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Test: Neve 1073DPA

Rapporto Qualità/Prezzo7.5
Componenti9.1
Sound9.2
Interfaccia8.1
8.5

Dovreste ormai esservi fatti un’idea del marchio Neve nella storia della registrazione. Se volete anche conoscere quanto vale l’investimento, vi basti sapere che un Neve praticamente non si svaluta mai, anzi tende ad acquistare valore con il tempo. Il prurito da Neve non vi lascia più?

È di scena il Neve 1073 DPA, un progetto che parte dal classico 1073 per espanderlo anche in digitale, grazie alla scheda A/D opzionale. Neve ha disegnato un pre moderno, con due canali e opzioni interessanti. La domanda che tutti si fanno, però, è una sola: suona come il 1073?

Noi siamo qui per questo!

Hardware

Fig 01

C’è molto ferro dentro il 1073DPA, che giustifica i 5 Kg di peso. Una volta denudato del pannello superiore, chiuso con delle viti a brugola, si rimane attoniti: un misto di classico analogico, con i quattro trasformatori costruiti esclusivamente per Neve e di componenti moderni, con resistenze e condensatori Surface Mounting a far da spalla a decine di relay Hamlin della serie 3600, condensatori tradizionali, e cavi ribbon di collegamento.

Fig 02

Fig 03

Fig 4

Alcuni dei componenti interni sono elettronica standard, come i transistor ST 2N3055 NPN utilizzati per i due stadi d’uscita o i transistor NPN BC184 impiegati negli stadi di amplificazione.

Fig 5

La costruzione è pulita e la scheda dei due pre è di fatto unica ma divisa in due, tra destro e sinistro. Appare da subito chiaro che non è possibile aggiungere secondariamente le opzioni di Insert e di convertitore A/D, quest’ultima alloggiata sulla scheda di alimentazione separata.

Fig 6

Neve ha prodotto un’unica scheda e l’opzione A/D va ordinata fin da subito. Come sempre è nel progetto che bisogna ricercare il suono e non nella sola qualità dei suoi componenti.

Il pannello frontale è semplice: oltre al selettore del gain, a passi di 5 dB, troviamo lo switch per selezionare l’impedenza tra 300 e 1200 Ohm (Lo/Hi-Z) dell’ingresso microfonico e due interruttori per l’alimentazione Phantom a 48 Volt e per la selezione dell’inversione di fase a 180 gradi. Un secondo potenziometro Trim, a corsa continua, permette di modificare a piacere il gain di +/- 10 dB, così da non dover trovare compromessi a passi di 5 dB. I controlli sono indipendenti per i due canali e non ci sono possibilità di link. Le uniche spie sul pannello frontale riguardano l’interruttore, che contiene anche il fusibile, e un led che indica il clip dell’amplificatore a tre dB sotto il livello massimo di amplificazione. La versione DPD, con scheda A/D interna, possiede anche due switch per la selezione della frequenza di campionamento, con i relativi led che segnalano la frequenza e lo stato del sync digitale.

Fig 7

Se vi state chiedendo come vengono gestiti l’ingresso Line e quello microfonico non conoscete ancora il selettore di gain di un 1073: la prima parte è dedicata al gain dell’ingresso Linea, il secondo a quello microfonico. In altre parole anche usando i due ingressi contemporaneamente non è possibile amplificare entrambi i segnali. La scelta è fatta decidendo quale dei due segnali amplificare con il selettore.

Fig 8

Le connessioni sono tutte sul pannello posteriore e comprendono il pozzetto per l’alimentazione con blocco metallico, due uscite bilanciate XLR con trasformatore e livello massimo di +26 dBu, due ingressi bilanciati con trasformatore per microfono con livello massimo accettato di +6 dBu e impedenza di 1200 Ohm o 300 Ohm in base alla posizione del selettore sul pannello frontale, e due ingressi Line bilanciati elettronicamente in ingresso ma con trasformatore in uscita, con connettore Combo che accetta sia collegamenti XLR sia con jack, con livello massimo d’ingresso di +26 dBu e impedenza di 20 kOhm.

Fig 09

La costruzione è veramente robusta: basti notare lo spessore del metallo e il doppio pannello, dove a quello interno sono ancorati i controlli.

