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Neve 2264ALB, il cerchio si chiude - la recensione

Rapporto qualità/prezzo6
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La storia di Neve è costellata di prodotti embrionali poi sviluppati durante gli anni a seguire. È il caso del primo compressore limiter 2254 e del limiter 2253 (ripresi tali e quali anche nel broadcast con le sigle 32254 e 32253, e in versioni differenti), dal quale è derivato il classico il 2264A e successivamente il leggendario 33609 (in versioni differenti). Il modo di lavorare si evolve e oggi uno dei compressori limiter più colorati della storia trova posto in uno slot per API 500.

Dopo il preamplificatore e l’equalizzatore, con possibilità d’insert dell’EQ nei circuiti del preamp, Neve introduce il 2264ALB, con medesima architettura del 2264A, a componenti discreti, in Classe A/B, con trasformatore in ingresso e un paio di nuove funzioni, compreso un tempo di Slow Attack. Il 2264A utilizza un circuito molto particolare, dove il VCA è costruito con un ponte di diodi e con la necessità di trasformatori interni per gestire il segnale di sidechain e quello da controllare.

Hardware

Tutto il circuito audio utilizza componenti discreti: sono ben evidenti tre trasformatori custom, impiegati per l’ingresso, il driver per il ponte di diodi, il sidechain e lo stadio di uscita. Il Bypass è hardware ed esclude completamente il circuito. Gli integrati sono impiegati per il peak meter balistico realizzato con led, a indicare la riduzione del gain da 0 dB a 20 dB, e per il led di presenza del segnale. Per il tipo di circuito, anche il 2264ALB non è un campione in fatto di rumore, che si attesta a -70,5 dBu. È invece uno dei processori di dinamica che distorcono meno il suono quando comprime, anche ad alti livelli. In questo caso l’insert sul preamp 1073ALB è necessario per tornare ad avere i colori completi del suono Neve. I selettori concentrici, dei quali quello interno funziona da switch per attivare o meno la funzione riferita, sono tutti Grayhill. Quattro sono i relè. Presenti numerosi transistor.

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Pannello

I tre controlli concentrici sono associati, dall’alto verso il basso, al limiter e al compressore con controlli di soglia, tempo di rilascio e attivazione, e l’ultimo per la selezione del rapporto di compressione del compressore, il gain in uscita e l’attivazione del link. Le funzioni attivate sono segnale dall’apposito led. Lo switch di Bypass hardware è affiancato da uno switch per il tempo di attacco del compressore, a scelta tra Fast e Slow Attack.

Particolari importanti

Usando contemporaneamente il compressore e il limiter, la soglia del compressore dovrà essere inferiore ai +8 dBm, perché la soglia minima del limiter è di +4 dBm e il limiter interviene completamente a +8 dBm. Il compresore e il circuito d’incremento del gain, sono sempre precedenti al limiter: lo stesso gain può di fatto modificare l’azione del limiter senza far intervenire il compressore. Il 2264ALB, come anche gli antenati, si comporta come un amplificatore di linea quando compressore e limiter sono disattivati. In questo caso, essendo un amplificatore buffer, può essere necessario porre attenzione alle impedenze d’ingresso e di uscita per evitare vistosi cali di livello.

Evenienza rara ma non impossibile. Il link con un’altra unità 2264ALB si realizza attraverso il pin 6 del Lunchbox: il voltaggio maggiore di una unità guiderà l’altra. I due switch posteriori permettono di inserire il comp/limiter nel 1073LB e nel 1073LB EQ utilizzando il cavo tripolare fornito in dotazione e impostando i due switch posteriori.

