Siamo nel 1996 e l’azienda svizzera lancia la serie D, tra cui il preamp line/mic a due canali MicValve che, come dice il nome, include circuiti valvolari. Il canto del cigno, ma anche il precursore dei tempi a venire per la gestione della distorsione armonica
MicValve è un preamp a due canali con scheda AD incorporata a 20 bit (era prevista una scheda a 22 bit come upgrade) e per ogni canale impiega due valvole 12AX7 che possono essere inserite nella catena audio per controllare l’equalizzazione e generare distorsione armonica tramite clipper. L’hardware è di primissimo ordine: gli ingressi microfonici con impedenza a 1 kΩ utilizzano trasformatori custom per il bilanciamento e la sensibilità per lo 0 dBFS può essere impostato da -55 dBu a +20 dBu, che è poi anche il range del preamplificatore.
Il convertitore AD è un Cirrus Logic CS5390, che dona un suono tipicamente anni ’90 di alto livello. Anche gli ingressi Line sono bilanciati con trasformatore (11 kΩ) e lo 0 dBFS varia a -1 dBu a +24 dBu. Le due uscite analogiche hanno impedenza di 20 Ω e sono bilanciate elettronicamente, come anche le due uscite (50 Ω) e i due ingressi (11 kΩ) Insert che gestiscono segnali fino a +17.2 dBu. La parte digitale ha un’uscita AES/EBU (Cirrus Logic CS8412), con scheda TDIF e ADAT opzionale. La sincronizzazione ha un ingresso dedicato AES IN e Word Clock I/O.
Il pannello frontale controlla tutti i parametri che sono salvati in una memoria Flash e richiamati all’accensione. Ogni canale ha i propri parametri, che includono il livello di preamplificazione (mic -40/+20 dBu, line +14 o +24 dBu), realizzato secondo la logica di un Neve 1073, con un potenziometro di Fine Gain 0/+15 dB. Line Out dispone di un potenziometro per controllare il livello da +4 a +20 dBFS. Una serie di pulsanti consente di inserire il circuito della valvola, attivare gli Insert a monte o a valle del circuito valvolare, definire il canale digitale di uscita da 1 a 8 su ADAT o TDIF se è presente la scheda opzionale, attivare l’alimentazione Phantom, inserire il filtro HPF a 75 Hz a 12 dB/Oct, e invertire la polarità del segnale.
I controlli per gli stadi valvolari, oltre al pulsante per attivarlo, prevedono Bass Warmth, con un range di frequenze fisso che lavora tra 10 e 200 Hz, Angel Zoom per enfatizzare le alte frequenze ma anche per aggiungere armoniche alla voce sulle medie, e Valve Drive, che include un potenziometro di Gain e uno di Clip, con possibilità di Hard e Soft Clip. Gli ultimi quattro pulsanti, sulla destra, definiscono la modalità di bit in uscita (20 bit, 16 bit con dithering, 16 bit con noise shaping), il sync interno o esterno con frequenze a 44.1 o 48 kHz, la modalità Peak Hold per il meter PPM, e l’attivazione di un soft clip prima della conversione A/D.
In uso
D19 MicValve è oggi un preamplificatore con stadio valvolare per la distorsione armonica in grado di cambiare radicalmente il timbro di un master o di un bus. I preamplificatori sono di qualità alta, anche se un po’ troppo rumorosi per valori elevati di preamplificazione microfonica, mentre sono ottimi per gli ingressi Line, il che rendono MicValve perfetto come macchina da insert sul master bus. Tutta la costruzione e i componenti sono di prima qualità; i più critici, come convertitori e alcuni operazionali, sono montati su zoccolo. A distanza di trent’anni, tutto funziona ancora alla perfezione, comprese le quattro valvole.
Mentre si può tranquillamente sorvolare sulla qualità di conversione, a meno che siate alla ricerca del suono fine anni ’90 piuttosto spinto sulle medie, è il circuito valvolare quello che giustifica una ricerca appassionata su Ebay o vari mercatini per trovarne uno. Bass Warmth agisce sia sui bassi ma anche sulla fase del segnale, aprendo o chiudendo il fronte stereo; Angel Zoom è adatto alla voce, rendendola più incisiva, presente, profonda e dettagliata, e apre le alte frequenze in modo non artificiale.
E poi c’è il clipper, che si muove da hard a soft e può essere controllato dal Gain. Sulle chitarre, di qualsiasi genere, fa letteralmente miracoli e, quando siamo in territori hard rock o heavy metal, rende le chitarre distorte molto più vivaci, interessanti e ricche di medio alte senza mai arrivare alla distorsione dell’intero suono originale. Giocando tra Bass Warmth e Angel Zoom si possono trovare posizioni adatte ad aprire il mix o rendere la traccia più facilmente inserita nel mix, soprattutto per i bassi, la cassa e i tom. Non è quindi solo un tool per la distorsione armonica valvolare, ma anche un sistema di controllo della fase.
Non è un caso che i D19 MicValve si trovino inseriti in rack per il mastering o fissi nella catena di ripresa per bassi, voce o chitarre distorte. È a tutti gli effetti un processore valvolare di eccellente qualità, con un carattere al momento mai trovato su altri outboard e senza quell’esagerazione valvolare, leggi distorsione immediata, di altri preamplificatori con circuiti valvolari.
Conclusioni
Studer D19 MicValve fu accolto con tiepida curiosità all’epoca, quando ormai il destino di Studer si era spostato definitivamente sul digitale, e il prezzo richiesto era così alto che rimase appannaggio di pochi studi. Rimane il canto del cigno di anni di eccellenza analogica, con una deriva valvolare che allora fu poco compresa ma che oggi, essendo tutti a caccia di sistemi per arricchire il suono di armoniche, diventa un oggetto di culto per chi sa come usare la distorsione armonica. La possibilità di Insert e gli ingressi linea bilanciati riconsegnano D19 Mic/Valve al ruolo di uno dei migliori processori analogici per avere un suono valvolare di classe. Prezzi da € 800 a € 2.500, sempre che riusciate a trovarne uno.















