cominciamo con la distorsione armonica: qui non troverete solo le prime serie di armoniche pari o dispari, ma tutte quante fino alla fine con ampiezze via via decrescenti. Da un certo punto di vista, Punch Maker si allontana dall’emulazione dei preamplificatori, ma è anche vero che aggiungendo poca distorsione armonica, i livelli delle armoniche successive sono così bassi da non comparire nel segnale audio.
L’analisi del plugin dimostra che è presente aliasing. Ci siamo rivolti quindi a Thomas Delfini di Ice Audio che ci ha confermato che non solo c’è aliasing, ma lo hanno volutamente tenuto per produrre un suono più sporco. Il plugin lavora da 44.1 a 96 kHz, ma non c'è differenza nell'aliasing.
Il segreto meglio custodito di Punch Maker, che lo rende unico nel panorama dei plugin, è l’equalizzazione. A parte All, che lascia inalterata la risposta in frequenza, Ice Audio ha inserito una equalizzazione diversa per ogni banda, con una curva la cui ampiezza aumenta proporzionalmente al livello della seconda o terza armonica:
Low 20Hz-150Hz
Low-mid 120Hz-1500Hz
High-mid 750Hz-4kHz
High 5kHz-20kHz
All 20Hz-20kHz
Queste curve hanno una caratteristica unica, che richiama l'equalizzatore SSL 292 (Pink EQ, sulle console serie G) che abbiamo incontrato anche sulla channel strip SSL Super 9000: la curva ha degli overshot che permettono di caratterizzare meglio il taglio e lasciare libero lo spazio per altri strumenti attigui a quella frequenza. La scelta dei punti di equalizzazione dipende dalla banda e, fin d’ora, possiamo anticipare che sono quelli che si desiderano avere in fase di mix. Inoltre anche con livelli molto alti di seconda o terza armonica, l'eq non esagera mai con i dB aggiuntivi. La curva, a sua volta, dipende anche dal livello d'ingresso: il Q sembra proporzionale al livello (simile all'SSL 292). Più è alto il livello, più il Q e gli overshoot aumentano. Le curve non sono però standard: basta guardarle per capire che è stato fatto un lavoro di programmazione ad hoc per singola banda:
Usando bande diverse per seconda e terza armonica è possibile ottenere altre curve di equalizzazione oppure, usando la stessa banda, si può osservare un cambio della curva, con una maggiore ampiezza e Q differenti.
Quando si usa All, l’inserimento della distorsione armonica comporta anche un innalzamento proporzionale del livello, cosa di cui tenere conto in fase di mix. Selezionando le bande, invece, cambia solo l’ampiezza e la forma della curva di equalizzazione, ma non c’è un incremento di livello proporzionale, se non per pochi dB, escludendo naturalmente la parte di suono equalizzata.
Il clipper, pur essendo definito soft, è in realtà un perfetto clipper digitale, anch’esso con fenomeni di aliasing, con un taglio netto della porzione di attacco e rilascio. Non sfugge alcun picco o transiente velocissimo. Non introduce alcuna modifica nella risposta in frequenza: quello che entra, esce tagliato con relativa distorsione dovuta all’intervento del clipper. Qui Output diventa fondamentale come Make Up gain quando il clipper lavora molto.
In prova
Erano anni che cercavamo qualcosa di simile per il mix: un plugin che aggiungesse distorsione armonica a piacere, tra seconda e terza armonica, assieme a un equalizzatore integrato per le singole bande. Punch Maker trasforma al volo qualsiasi traccia in un mix, migliorandola immediatamente. Lo abbiamo usato, spargendolo come il sale sulle strade ghiacciate d’inverno, su ogni traccia, e da lì siamo partiti.
Sulla cassa lo abbiamo inserito con la banda Low e in secondo abbiamo ingrandito la cassa, gli abbiamo dato corpo ed eccola pronta! C’erano prima di Punch Maker un SSL autoDYN e un autoEQ e il risultato è stato ottimo. Non siamo stati affatto leggeri: seconda armonica a ore 11 su banda Low Mid e terza armonica a ore 14 su banda Low, con un pelo di clipper. Ha preso vita in pochi passaggi.