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I circuiti interni con i tre trasformatori custom

Analisi

In bypass il circuito è del tutto assente, ma come si fa circolare il segnale, con limiter e compressore spento, appare la terza armonica predominante, assieme alla seconda e alla quarta meno evidenti. È un modulo colorato in partenza, anche se non così distorto come accade per gli originali degli anni ’70. La compressione è tipica di Neve, simile a un VCA ma con alcune minime increspature che sono più evidenti rispetto a un VCA classico. Il limiter ha un tempo di attacco che è un po’ più lungo dei limiter moderni, ma non sufficientemente lungo da poter essere usato come compressore. Passano, in altri termini, più trasnsienti. La combinazione di compressore e limiter conduce come sempre a risultati molto interessanti: facendo lavorare più il limiter, con il segnale compresso, è facile arrivare a compressioni in stile 1176 nella fase di rilascio.

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Lo spettrogramma mostra la predominanza di terza armonica senza compressione o limiting

In prova

Il piccolo comp/limiter di Neve mantiene tutto il pedigree sonoro della famiglia. È sempre un piacere ascoltare quel suono più aperto sulle alte, meglio descritto sulle medie e con bassi controllati. Già solo usandolo con i circuiti interni, senza compressione, il suono è Neve, molto riconoscibile. La compressione è simile a quella del 33609 e dei precedenti 2354. Diverso da un VCA, ma molto veloce. La magia comincia con le due posizioni automatiche di rilascio, che da sempre sono un punto di forza di questi compressori. Rispetto al vintage, l’ALB è meno rumoroso ma anche più trasparente. Confrontato con un 32354, è evidente quanto sia meno distorto il suono degli stage di ingresso e di uscita di ALB, mentre la compressione è simile. La facilità d’uso è notevole, ottima la scelta d’inserire un secondo tempo di attacco.

Non c’è traccia o strumento dove il suono di 2264ALB non sia adatto per il rock e il pop. Quando c’è da sottolineare un attacco, tirare fuori le formanti della voce per renderla cristallina e setosa, puntare la cassa o il basso, il 2264 è un arma vincente. Sempre. Da tenere in considerazione, come per tutti i compressori senza filtro sul sidechain, che tende a schiarire i suoni perdendo un po’ di corpo intorno ai 400 Hz, zona di gran confusione nei mix. Forse anche per questo facilita l’equalizzazione e l’inserimento della traccia sul mix. Il tempo di attacco lento, studiato per applicazioni di bus compressor, è sufficiente per alcuni mix ma non per tutti.

Lasciamo il lavoro di incollare le tracce del bus stereo ad altri compressori più dedicati, ricordando però che la compressione parallela è sempre a portata di mano. Generalmente, infine, anche per compressioni selvagge, il piccolo 2264 ALB tende a mantenere un’ottima coerenza di comportamento, che predilige il rispetto degli inviluppi e del timbro piuttosto che la modifica estrema. La costruzione è eccellente e non abbiamo avuto alcun problema o difetto nel corso del test.

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La combinazione di compressione e limiting porta a effetti dinamici simili a quelli di limiter FET.

Conclusioni

Il 2264ALB è un’evoluzione, ben riuscita, del classico circuito di compressione e limiting di Neve. L’inserimento nel rack API è benvenuto e offre un colore e una compressione differente da tutti gli altri comp/limiter attualmente prodotti per questo formato. L’integrazione dei trasformatori permette di usarlo senza il preamplificatore, ottenendo quelle sfumature per le quali è famoso il suono Neve. La compressione è molto coerente, anche a livelli estremi, e non stravolge gli inviluppi. Se dovessimo scegliere come ottenere il suono Neve su un rack API, la nostra scelta cadrebbe prima sul 2264ALB e poi sul preamplificatore, perché il comp/limiter è più flessibile nelle sue funzioni rispetto al premaplificatore, rispettando comunque il suono Neve. Un prodotto studiato nei minimi particolari. Non vi deluderà.

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PRO

Classico colore Neve

Costruzione

Insert nel preamp

CONTRO

Gain sensibile a minimi spostamenti

Controlli essenziali

Fine box pro e contro

 

Info

Funky Junk

Prezzo: € 920,00 + IVA