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Avid Carbon: l'HDX per project studio - La recensione

Rapporto Qualità/Prezzo8.5
Costruzione9
Suono9
Facilità d'uso9
8.9

Avid Carbon è nata direttamente dalle richieste degli utilizzatori di Pro Tools ed entra a gamba tesa nel settore delle interfacce con DSP integrato. Il competitor diretto è Universal Audio con la serie Apollo (x8p in particolare), che utilizza DSP per far girare i propri plug-in UAD in tempo reale. Siamo di fronte a uno scontro tra titani e l’utente ha tutto da guadagnare da questo interesse per il settore.

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L’interfaccia a audio offre in una sola unità rack ben quattro uscite cuffia e due ingressi Instrument anteriori, controlli da pannello molto intuitivi per selezionare le impostazioni più importanti e una completo metering per ingressi, uscite e monitor stereo. Gli ingressi audio, tra analogici e digitali, sono 25 e le uscite totali sono 34, di cui 16 per ADAT. Tramite connessione Ethernet su protocollo AVB, che è a sua volta fortemente integrato nel sistema operativo MacOS, offre otto ingressi Mic/Line, otto uscite audio su DB25, due uscite analogiche dedicati al monitor audio e doppia connessione ottica digitale ADAT I/O che funge da espansione da e per altri convertitori audio. Sottolineiamo che, con la scelta di usare il protocollo AVB, Avid ha puntato al momento su Apple come computer. AVB non è compatibile con AES 67, rendendo al momento Carbon un prodotto dedicato al mondo Apple.

Hardware

Pur essendo una sola unità hardware, Avid è riuscita a infilarci una scheda con otto DSP HDX e una ventola orizzontale per il raffreddamento. I convertitori A/D sono quattro AKM AK5578EN a 32 bit, 768 kHz da 121 dB, ognuno dei quali è in grado di gestire otto canali con quattro differenti filtri digitali e con supporto DSD fino a 11,2 MHz. Il singolo convertitore può arrivare a 130 dB di dinamica quando si usa per singolo canale, 127 dB a due canali e 124 dB a quattro canali. Sono tutti valori eccellenti che confermano la qualità del progetto.

La preamplificazione degli otto canali d’ingresso analogico impiega un controllo di gain gestito digitalmente THAT 5173 e un preamplificatore THAT 1580 con slew rate di 53 V/ µsec con uscita fino a +29,8 dBu.

 

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La conversione D/A per le uscite cuffia utilizza quattro AKM 4493EQ, ognuno da due canali a 32 bit, 125 dB di SNR e fino a 768 kHz di sample rate. Le uscite audio impiegano altri cinque AKM 4493EQ a due canali. La ventola è una Noctu NF-A9x14 da 12 Volt, che preleva la tensione dall’alimentatore switching integrato.

I dati tecnici parlando di conversione a 192 kHz/32 bit, otto preamplificatori, di cui quattro per Mic e due per Instruments con impedenza variabile, che è una delle due novità di Carbon. Le connessioni sul pannello posteriore vedono la presenza di due porte Ethernet Gigabit, ingresso e uscita per Word Clock, due porte ADAT ottiche, ingresso per footswitch per il controllo di Talkback, uscita L/R su jack bilanciato/sbilanciato per Monitor Main con livello massimo di +24 dBu, otto uscite Line su DB25 a +24 dBu massimo, otto ingressi Line su DB25, otto ingressi con Neutrik Combo per accettare Mic e Line, di cui gli ultimi quattro con impedenza variabile per microfono.

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Il totale delle uscite audio ammonta a 18, considerando anche le quattro coppie di cuffie. Carbon supporta 16 canali ADAT a 44,1/48 kHz, 8 a 88,2/96 kHz e quattro a 176,4/192 kHz. Nella confezione è fornito il cavo di alimentazione, un cavo Ethernet CAT6, le viti per il montaggio a rack e il redemption code per la sottoscrizione a Pro Tools per un anno o un paracadute, cioè la possibilità di avere una licenza perpetua perdendo alcuni plug-in (Avid Complete Plug-in Bundle, UVI Falcon, Melodyne Wssentials e HEAT.). Eventualmente se si è già possessori di Pro Tools (standard o Ultimate) e non si vuole avere un’altra licenza, sarà possibile utilizzare il codice per estendere la sottoscrizione o la manutenzione/aggiornamenti. È possibile passare a Pro Tools Ultimate tramite upgrade.

