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Editoriale #13: Divergenze analogiche

Abbiamo pochi dubbi che nei prossimi venti anni ci sarà una rivoluzione nell’ambito dell’analogico che vedrà soccombere molti outboard di medio e basso valore per vedere sopravvivere solo il meglio dell’analogico che ha ancora un vantaggio rispetto al digitale. Già oggi sono stati emulati, in hardware, molti classici del passato con risultati più che soddisfacenti considerando il prezzo d’ingresso alla portata di tutti: chiunque desideri dotarsi di outboard analogico per avere certi suoni, oggi può spendere molto meno e avvicinarsi ai mostri sacri. Per averne una prova, leggete il test di Golden Age Comp-2A. L’analogico ha dalla sua la fisicità dell’azione e la bellezza di un prodotto fisico che si esibisce in studio: anche gli occhi vogliono la loro parte e, a dirla tutta, vogliono la parte maggiore del nostro modo di muoverci e vivere nel mondo. Parallelamente assistiamo a una tempesta perfetta nei synth: continueranno a essere prodotti synth per i professionisti, ma è indubbio che la fascia di maggiore interesse siano i piccoli synth, quelli intorno ai 500 euro, che spopolano e suonano anche bene. La democrazia dei synth hardware passa dalle emulazioni digitali e dall’analogico a basso costo; in studio passa dai plug-in e da software come Toontrack Superior Drummer 3, che emula così bene un batterista da chiedersi se ci vorrà ancora il batterista per molte produzioni di medio livello, o Modartt Pianoteq 6 per l’emulazione a modelli fisici del pianoforte acustico. I risultati di quasi tutti i plug-in e software di oggi erano inimmaginabili solo dieci anni fa. Ciò che sembra avere un valore assoluto nel tempo è appunto l’analogico di razza, quello progettato per superare i limiti del passato, per oltrepassare le soglie del digitale e offrire funzioni e colori che sono ancora preclusi al digitale. Per arrivare a questi risultati, per esempio con SPL PQ, occorrono investimenti importanti e costi non alla portata di tutti. Per questa ragione, quando si sceglie un outboard analogico è meglio orientarsi seguendo l’originalità del progetto o la sua qualità: ne sanno qualcosa agli studi di Indie Hub a Milano, che hanno portato in Italia anche la logica del co-working in ambito di produzione musicale, lavorando su una console API 1608 e con una selezione di outboard di primo livello, ma essenziale. Il segreto è saper scegliere bene e raccogliere informazioni autorevoli e verificate. Buona lettura.

 

Luca Pilla

luca.pilla@audiofader.it

 

 

In foto: la regia principale di Indiehub a Milano, www.hindiehub.com

 

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