OneOdio è un produttore di cuffie che ha l'obiettivo di fornire un prodotto dall'ottimo rapporto qualità prezzo. Le Studio Max 2 guardano al settore della produzione musicale professionale, con l'aiuto di DJ KSHMR con cui hanno collaborato.

Le cuffie OneOdio Studio Max 2 sono state realizzate in collaborazione con il DJ KSHMR, di cui ne esiste una versione in edizione limitata firmata. L’idea è di avere in un’unica cuffia la risposta a tutte le necessità in studio o dal vivo, attraverso la connessione analogica classica o wireless. In questo ultimo caso, OneOdio introduce la trasmissione wireless ad alta qualità, e bassa latenza (9 ms), sruttando la tecnologia Sony LDAC, a cui affianca anche la più classica trasmissione Bluetooth. Tre modalità di ascolto non sono poche e, grazie al trasmettitore tascabile fornito di serie, le cuffie diventano wireless anche per strumenti musicali, mixer o qualsiasi altra sorgente analogica a cui attaccare il trasmettitore, il quale funziona anche da interfaccia audio quando viene collegato via USB al computer, al tablet o allo smatphone. Sembrerebbe una ridondanza, ma il trasmettitore è la chiave per sfruttare la trasmissione di alta qualità di Sony LDAC. La collaborazione con DJ KSHMR ha portato anche a un download gratuito, per tutti, di un sample pack.
Hardware
Studio Max 2 accoglie due connessioni differenti, ognuna su un padiglione auricolare, per il collegamento con uno classico jack standard stereo da 6,3mm e un minijack da 3,5 mm, forniti entrambi di serie. Il minijack ha un innesto a baionetta, così da non staccarsi. I due cavi di serie hanno da una parte il jack da 6,3 mm e dall’alta il mini jack da 3,5 mm: idea ottima per non trovarsi in condizioni di non avere il cavo corretto. Visto che ci siamo, OneOdio fornisce anche la custodia per la cuffia con gli scompartimenti per i cavi, per il trasmettitore M2 separato ULL di serie e il cavo USB C. Il padiglione auricolare può essere sostituito con una certa perizia. Il tessuto rosso che ricopre i driver interni riporta le lettere L e R, anche qui un particolare che aiuta ad indossarle velocemente senza cercare altre indicazioni sulle cuffie, i cui padiglioni ruotano di 90 gradi.

Le Studio Max 2 sono certificate Hi-Res Audio ma non è fornita una curva di risposta in frequenza, che viene dichiarata da 20 Hz a 40 kHz, con driver da 45 mm, SPL Max di 118 dB e l’impedenza è di 34 Ohm. Una serie di dati tecnici: collegate in ULL Mode a 2,4 GHz, OneOdio dichiara 60 ore di funzionamento delle cuffie e 50 ore per il trasmettitore, il quale può avere come sorgente la connessione USB C (anche da tablet o smartphone) o l’ingresso analogico stereo con jack da 3,5 mm per connettere all’altro lato qualsiasi device audio, con adattatore a vite per jack a 6,3 mm. I codecs implementati sono SBC, AAC e LDAC. Quando si collega il trasmettitore M2 al computer, non occorre alcun driver perché viene immediatamente riconosciuto come uscita audio, potendo scegliere tra risoluzioni di 16 bit/48/96 kHz, o 24 bit/48/96 kHz. In modalità BlueTooth, le cuffie lavorano fino a 120 ore. Come per ogni cuffia che si rispetti, anche Studio Max 2 ha la sua App per smartphone, che consente di attivare la riduzione del rumore ambientale, gestire e creare più curve di equalizzazione e controllare una serie di parametri.

In prova
Le Studio Max 2 non sono le cuffie più leggere che abbiamo mai indossato, ma non stringono tanto quanto altri modelli dal prezzo maggiore. Il peso sembra ben distribuito e nelle ore in cui le abbiamo usato, ogni giorno, è più il riscaldamento del padiglione auricolare a farsi sentire che la pressione sulla testa. Il materiale degli earpad tende a scaldare alcune zone dell'orecchio, ma nulla di particolarmente irritante da gestire. Gli accessori ci sono tutti e l’oggetto del desiderio è sicuramente il trasmettitore M2 in modalità ULL per la trasmissione a latenza ultrabassa e con una banda passante maggiore rispetto al solo BT. Il trasmettitore utilizza un SoC con un DSP dedicato con supporto per Bluetooth BR/EDR/LE con una trasmissione proprietaria a 2,4 GHz e bitrate da 400 kbps, grazie a Sony LDAC, che consente di liberarsi una volta per tutte del cavo e poter lavorare in tempo reale senza difficoltà, con una qualità audio maggiore rispetto a BT. La sorgente, a scelta tra ingresso analogico stereo o connessione USB-C, trasforma le Studio Max 2 nel sistema più portatile di sempre per il monitoraggio o l’ascolto, liberandosi dalla schiavitù di App o BT. Dopo averle indossate e usate per qualche settimana, ci siamo trovati più volte a utilizzarle al volo in qualsiasi situazione, anche in assenza di smartphone. Da notare che la modalità ULL con trasmettitore e la trasmissione classica Bluetooth sono mutualmente escluse: con uno switch sulla cuffia si sceglie l’una o l’altra ma, per esperienza, in studio sarà il trasmettitore M2 ad avere il ruolo centrale. Le cuffie si ricaricano completamente in circa 2,5 ore e il trasmettitore in due ore, ma poi la durata è garantita sia in modalità ULL che BT. Durante la ricarica, però, non è possibile usarle.