Requisiti di sistema

Carbon è già compatibile a partire da Pro Tools Ultimate 2020.11 e Pro Tools 2020.11, su MacOS 10.15.7 e connessione diretta al Mac, non supportando al momento router e switch AVB. Può essere utilizzato un adattore Thunderbolt 2 Gigabit Ethernet anche in cascata con adattatore Thunderbolt 3, oppure l’adattatore specifico da acquistare direttamente da Avid, su Mac Pro a partire da 7,1 2019 8 core Intel Xeon W 3,5 GHz, Mac Pro 6,1 Late 2013 da 4 core Ivy Bridge 3,7 GHz, iMac Pro 1,1 Late 2017 8 core i7, iMac 2020 Retina 5K, iMac 19 8 core i9 e 6 core i5 e alcuni iMac 2017 e 2015 con i7, Mac Mini 8,1 6 core i5 e 6 core i7, Mac Book Por 16, 15, 14, 13 secondo le specifiche di Avid.

Noi lo abbiamo provato con un semplice Mac Mini 8,1 6 core i5, per vedere come si comporta in un sistema reale dove anche l’acquisto del Mac è una spesa da considerare. Come sempre, è richiesto l’account Avid e il sistema di protezione iLok Cloud o iLok USB. Una volta lanciato Pro Tools, il primo passaggio è stato l’aggiornamento del firmware di Carbon senza alcun problema di sorta.

AVB, Apple e Pro Tools Carbon

Carbon è un sistema al momento esclusivo per l'hardware di Apple perché Avid ha deciso di usare il formato Audio Video Bridge (AVB), che è stata integrato a livello di sistema operativo da Apple, punto forte per la scelta di questo formato di trasmissione. Avid si affianca ad altri produttori come Motu e Presonus, che offrono anche interfacce AVB, in un momento in cui tutto il mondo dell'audio over IP sta adottando come minimo comune denominatore lo standard AES 67. Sia Dante che Ravenna sono compatibili con AES67, consentendo di integrare in un network anche convertitori di differenti produttori. AVB non è un vero e proprio protocollo per il network, ma nasce per la sincronizzazione precisa dei dati nel network.

Attualmente è impiegato soprattutto nel mondo del live da d&b audiotechnik, L-Acoustics e Meyer Sound per i loro sistemi proprietari. Per meglio integrarsi tra loro, è nato il consorzio Milan a cui partecipa anche Avid con i suoi sitemi Venue basati, appunto, su AVB ma attualmente la situazione non è tale da consentire facili interoperabilità, anzi.

Gestire la connessione AVB

Il primo passo è abilitare in Audio MIDI Setup il protocollo AVB che si richiama da Mostra Browser Dispositivi Network, dove troveremo Carbon in due forme differenti: la prima è Carbon I/O che può essere usata come qualsiasi device audio per MacOS e quindi per una DAW, la seconda è riservata a Pro Tools e permette la programmazione di alcuni parametri AVB.

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La connessione AVB Ethernet gestisce fino a 54 canali in ingresso e 84 in uscita tra l’interfaccia e Pro Tools, che si limitano a 28 ingressi e 28 uscite quando si usa il driver per MacOS per le DAW. Avid mette a disposizione sei diverse configurazioni legate alla frequenza di campionamento, che influiscono sul consumo delle risorse del computer ma anche sul numero di canali disponibili. La configurazione si modifica in Audio Devices richiamando Pro Tools Carbon Reserved for Pro Tools e modificando il campo dedicato, dove troviamo il numero di stream audio disponibili in ingresso e uscita in base alla frequenza di campionamento:

  • 28x56 (44.1–96 kHz)
  • 56x56 (44.1–96 kHz)
  • 56x84 (44.1–96 kHz)
  • 28x42 (44.1-192 kHz)
  • 28x56 / 14x14 (44.1-192 kHz)
  • 42x56 / 14x14 (44.1-192 kHz)

Pro Tools mostrerà il numero di canali nella finestra System Usage. La differenza tra gli stream influisce sulla gestione delle due porte ADAT e delle uscite cuffie, per cui arrivando alla configurazione di 42/56, per esempio, a 96 kHz avremo a disposizione 14 ingressi di cui otto ingressi Mic/Line/Instrument, due canali stereo ADAT sulla prima porta, un canale mono su ADAT 2 e l’ingresso Talkback; le uscite disponibili saranno 14 e comprenderanno i due canali stereo Monitor L-R, gli otto canali Line Out e due uscite cuffia. Usando per esempio la configurazione 56x84 a 96 kHz, avremo a disposizione 28 ingressi e 28 uscite AVB, ma non tutti questi canali hanno in realtà una connessione fisica all’hardware di Carbon, perché servono alla gestione del DSP per stream come gli Aux.

