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Editoriale #8: tempo di innovazione

Rubo una considerazione di Roberto Spolador di Digiland srl, nata da una lunga conversazione sullo stato attuale dell'hardware: oggi è più che mai necessario spiegare cosa fa un prodotto o si rischia di non apprezzarlo o usarlo a dovere. Roberto ha ragione da vendere. Dopo l’esplosione di cloni hardware e software, che hanno segnato la storia della registrazione e del mixing, i produttori di hardware e software si stanno orientando a sviluppare nuovi concetti, spesso nascondendoli in un hardware o in un’interfaccia software amichevole e familiare. Durante tutti questi anni, abbiamo analizzato la tecnologia, le caratteristiche di distorsione armonica che donano un certo colore al timbro e spiegato funzioni che sono oggi bagaglio di tutti quanti, sia di fonici navigati che di nuovi producer. Orbee, la clonazione non si esaurirà mai, ma da qualche tempo compaiono prodotti realmente innovativi che richiedono, però, un impegno di tempo per essere compresi. A volte lo stesso manuale non è del tutto utile, perché può dare per scontato che si sappia tutta la storia che ha portato a un prodotto a una nuova funzione. È nostro compito spiegare queste innovazioni e come possano essere trasferite nel lavoro di tutti i giorni. Alcuni di questi prodotti erano presenti alla Fiera di Francoforte, Musikmesse e Pro Light+Sound, che sebbene abbia visto una contrazione della superficie dedicata, si è concentrata maggiormente sugli aspetti tecnici e di business, piuttosto che sul pubblico generalista. Il vestito della Fiera comincia dunque a cambiare, ma rimane un punto di incontro necessario per gli addetti ai lavori. Qui abbiamo stretto nuove collaborazioni, sentito e provato prodotti che troverete presto su queste pagine e apprezzato la vivacità del settore audio pro che, pur ridotto nella superficie espositiva, non ha mancato di riservare sorprese positive.

Veniamo al numero che state leggendo: abbiamo dato spazio al software con test di prodotti che emergono dalla calca, senza dimenticare l’hardware, con alcuni prodotti a prezzo contenuto che un tempo sarebbero stati impensabili. Non c’è dubbio che la soglia del prezzo ha abbassato di molto l’asticella, mantenendo però una qualità dei risultati che, solo qualche anno fa, avrebbe richiesto almeno il doppio della spesa. Difficile dire se siano calati i costi di produzione o se il mercato sia più orientato a prodotti sotto i 1.000 Euro, sta di fatto che la concorrenza in questa fascia ha favorito un netto incremento della qualità, a tutto vantaggio dell’utente finale.

Ci aspetta un 2017 in crescita!

 

Luca Pilla

luca.pilla@audiofader.it

 

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