Prova

Il 1073 DPA trattiene l’essenza del 1073 originale, mantenendo i circuiti in classe A, il doppio stadio di amplificazione e i trasformatori in ingresso e in uscita (Figura 10). Ciò che è stato variato è l’elettronica di controllo, ora affidata a relay per quanto riguarda la selezione dell’amplificazione e a componenti miniaturizzati per condensatori e resistenze. Naturalmente anche il disegno della scheda e la posizione dei componenti è diversa dall’originale. Tutti particolari che fin dall’inizio inducono a sospettare che il 1073 DPA non sarà l’esatta replica del 1073, per il quale bisogna rivolgersi alla serie Vintage di Neve. La stessa azienda dichiara apertamente che si tratta di un progetto in parte nuovo. E dunque via alla prova. Il confronto è stato portato a termine usando sia un 1073 originale sia il clone Chandler LTD-1. Le differenze ci sono: il 1073 DPA appare da subito più preciso, meno colorato e più aperto sulle alte rispetto al 1073. La dinamica viene rispettata su tutta l’estensione con un maggiore sviluppo sui bassi, che prendono più corpo e precisione rispetto all’originale. I medi si trovano quindi leggermente più indietro, per il comportamento più vivo sui bassi e sulle alte, senza però scomparire o creare un qualche effetto loudness. Il suono di un pre in classe A continua a essere di grande qualità, e il 1073 DPA si stacca dal calore del progenitore per acquisire una maggiore trasparenza, che è il suo pregio, e un minimo di aggressività. Non raggiunge la purezza e la profondità di un GML,  a causa dei trasformatori che danno quell’aurea di colore eufonico molto caratteristico, piacevolmente Neve, ed è perfettamente in grado di amplificare anche i più piccoli attacchi, rendendo più roche le voci alla Britney Spear e più aperte e brillanti le voci femminili e maschili ricche di armoniche superiori. Ne guadagnano tanto i piatti, più naturali e meno schiacciati del 1073, quanto i bassi che risultano più contemporanei. Non che altri strumenti siano soffocati dal 1073 DPA, tuttavia abbiamo trovato utile usare il DPA su questi strumenti, sempre con eccellenti risultati. L’uso con un microfono valvolare riserva colori molto interessanti, compensando i colori del microfono con il dettaglio del pre. L’uso del DPA è comunque universale ed è un egregio preamplificatore per chi vuol partire con il piede giusto. Non c’è da attendersi, però, un’importante colorazione del suono come sul 1073 originale, ma una via di mezzo tra il suono Neve e quello di preamplificatori moderni e più puliti. Sinceramente al termine del periodo di prova è stato difficile restituirlo: se da una parte mancava quella colorazione di un classico 1073, dall’altra il suono ancora caldo e l’incremento di dettaglio e trasparenza hanno creato un posto di diritto tra i preamplificatori. Provato su una sessione di musica classica i risultati sono arrivati subito: armonico e analitico, limpido e veloce ha saputo cogliere le migliori sfumature e i migliori attacchi, dando una impressione di presenza non così evidente sul 1073. Se l’indecisione vi attanaglia, tra precisione e calore, il 1073 DPA è un preamplificatore che si posizione su due filosofie, raccontando un suono sempre di primissima classe.

Conclusioni

Neve ha centrato il colpo coprendo una nicchia di mercato che possiede già i colori del 1073 originale e cerca qualcosa di più trasparente ma nel contempo con i sapori Neve. I trasformatori ci sono tutti e la tendenza a enfatizzare suoni rauchi possono essere linee guida per decidere tra il 1073 DPA e l’originale. La qualità è tale che difficilmente si potrà sbagliare acquistando questo pre. In più è Neve, una garanzia per il futuro dell’investimento. Difetti? Diremmo di no: mantiene quello che promette. A quando una channel strip basata sui circuiti del DPA?

DPA o DPD?

Al momento del test non era disponibile un modello DPD, quello dotato di convertitore, ma vale la pena riflettere su quale dei due conviene di più. In generale solo i project studio avanzati e gli studi professionali lavorano con convertitori di alta qualità, ancora pochi in Italia impiegano il DSD come formato ad alta qualità. Lasciando da parte le discussioni circa la guerra tra DSD e 192 kHz, è molto interessante osservare che Neve ha scelto anche questo formato. Il segnale da convertire è raccolto dalle uscite XLR, quindi è un segnale preamplificato che passa tra le spire dei trasformatori, con tutte le colorazioni del caso. In alternativa è possibile utilizzare gli ingressi Insert ADC In per segnali esterni (livello massimo di +26 dBu), che interrompe il collegamento tra output del pre con l’ingresso del convertitore. Non va sottovalutato l’uso dell’Insert per processare il segnale con outboard esterno e quindi convertito in digitale. La conversione non inibisce le uscite audio, che possono quindi essere usate come segnale di monitor di ciò che si sta convertendo.

Ricordo che il convertitore è stereo, quindi parliamo di due canali di ADC di alta qualità che hanno lo 0dBFS posto a +26 dBu. Le frequenze di campionamento sono multipli di 44.1 e 48 kHz, comprendendo i 96 kHz e 192 kHz, oppure si può attivare la conversione in formato DSD. Dotato di cristallo interno per il clock, può essere sincronizzato sfruttando l’AES3 o il Word Clock In su BNC, quest’ultimo ha sempre la priorità sugli altri. L’uscita del convertitore è solo su AES/EBU e, in più, viene fornita un’uscita Word Clock su BNC.

Il DSD è un’altra storia: per il sync è necessario sfruttare due cavi BNC (DSD L e DSD R) e l’uscita digitale è in formato SDIF 2 e SDIF 3 con sync a 44.1 kHz.

