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Dialoghi, Musica, Effetti: il suono nell'audiovisivo corelli mainetti martinelli luca pilla recensione audiofader

Libro: Dialoghi, Musica, Effetti. Il suono nell'Audiovisivo - La recensione

Qualità dei contenuti10
Livello di approfondimento9
Tenuta nel tempo10
Rapporto Qualità/Prezzo9
9.5

Un vero e proprio manuale di grandissima qualità, scritto da tre grandi nomi del panorama nazionale come Simone Corelli (anche collaboratore di Audiofader), Stefano Mainetti e Gilberto Martinelli, che si appresta a diventare un classico. Organizzato in ventun capitoli, è una miniera di informazioni mai così ben organizzata neanche in testi inglesi. Una meraviglia!Dialoghi, Musica, Effetti: il suono nell'audiovisivo corelli mainetti martinelli luca pilla recensione audiofader

Si comincia con la storia del sonoro per l’audiovisivo: per chi ama la tecnologia e la storia, le prime 60 pagine sono piacevolissime e costantemente ricondotte anche a colonne sonore e film. Potreste scoprire delle vere e proprie gemme che non sono di dominio pubblico. L’idea di agganciare all’evoluzione tecnologica anche il sonoro che ne deriva permette a chiunque di approfondire il tema, anche senza conoscenze tecniche.

 

Dialoghi, Musica, Effetti: il suono nell'audiovisivo corelli mainetti martinelli luca pilla recensione audiofader

La seconda parte è dedicata alla presa diretta. Diciamo subito che non troverete molti dettagli su apparecchiature e diavolerie varie, a meno che non abbiano avuto una funzione storica, ma ci sono invece una serie di considerazioni fondamentali per capire il rapporto tra il tecnico di presa diretta con la lettura e lo spoglio della sceneggiatura, la tutela del contenuto, pensare un suono per ogni film e il workflow. E’ evidente che gli autori abbiano una esperienza di lungo corso e, soprattutto, sappiano come relazionarsi con la produzione e le differenti figure, così da diventare parte indispensabile per la riuscita del suono. Non basta un microfono e un registratore… La seconda parte si articola anche nell’approfondimento dell’impatto con l’ambiente di ripresa, tra cui la localizzazione delle sorgenti sonore, del suono diretto e riverberato e la registrazione di fondi e ambienti. Si entra quindi in un’analisi accurata della prospettiva di ripresa, che comprende la profondità di campo, le riprese con macchine incrociate, in movimento, con camera car e piano sequenza. Sono tutte definizioni che diventano importanti per studiare correttamente la qualità della presa diretta. Non poteva mancare la registrazione della voce, per la quale si esplicitano la riverberazione e l’inquadratura, i problemi di fonetica e di dizione, i lavalier, la dinamica, i dialoghi, la gestione degli accavallamenti, l’intelligibilità, la registrazione di voci fuori campo e i dialoghi in secondo piano. Il settimo capitolo della seconda parte è dedicato al suono che disegna la scena, che annovera i rumori ambientali, i suoni diegetici, la competizione tra rumori e dialogo, il livello di tolleranza, i suoni d’azione, la registrazione di elementi integrativi, la continuità timbrica e diegetica. Al termine del lavoro, tutto quanto va passato alla postproduzione dove si devono fare i conti con la gradevolezza, i conflitti tra presa diretta e altre componenti sonore, la naturalezza e la lavorazione della presa diretta.

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Se questa seconda parte è molto legata al fonico di ripresa diretta, la terza parte è completamente dedicata alla musica, entrando in un mondo completamente diverso che fa i conti tra passato, presente e futuro del lavoro di composizione della musica per film e non solo. Ancora una volta, però, gli autori si prefiggono l’obiettivo di agganciare la musica al genere visivo, cosicché si comincia con i linguaggi partendo dalla genesi ed estensione del concetto di melodramma, le origini della musica per film, i binomi famosi tra registi e compositori, il caso di 2001: Odissea nello Spazio, la psicoacustica e il tempo reale e tempo percepito. Qui si impara, per esempio, il ruolo della musica rispetto all’enfasi del reale, alla rappresentazione localizzata, alla musica sorgente, al commento, e all’espressione delle emozioni dell’attore, per citare le prime relazioni. Proseguendo si apprendono i concetti di source scoring e di score sincronizzato (Mickey Mousing in onore del rapporto tra musica e Topolino in Fantasia). Il novello compositore scoprirà anche come comportarsi in caso di suspance, suoni ancorati, scene prolungate, suoni fuori dal tempo etc. Per ognuno di questi casi è riportato anche il film di esempio, spostando l’equilibrio del testo verso territori cinefili puri. Si passa quindi alla tecnica di realizzazione della musica entrando nei problemi del click, della temp track, la preproduzione, l’orchestrazione e la post produzione dalla moviola ad Avid Pro Tools. Ultimo paragrafo è dedicato ad accenni di missaggio. Gli ultimi quattro capitoli della terza parte sono dedicati alla composizione, dal declino della melodia con l’evoluzione del linguaggio della musica applicata e la musica funzionare, ai vantaggi e limiti dell’utilizzo dell’elettronica e la music design, quest’ultimo molto pragmatico nel vedere un confine ormai labile tra score e sound design.

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La quarta parte del manuale è dedicato interamente alla post produzione, con il suo workflow, il doppiaggio e la sua sincronizzazione, il montaggio della presa diretta, gli effetti sonori, il missaggio e il suono e lo spazio. Mentre si rincorrono concetti generali, non troverete particolari consigli sui software, plug-in e hardware da utilizzare, perché anche la post produzione è tratta dal punto di vista della relazione con il film. L’ultima sezione è legata alla fruizione, cioè ai sistemi d’ascolto, il Dolby Atmos, la messa in onda televisiva, il restauro, la valutazione del suono di un film e le questioni tecniche come la dinamica della voce, i bassi profondi, Ambisonics, il clipping nella somma, la gestione della latenza e l’automazione viste come concetti generali. Tre pagine di bibliografia chiudono il libro.

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Cosa rimane quindi dopo la lettura? Un grande amore per la complessità di fare cinema e un rispetto ancora maggiore per chi lavora nascosto dietro alle quinte per riprendere in presa diretta, per il compositore e per tutte le figure che generalmente si conoscono solo tra gli addetti ai lavori o dai titoli di coda. Ci aspettavamo inizialmente un manuale molto tecnico: la lettura ci ha portato a conoscere invece le interazioni necessarie per integrare il suono nel visivo, aprendoci un meraviglioso mondo di personaggi, film e storia della tecnologia che mai sono stati organizzati così bene in un unico testo. Se avete a che fare con qualsiasi aspetto legato al suono o alla musica per film o televisione o video, questo è un manuale indispensabile, non tanto dal punto di vista dei prodotti da usare, quanto per comprendere come comportarsi correttamente secondo la ripresa video e la finalità del progetto. C’è molta filosofia, ma anche storia. Gli argomenti trattati avranno valore anche a distanza di anni dall’uscita del libro, tanto da renderlo collezionabile per la quantità di informazioni e di considerazioni impossibili da trovare sotto un unico testo. Specialistico ma anche consigliato per chiunque viva di cinema e colonne sonore. Se volete approfondire il pensiero degli autori, potete ascoltare la puntata di Radio3 Suite Magazine del 14/03/2021 con Stefano Mainetti e Claudio Strinati, che ha curato la prefazione del testo.

Dialoghi, Musica, Effetti: il Suono nell'Audiovisivo. Edizione Lambda, 298 pp. Euro 39

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