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L’impostazione serve quindi a trovare il miglior compromesso tra potenza del computer, numero di stream di Pro Tools per il routing al DSP e frequenza di campionamento nella trasmissione via AVB Ethernet, influenzando anche il numero di plug-in da assegnare al DSP. Da notare che anche il microfono di Talkback corrisponde a un’uscita, che quindi sarà disponibile come canale nella DAW, per indirizzare se si vuole l’uscita a qualsivoglia monitor. In tema di Word Clock, accedendo alla impostazioni di Pro Tools Carbon: Reserved for Pro Tools, è possibile scegliere tra Internal, Word Clock, ADAT 1 e ADAT 2. L’aggancio del clock è confermato da un led dedicato su pannello frontale.

Il controllo da pannello

Che sia Pro Tools o Steinberg Cubase o altre DAW, Carbon permette di accedere a una serie di funzioni per impostare al volo gli ingressi. La logica è semplice: l’Input Encoder serve sempre per selezionare il canale da 1 a 8, una volta premuto, secondo la scelta di Inpt seleziona il gruppo di ingressi tra otto Mic, Line (che esclude il preamplificatore) o Instrument su pannello anteriore che riconosce se c’è qualcosa di collegato, così da disabilitare l’ingresso posteriore. Il pulsante Link consente di collegare in stereo le coppie 1-2, 3-4, 5-6, 7-8. A Inst si possono collegare tastiere, chitarre, bassi e Rhodes. È sempre possibile richiamare l’ingresso posteriore. Mic, Line e Instrument sono associati a colori differenti nella Input Level Strip per monitorare il gain in ingresso controllato dall’Input Encoder.

Il pulsante di Talkback può funzionare come momentaneo o permanente, attivando automaticamente il Dim sui monitor. La novità più importante per chi registra è la possibilità di usare impedenze variabili sugli ingressi microfonici dal quinto all’ottavo, usando il pulsante Z su pannello che richiama i valori di 5 kOhm, 50 kOhm e 1 kOhm, indicati con colori differenti. La stessa procedura può essere eseguita per i due ingressi Instruments con valori di 32, 70, 90, 230 kOhm e 1 Mohm. Cambiare l’impedenza corrisponde a modificare la risposta in frequenza e la dinamica di ciò che si registra. Aver a disposizione questa opzione è fondamentale, e più creativo, rispetto ad alte interfacce con con impedenza fissa. Su pannello è presente anche il pulsante di inversione di fase e di attivazione dell’alimentazione a 48 Volt per gli ingressi posteriori quando è rilevata una connessione con XLR.

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Carbon adotta anche una serie di comportamenti differenti per la Phantom in base a cosa vede come connessione posteriore. All'avvio tutte le alimentazioni sono automaticamente spente. Il metering degli otto canali analogici può essere assegnato premendo In o Out, con un pulsante centrale per resettare Carbon e riportarlo nelle condizioni di default per le impostazioni di ingressi e uscite. Altri due barre led sono dedicate all’uscita monitor o cuffia pre fader, cioè prima dell’encoder di Output Level. Le tre coppie di monitor, selezionati con i tre pulsanti A (Main), B (Alt 1) e C (Alt 2) che hanno anche la funzione di Mute, devono essere impostate Pro Tools Hardware Setup, ma possono poi essere richiamati con qualsiasi altra DAW.

L’uscita monitor o cuffia dispone di una barra led di livello indipendente, sotto la quale un numero identifica quale monitor o cuffia è al momento attivo. Per cambiare da monitor a cuffie esistono due pulsanti dedicati, che cambiano colore in base alla coppia di monitor o cuffie attivate. Carbon riconosce anche se ci sono cuffie collegate ed evita di richiamare con il pulsante le uscite non utilizzate. In Pro Tools Hardware Setup è possibile programmare la sorgente delle singole uscite cuffie e il valore del dimmer che sarà utilizzato con il pulsante Dim su pannello.