Siamo passati al basso: seconda armonica a ore 9 e banda High Mid per tenere l’attacco all’interno del mix, terza armonica su Low con livello a ore 8: il basso è diventato corposo e nitido!
Ci siamo esaltati con la chitarra distorta: l’effetto ottenuto ha dei comportamenti simili a Gyraf Infundibulum, il miglior clipper multibanda passivo per ottenere chitarre elettriche ricche di armoniche medio alte. Il miracolo è saltato fuori anche con Punch Maker, ancora più evidente: abbiamo impostato la seconda armonica a ore 15 sulla banda All assieme alla banda High Mid sulla terza armonica, a ore 16, per dare ancora più spinta e il risultato è spettacolare! Sembra di avere l’orecchio attaccato al cono dell’amplificatore! La chitarra si staglia nel mix come un coltello, senza coprire la voce.
La voce, già: eravamo curiosi ma poi abbiamo semplicemente pensato al mix. Seconda armonica su All spinta a ore 13 e terza armonica, su High, a ore 9. La voce è uscita da mix e si è ritagliata subito il suo spazio, costringendoci però ad abbassare il fader perché con All il livello era più alto del previsto.
Per gli overhead abbiamo cercato più punta: seconda armonica su High a ore 15 e terza armonica sempre su High a ore 9. In due secondi abbiamo ottenuto il suono.
Per ottenere un rullante incisivo, abbiamo usato la banda High Mid sulla seconda armonica e quella Low Mid sulla terza per la traccia della room della batteria, assieme alla traccia della pelle battente del rullante con le bande High per seconda e terza armonica. Questione di due minuti e il suono era fatto.
Potremmo proseguire, ma l’esperienza ci ha insegnato a distribuire Punch Maker su ogni singola traccia e usarlo per ritagliare il suono tra le tracce e dargli più spessore. Il tutto seguendo solo le indicazioni della percezione del mix: niente finestre FFT, solo orecchio. E funziona! Alla fine il mix ha cambiato volto, diventando vivo, presente, illuminato e senza confusione sulle tracce. Siamo rimasti a dir poco sbalorditi dalla velocità con cui si ottengono i risultati. Verrebbe voglia di avere altre opzioni, per esempio una saturazione parallela con il segnale originale applicando l'equalizzazione alle sole armoniche, ma va bene così. L’aliasing non ci ha dato fastidio nella separazione delle tracce, che sono percepite più potenti e dinamiche. Nonostante il trattamento con Punch Maker su una ventina di tracce, i LUFS si sono spostati di poco, come anche i picchi. C’è quindi rimasto altro spazio per lavorare sul bus e sul mastering, pur con un suono nitido e potente.
Abbiamo usato pochissimo il soft clip, che non è un soft clip. Può essere impiegato per tenere sotto controllo i transienti più veloci, ma il suo effetto si fa sentire con uno schiacciamento della dinamica quando interviene. Ce ne vuole veramente poco.
Conclusioni
Ice Audio Punch Maker è un plugin che cambierà la vita del mix in meglio: con quattro controlli soltanto si disegna il timbro della traccia, rendendola più emozionante e caratterizzata. E’ uno di quei plugin che può passare inosservato nel mix da chi non sa che c’è, perché il risultato è naturale. E’ additivo come pochi e può essere spalmato su tutte le tracce in un template.
Il prezzo è ridicolo (solo 45 € in offerta con ulteriore sconto del 10% come benvenuto), considerando la qualità dei risultati e la facilità di ottenerli. Non c’è nulla di simile, almeno a nostra memoria: Punch Maker è un diamante ancora nascosto e può diventare l’arma segreta per chi fa mix, con un investimento irrisorio.
Per noi è stata una sorpresa inaspettata. Un plugin che avremmo sempre voluto avere.
Non vi resta che provare il trial!
Pro
Facilissimo da usare
Risultati sorprendenti
Suono
Contro
Aliasing
Il soft clip è un clipper digitale puro
Info: Ice Audio
Prezzo: 45 € in offerta