Detto questo appare chiaro che il DPD, con una differenza di prezzo non esagerata, è più interessante per chi impiega interfacce audio non di grande qualità, purché sia disponibile almeno un ingresso digitale AES/EBU sulla scheda di collegamento per il collegamento in digitale. Non avendola provata non posso dire niente sulla qualità dei convertitori, ma dubito che si tratti di convertitori di bassa qualità. Il DSD può essere un plus interessante per il futuro: al momento non ci sono DAW di prezzo abbordabile in grado di poter lavorare su questo formato, tuttavia la presenza sul mercato di Tascam DV-RA1000 apre la strada a registrazione a due tracce di grande qualità, dove il 1073 DPD potrebbe costituire l’elemento centrale per un setup live di elevata caratura.

Quattro chiacchere con... David L. Lenehan

Non ci siamo arresi neanche questa volta e siamo riusciti ad avere un’intervista esclusiva anche con il PR e Marketing Executive di AMS Neve. Il tema non poteva che girare intorno alle differenze tra il 1073 e questo DPA, con domande tecniche per valutare l’intero progetto.

LP Osservando l’interno di 1073DPA colpiscono subito le decine di relay usati sulla scheda dei preamplificatori. Il progetto originale del 1073 prevedeva la selezione dell’amplificazione usando una serie di resistenze sul selettore. Ci viene il dubbio che questi relay controllino in qualche modo il gain.

DL Esattamente come hai pensato, i relay controllano i singoli incrementi di amplificazione a passi di 5 dB, per Line e Mic.

LP Il 1073 ha una struttura dove l’amplificazione è fornita da elementi differenti. Esiste anche nel 1073DPA e quali sono gli elementi che la compongono?

DL Come nel 1073 originale, anche in 1073DPA ci sono due stage di input gain, ognuno dei quali comprende tre transistor per replicare la sezione Mic Amp delle schede BA283 e BA284. Il primo elemento comprende i transistor in posizione TR1, TR2, e TR3, il secondo stadio di gain è prodotto dai transistor in TR7, TR8 e TR9.

LP I trasformatori sono gli stessi del 1073?

DL Sì, questi trasformatori seguono le specifiche Neve, tuttavia abbiamo dovuto farli realizzare con una profondità minore per poterli agganciare allo chassis e mantenere le dimensioni di una unità rack.

LP All’interno del 1074 DPA abbiamo notato anche quattro opamp (U1 e U2 destro e sinistro), immaginiamo che siano per l’ingresso Line...

DL Giusto. Quello in posizione U1 è dedicato a bilanciare elettronicamente l’ingresso Line, mentre l’amplificatore operazionale in U2 fornisce parte dell’alimentazione per U1, perché lo stadio di alimentazione principale è unico.

LP Qual è il compito dei transistor in TR 4, 5, e 6, dove compare quello prodotto da ST?

DL Sono parte dell’amplificatore d’uscita e lavorano assieme al trasformatore LO 1166.

LP Esiste un trimmer in posizione VR2, qual è il suo scopo?

DL Imposta la corrente dello stadio d’uscita in classe A.

LP Qual è la differenza principale tra l’originale 1073 e il nuovo 1073 DPA, eccezion fatta per il convertitore A/D?

DL La differenza principale è certamente l’assenza dell’equalizzatore e l’uso di un selettore rotativo a tre poli sul 1073, sostituito nel DPA dalla serie del relay che hai notato. Il DPA non include il convertitore A/D, esattamente come l’originale 1073. Il convertitore è esclusivamente inserito in fabbrica nel 1073 DPD.

LP È possibile inserire il convertitore D/A in un 1074 DPA per farlo diventare un DPD, successivamente all’acquisto?

DL Non è possibile un upgrade di questo tipo, il DPD deve essere ordinato fin da subito e non è un upgrade ulteriore.

LP Quale preamplificatore suggeriresti tra l’originale 1073 e il 1073 DPA a chi cerca il classico suono Neve?

DL Non ho dubbi. Entrambi! Molti nostri utenti non possono più vivere senza entrambi così hanno acquistato sia l’originale che la versione DPA!

LP Chi ha disegnato il 1073DPA?

DL Il team responsabile della parte analogica include ingegneri che da sempre lavorano a Neve.

LP Su un forum internazionale è comparso un commento circa la possibilità che i DPA e i DPD siano assemblati in Cina.

DL Tutti i DPA e DPD sono completamente costruiti dall’inizio alla fine in Inghilterra, al quartier generale di Neve a Burnely.

LP Lavorando sul 1073DPA ho colto alcune differenze rispetto all’originale che vorrei che commentassi.

DL E’ molto difficile quantificare queste differenze essendo spesso soggettive e dipendenti dall’esperienza. Quello che posso dire è che i musicisti sono sempre soddisfatti del suono che riescono a ottenere usando queste unità.

LP Vuoi aggiungere ancora qualcosa?

DL Con il 1073DPD/DPA “Hearing is believing”. Rimarrai affascinato e impressionato dal sound di questi pre!

LP Quali sono i progetti per i futuri moduli Neve?

DL Abbiamo dei grandissimi progetti per il futuro ma non posso aggiungere nient’altro!

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