E veniamo al suono: le Studio Max 2 hanno tre differenti anime. Quando si parla di trasmissione ULL, cioè con la tecnologia Sony LDAC, generalmente sono apprezzabili per l’estensione verso le basse frequenze che rimangono solide e adatte all’ascolto anche dal vivo. La percezione sotto i 100 Hz è sempre garantita, più per l’impatto che per i microdettagli della dinamica di cassa e basso. L’ascolto però è quello che ci si aspetta per il mondo DJ, perché consente di avere un’idea di come suonerà il tutto in un live ricco di subwoofer. Questa esaltazione sulle basse frequenze si riflette sulla percezione delle medie frequenze, che sono più arretrate, mentre le medio alte e alte frequenze sono costantemente presenti, con un suono morbido in modalità ULL, senza troppi artefatti digitali o graffianti, il che ci porta a dire che la tecnologia ULL può reggere tranquillamente il lavoro durante il live. Quando ci si sposta in modalità BT, la qualità audio scende e si apprezza subito la differenza di ULL. In entrambi i casi, tutti i preset forniti con l'App sono carichi di basse frequenze, se pensiamo a un ascolto più equilibrato. Alla fine, abbiamo creato la nostra personale curva di equalizzazione, con una riduzione di basse frequenze sotto i 100 Hz, per ritrovare un ascolto più naturale.

Quando però si passa alla connessione analogica, le StudioMax 2 cambiano completamente pelle e si librano in aria su panorami di dinamica ed equalizzazione nettamente superiori alla connessione ULL e BT. Le basse frequenze si distribuiscono in orizzontale, i riverberi e gli ambienti si ampliano diventando spaziosi e avvolgenti come dovrebbero, l’equalizzazione della cuffia diventa più neutrale e le medie ricompaiono nel campo d’ascolto, con una migliore definizione delle alte frequenze. In altre parole, se la connessione BT e ULL può andare bene per ascolti veloci o da palco, l’esclusione dell’elettronica, del DSP e delle compressioni nella trasmissione wireless, portano le Studio Max 2 a competere con cuffie professionali di livello, senza costare una follia. Agganciando il jack alle cuffie, automaticamente viene spenta la trasmissione BT o ULL: una sicurezza. Il sound di queste Studio Max 2 è improntato alla rivelazione degli ambienti, degli spazi e dei delay, con una precisione in fase che è ben riuscita e contribuisce alla definizione dei transienti. Dove la trasmissione wireless comprimeva la dinamica dei bassi, la connessione analogica riporta al suo posto l’inviluppo della cassa e del basso, con una corretta percezione dello spazio occupato in mix. Facile valutare le scelte in fase di mix relative ai piani sonori degli strumenti, molto meno evidente quando si usa BT e ULL. Intendiamoci bene: per un gamer o un ascoltatore generalista, la trasmissione BT e ULL è perfetta per fornire un sound emotivo, il movimento, e la facilità d’ascolto, a sfavore della massima fedeltà. La scelta deve essere stata ponderata in fase di progettazione, come dire che con una cuffia si riesce a coprire il settore dei gamer e del multimedia, via wireless, e quello professionale con la connessione analogica. La qualità di riproduzione analogica è adatta a qualsiasi genere musicale, con un punto a favore per l’hip hop e per qualsiasi genere dove le basse frequenze siano una presenza importante, e per le riprese binaurali o ricchissime di riverberi, per la naturalezza della rappresentazione dell’ambiente e del coinvolgimento. L'ascolto, in analogico, per esempio Boogie Shred di Mike Dawes, è stato rivelatorio delle capacirtà di Max Studio 2.
In occasione del lancio, per i lettori di Audiofader è attivo il coupon AUDIOFADER che da diritto al 15% di sconto sull'acquisto dal sito del produttore.
Conclusioni
OneOdio Studio Max 2 sono cuffie furbe, perché coprono due settori: da una parte l’ascolto per gamer, DJ sul palco e ascoltatori abituati al wireless, ma con una qualità migliore nella riproduzione grazie alla tecnologia Sony LDAC, dall’altro non hanno alcuna difficoltà a diventare uno strumento di lavoro in studio di registrazione quando si usano come classiche cuffie collegate in analogico. Le due anime, che sono diverse per risultati di ascolto, convivono tranquillamente e la scelta è solo di chi le indossa. Il prezzo (attualmente al di sotto dei 200 €) e la dote di accessori, compreso quel trasmettitore M2 ULL che fa la differenza quando si parla di mobilità in studio o dal vivo, è molto interessante e proietta le Studio Max 2 come una scelta di cui tenere conto anche nel settore audio pro, quando per esempio occorre muoversi in sala per spostare il microfono e, contemporaneamente, ascoltare in cuffia il risultato in tempo reale.
Pro
Sia analogiche che wireless
Modalità ULL con trasmettitore esterno
Accessori completi
Buona costruzione
Riproduzione del soundstage in analogico
Ottima riduzione del rumore ambientale
Contro
I pad non sono facilmente sostituibili
La qualità audio wireless è inferiore all'analogico
Batteria non sostituibile
Preset sulla App migliorabili
Info: OneOdio
Prezzo: 199 €, sconto del 15% con coupon AUDIOFADER