Come sempre è possibile definite l’assegnazione dei canali fisici in Input Setup, dove troviamo anche quello di Talkback. Più interessante l’assegnazione degli output, necessari per definire anche le due coppie di monitor alternative e le quattro uscite cuffie. Qui troviamo anche l’assegnazione della coppia stereo dedicata ad AFL/PFL Path.

Carbon e Pro Tools

L’integrazione con la DAW di Avid è totale, con alcuni parametri nuovi per l’occasione. Tutte le opzioni di Carbon si raggiungono da Pro Tools, non essendo presente un pannello di controllo dedicato per MacOS. In Pro Tools Hardware Setup troviamo l’abilitazione delle tre coppie di monitor e l’assegnazione delle quattro sorgenti per le cuffie, oltre al valore di gain del microfono incorporato di Talkback e il valore in dB di attenuazione per Dim.

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Carbon gestisce le tre coppie di monitor assegnando le uscite Monitor L-R a Main, Alt 1 e 2 rispettivamente alle uscite Line 1-2 e Line 3-4 sul DB25 Line Out. Nel caso delle sorgenti per cuffie, è possibile assegnare la coppia all’uscita Monitor L-R principale oppure lasciarla libera, così da poter essere impiegata come una uscita stereo dedicata in Pro Tools o qualsiasi altra DAW.

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In questo modo, usando per esempio delle tracce Aux, è possibile creare dei mix dedicati ai singoli musicisti. Da questa pagina è anche possibile disabilitare i pulsanti di pannello per il richiamo di coppie di monitor e di Talkback.

Passando al tab Line I/O, si apre una pagina per disabilitare il preamplifcatore sugli otto ingressi Line Combo o DB25 e definire il valore di riferimento per le dieci uscite di Carbon. Tutte le impostazioni sono registrate anche nella Session. È facile immagine che nel futuro ci saranno ulteriori opzioni, forse anche un App per il controllo remoto.

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Recording e DSP

Oltre all'impedenza variabile per i microfoni e gli ingressi Instruments, l'altra grande novità di Carbon è l'integrazione di una scheda HDX per poter registrare con i plug-in AAX in tempo reale a latenza praticamente inudibile, senza pesare sulla CPU del Mac. L'attivazione del cosiddetto DSP Mode, che usa i plug-in della scheda HDX integrata, è singola per ogni traccia e può essere impiegata per tracce Audio, Aux Input, Instrument, Routing Folder e tracce Master Fader.

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Una volta attivato il DSP, Pro Tools cambia tutti i plug-in da Native a DSP, a patto che esista la versione DSP per i plug-in nella traccia. Se nella channel strip sono inseriti plug-in solo Native, passando a DSP essi saranno disabilitati. In DSP Mode, tutti gli input e output della traccia, inclusi i send, sono spostati sul mixer DSP HDX di Carbo. Nulla osta a usare in fase di mix il DSP di Carbon per alleviare il peso dei plug-in sulla CPU del Mac. La nuova icona a forma di fulmine che si trova subito sotto i controlli di automazione, permette di cambiare da DSP Mode a Native in un istante. Quando è attivo il DSP, i plug-in nativi senza versione AAX HDX sono disabilitati e le tracce che sono collegate a quella con DSP attivo sono automaticamente cambiate in DSP esse stesse (DSP Mode Auto Enabled) oppure è possibile non attivare il DSP su quelle tracce in DSP Mode Safe. L'eccezione è Heat che non è supportato in DSP Mode sia in recording che in mixing quando il DSP è attivato.

Tutto il sistema nasce per garantire la minima latenza come più alta priorità di Pro Tools. L'attivazione, oltre che dal pulsante del mixer, può avvenire anche richiamando il DSP con il click destro del mouse sul nome della traccia in Track List, Edit o Mix. Tutti i plug-in disponibili in versione DSP sono mostrati con l'icona del DSP nell'elenco di richiamo. Nel caso in cui il DSP si esaurisse, i plug-in DSP si disattivano automaticamente e sono mostrati con il colore arancione al loro fianco, colore che si ritrova (assieme al verde che indica la corretta attivazione) nelle opzioni della finestra di plug-in, nel bus, nel send e Output View. Attraverso System Usage è possibile monitorare l'uso del DSP e visualizzare anche il numero di canali AVB dedicati agli stream audio in ingresso e uscita impostati in Audio Midi Setup (vedi sopra). La scheda HDX ha un limite di otto HDX DSP con una latenza inferiore a un millisecondo. Non può essere comparata ai 18 DSP per singola scheda HDX, ma è perfetta per utilizzare i più classici plug-in per channel strip durante la registrazione su più tracce.

