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Arturia V Collection 6: dall'emulazione alle nuove tecniche di sintesi


Se pensate che V Collection 6 sia solo un upgrade con quattro nuove emulazioni e due importanti update, siete un po' fuoristrada. Abbiamo avuto il privilegio di lavorare sulla beta prima della presentazione e prestissimo avrete il nostro test. Intanto possiamo dire che V Collection 6 è il più completo bundle di strumenti virtuali storici di sempre: 21 sintetizzatori e tastiere che comprendono ora anche il sempreverde Yamaha DX-7, il modulare Buchla V (Easel), il leggendario Fairlight CMI V e il Clavinet V. La versione 6 include anche un update sostanzioso per Piano V e Analog Lab (ver 3).

 

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Ora, la faccenda molto interessante, che supera di gran lunga tutte le emulazioni fin qui viste, non è tanto l'eccellente motore TAE, che assicura sonorità sufficientemente fedeli all'originale, quando l'aver espanso le capacità delle emulazioni in campi fino a oggi inesplorati. Per coloro che hanno nel DNA la sintesi FM, il DX-7 non solo è in grado di caricare tutta la libreria sterminata fin qui prodotta, ma è un synth FM che cambia le carte in tavola potendo usare nuove forme d'onda al posto della semplice sinusoidale, con tanto di filtri per singolo operatore: siamo in nuovi cieli dell'FM, in territori mai esplorati che aprono le porte al futuro dell'FM virtualizzata. Prendiamo poi per esempio il Fairlight: è possibile caricare i propri campioni, analizzarli e modificarli in sintesi additiva, scegliendo tra l'emulazione dei vecchi e soffianti convertitori che hanno fatto il suono del Fairlight o una riproduzione più moderna. C'è di che scatenarsi disegnando forme d'onda o modificando i campioni importati.

 

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Ciò che ci ha lasciato stupiti è anche la capacità del Buchla V: una volta compresa la matrice di modulazione e le modulazioni più originali, si rimane folgorati dai timbri evolutivi cangianti. Sono passi avanti molto interessanti, che superano il limite delle macchine hardware, offrendo strumenti per il sound design originalissimi ma ancora programmabili. Chissà cosa ne tirerebbe fuori il nostro Alessandro Cardinale...

 

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Infine un accenno alle library di patch create da famosi sound designer: la loro aggiunta dimostra come Arturia stia sviluppando un ecosistema intorno alle più svariate tecniche di sintesi, interfacce utente e suoni storici, con un occhio ai sound designer e al mercato delle patch.

Siamo a una svolta nell'emulazione del passato verso il futuro?

Nelle prossime ore lo saprete, grazie al test in dirittura d'arrivo!

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