In prova

Abbiamo trattato Carbon prima di tutto come una interfaccia audio, inserita nel mercato medio alto per il recording. Conoscendo quanto già realizzato da Avid con le eccellenti HD I/O e MTRX, da cui è derivato poi MTXR Studio, eravamo molto curiosi di capire la qualità di Carbon, progettata da Avid. Ebbene, siamo ai livelli superiori del mercato di appartenenza, sia per la conversione A/D che D/A: non avremmo alcuno scrupolo a consigliare Carbon come una delle più recenti interfacce audio di qualità superiore, in grado di reggere tranquillamente i prossimi quindici o vent'anni di lavoro senza dover essere sostituita. I preamplificatori sono stati una piacevole sorpresa. Mentre Universal Audio sulle sue Apollo seleziona l'impedenza secondo il plug-in Unison inserito come preamp, Carbon lascia la scelta al suo utilizzatore.

Vi possiamo assicurare che scoprirete un nuovo mondo quando collegherete il vostro microfono con una impedenza di 50 kOhm: cambiare l'impedenza corrisponde alla scoperta di nuovi comportamenti nella risposta in frequenza, nei dettagli e nella dinamica di registrazione. Ci vorrebbe un outboard dedicato solo alla modifica dell'impedenza per chi fa registrazione, perché è un altro modo di concepire l'uso del microfono. A questo grande vantaggio, sia per i quattro preamp microfonici che per i due ingressi Instrument, si aggiunge la qualità dell'amplificazione per le quattro cuffie, che è superiore a quasi tutte le altre interfacce in commercio e in grado di pilotare anche le cuffie più impegnative con un livello di amplificazione più che adeguato durante le riprese in diretta.

Che Carbon sia stata progettata pensando allo studio di registrazione si vede anche da alcuni particolari, come gli otto ingressi Line In su DB25 replicati e normalizzati rispetto agli altrettanti otto ingressi Mic/Line su connessione Combo. Il DB25 lavora in parallelo agli otto ingressi Mic/line, con lo scopo di poter richiamare l’ingresso Line senza dover sconnettere il microfono dall’ingresso dedicato. In caso di connessione di un jack al corrispondente ingresso Mic/Line, quest'ultimo avrà la precedenza sul corrispettivo canale Line In su DB25, essendo appunto normalizzato. Mentre i Line In su DB25 bypassano il preamplificatore, nel caso in cui si colleghi un Line al Mic/Line Combo sarà possibile disabilitare il preamplificatore dal solito Hardware Setup di Pro Tools.

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Basterebbero questi particolari, assieme a un pannello di controllo pressoché completo (manca un pulsante Mono per la sezione monitor) per giustificare il prezzo di Carbon, anche se avremmo preferito qualche ingresso digitale differente da ADAT, ma che oggi è ancora uno standard ancora ampiamente usato. La facoltà di usare Carbon come una qualsiasi interfaccia audio in MacOS apre le porte all'uso anche con altre DAW: qui si tratterà di usare il pannello di Carbon per gestire le impostazioni degli ingressi (anche se se è sempre possibile far girare Pro Tools in contemporanea con un'altra DAW per controllare i parametri, purché siano alla stessa frequenza di campionamento) senza altre incombenze.

Carbon rappresenta un bel salto in avanti per la qualità audio e le possibilità di ripresa con i suoi preamplificatori trasparenti rispetto ad altre interfacce audio. Poi, finalmente, incrociamo la versione Pro Tools per Carbon (noi abbiamo usato la nostra Ultimate senza dover procedere a particolari upgrade) e arriva l'integrazione con il DSP. La possibilità di registrare con i plug-in in tempo reale è semplicemente fantastica, sia per il cantante a cui è possibile associare in aux per esempio un riverbero e un processore di dinamica, oppure per il chitarrista processando il segnale raccolto da Instrument. Di fatto, la latenza non esiste più e non è un problema che interrompe la sessione di mix se occorre aggiungere un overdub.

L'integrazione con Pro Tools è perfettamente eseguita con la scelta di attivare o meno il DSP per singola traccia, lasciando il lavoro di switch a Pro Tools. Certo non tutti i plug-in sono in versione DSP, ma ce ne sono più che sufficienza per realizzare il proprio bagaglio di processori virtuali e la modalità DSP Safe permette di tenere sotto controllo le tracce nascoste che usano plug-in nativi. In più è sempre possibile usare il DSP per alleggerire il peso sulla CPU durante il mix. Otto DSP non saranno tanti, ma possono aiutare anche in mix e in mastering.

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Non tutto è perfetto. Manca un pulsante Mono per il monitor su pannello e al momento non si possono usare contemporaneamente le tre coppie di monitor per un ascolto in surround. Occorre passare dal software e assegnare le uscite Line Out per il surround creando un monitor controller virtuale. La latenza dei virtual Instrument sono un problema non risolto anche con Carbon, perché i soft synth più usati usano la CPU del Mac e introducono quindi latenza. Abbassando il buffer size a 32 campioni si ottengono latenze intorno ai sette millisecondi con AVB, che sono comunque impercettibili. Un altro punto interrogativo è la disponibilità in futuro di un driver AVB per Windows. Ci sembra che Avid abbia scelto AVB sia per la disponibilità della piattaforma tecnologica sulle sue console Venue sia perché il Mac è molto diffuso negli Stati Uniti, ma la situazione è un po' differente in Italia e in Europa in genere.

Per quel che ci riguarda, noi abbiamo usato il più piccolo Mac Mini: abbiamo spalmato un riverbero, un processore di dinamica e un equalizzatore su 28 tracce assegnate al DSP e il sistema ha retto bene. Il trucco, in caso di molte tracce da riprendere contemporaneamente è usare plug-in AAX HDX il più leggeri possibili, ma nel caso di una sola traccia o due da riprendere (per esempio voce e chitarra) gli otto DSP non sono mai stati un limite, anzi. Tutto quanto è stato studiato per facilitare l'uso in studio, sia il pannello di controllo che le connessioni, e nell'ottica del lavoro quotidiano per la produzione musicale, con o senza Pro Tools, Carbon è una delle migliori interfacce in termini di rapporto qualità prezzo, considerando le soluzioni hardware e il bundle con Pro Tools 2021.11 e relativi aggiornamenti per un anno, assieme a plug-in di Arturia, McDSP, Plugin Alliance, UVI, Native Instrtuments ed Embody, quest'ultimo per la virtualizzazione dell'ascolto in cuffia in studio.

Ci aspettiamo per il futuro ulteriori novità, come la gestione del surround da pannello, la possibilità di mettere in cascata un’altra Carbon (la doppia connessione Ethernet sembra nata per questo) e la gestione di Carbon anche da tablet e smartphone, anche se AVB non è il protocollo più aperto del mondo e per Windows rimane un problema ancora aperto.

Conclusioni

La soluzione di Avid nel mondo delle interfacce con DSP è brillante: il progetto hardware dei preamplificatori e dei convertitori, le quattro uscite cuffia, il controllo da pannello e il DSP HDX integrato sono tutti elementi che vanno nella direzione giusta, senza contare che ci si porta a casa lo standard Pro Tools. A differenza del passato di Avid, dove il settore del project studio avanzato era stato occupato da interfacce audio piuttosto convenzionali, Carbon rende accessibile ai producer un sistema HDX adatto alle dimensioni dei project studio moderni, con una serie di soluzioni che evitano di acquistare ulteriore outboard, per esempio un amplificatore per cuffie o un monitor controller. Non abbiamo remore a consigliare Carbon a chiunque cerchi quel salto di qualità per proiettarsi finalmente nel mondo della produzione professionale.

 

Pro

Ottima qualità di conversione

Assente la latenza con plug-in AAX HDX

Preamplificatori con impedenza variabile

Quattro uscite cuffie

Bundle software completo

Installazione facile

Controlli da pannello

32 bit

Contro

Manca pulsante Mono su pannello

AVB attualmente supportato solo da MacOS

Assente compatibilità per AES 67

Solo porte ADAT

 

Distributore

Avid Italia

Prezzo: Euro 3.499 + IVA