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Studi: Angel’s Wings Recording Studio, orgoglio italiano

La dimostrazione che il cambiamento è possibile, che la crisi si può combattere e che i grandi studi possono ancora essere un’arma vincente in italia, ha un nome: Angel’s Wings Recording Studio.

Nel millennio che ha purtroppo visto la scomparsa di tanti, troppi studi di registrazione nostrani (molti dei quali hanno alle spalle produzioni discografiche di fama internazionale), nel quale la credibilità di un mestiere rispettabile e fondamentale come quello del fonico da studio viene sempre meno, chi mai potrebbe pensare ad aprire uno studio di registrazione di altissimo livello all’interno di una villa? In tanti risponderebbero un incosciente…beh noi crediamo che invece questa sia tra le mosse più intelligenti e a lungo termine che si possano fare ora. Ebbene sì perché quando si tratta di un progetto dalle basi più che solide, partorito da menti che nella produzione discografica non ci lavorano da giorni ma da decine di anni, la sfida cambia strada passando dalla corsia dell’incoscienza a quella della coerenza più lucida; questo non può che essere da lodare e noi lo facciamo raccontandovi la storia dello studio Angel’s Wings, inaugurato nel febbraio scorso in un piccolo borgo friulano, che incarna a pieno la filosofia di cui le righe sopra. La sfida intrapresa da Nico e Monica non è la prima a risaltare ai nostri occhi, pare che il Friuli sia proprio terra florida per rilanciare i grandi studi (vedi Artesuono di Stefano Amerio e il nuovo studio privato di Elisa Toffoli). Scambiamo quattro chiacchiere Monica Zinutti, studio e booking manager di Angel’s Wings, che ci racconta come è nato questo stupendo complesso, e con il fonico residente Nico Odorico, motore dello studio e delle scelte.

Una panoramica dall'alto dello studio A

AudioFader Da dove ha preso origine l’idea di un complesso così articolato?

Monica Zinutti L’idea ha iniziato a prendere forma dopo i vari viaggi negli studi di Londra da parte di Nico tra il 2008 e il 2012. Ha avuto modo di lavorare negli studi londinesi (Myfair Studios, Fish Factory Studio, Snap Studios) dove la produzione musicale è vissuta in modo molto sereno e spontaneo, in ambienti dove chi entra può sentirsi a suo agio e stare bene, perché per creare musica c’è proprio bisogno di uno stato d’animo ispirato, un po’ come essere in casa propria, nel proprio salotto. Abbiamo iniziato ad approfondire come erano costruiti gli studi non solo inglesi ma anche americani e abbiamo visto che entrambi avevano questa caratteristica: luoghi dove si possono passare interminabili ore con il piacere di starci. Inoltre gli studi hanno quasi sempre delle ampie liveroom per consentire di suonare insieme, come facevano anche i Beatles un tempo oppure i Foo Fighters o i Nickelback oggi: questo permette di far uscire quell’energia dalla band che si sente durante i concerti dal vivo. Per questo preciso motivo abbiamo voluto nello studio A una spaziosa e accogliente sala di ripresa di 70 mq, che inoltre risulta molto comoda per registrare piccole orchestre o ensemble di cori anche di 50 elementi. Infine negli studi inglesi e americani quasi sempre si trova anche la cucina o piccoli salottini nei quali il musicista si può prendere una pausa dopo le lunghe ore di sessione, bere un caffè o mangiare qualcosa senza dover uscire dalla struttura col rischio di distrarsi troppo, perdendo quella concentrazione necessaria alla buona riuscita del pezzo: così abbiamo volute anche noi la cucina/zona relax completamente attrezzata a disposizione degli artisti.

La sala di ripresa

AF Quali sono state le maggiori difficoltà burocratiche, se ci sono state?

MZ Come in tutte le attività, una volta definite in maniera chiara l’idea, abbiamo deciso di passare all’azione e la prima cosa che abbiamo fatta è stata quella di sviluppare una documentazione del progetto. Siamo partiti da un business plan, fondamentale per determinare e pianificare al meglio tutte le mosse dell’attività, inoltre gli istituti finanziari lo richiedono, perché ovviamente la credibilità di un simile progetto ha alla base un piano economico e finanziario piuttosto complesso, oltre che richiedere una progettazione precisa e a lungo termine. La difficoltà che abbiamo riscontrato è stata la mancanza di chiarezza riguardo alle informazioni che sono date agli imprenditori. E così si impiega un tempo infinito a trovare i documenti e a capire le procedure corrette per muoversi in maniera proficua. C’è poi tutta la parte tecnica progettuale con geometri, ingegneri, uffici tecnici Comunali e quelli Provinciali con tutta la loro burocrazia, il che ha delle tempistiche, dobbiamo ammettere oltremodo faraoniche. Infine per l’impegnativa progettazione e realizzazione delle strutture, degli impianti audio, elettrico e di aerazione, in primis abbiamo fatto progettare l’acustica al designer texano John H.Brandt (e orgogliosamente possiamo dire che ha davvero progettato uno fra i migliori studi d’Europa) e poi ci siamo affidati a professionisti competenti su ogni singolo settore, coordinando personalmente tutto il lavoro secondo le indicazioni del nostro progettista.

 

AF Qual è la filosofia dello studio e cosa offrite ai musicisti?

MZ La nostra filosofia è fare musica con la passione e il piacere di farla, riportando l’anima al centro del processo produttivo musicale. Quello che abbiamo volute creare costruendo questo luogo è un’oasi dove gli artisti siano felici di suonare e registrare le proprie canzoni, dove ci si possa divertire facendo musica stando assieme al resto della band. Al termine del percorso di registrazione, il prodotto finale è il risultato di un’esperienza positiva da ricordare con piacere che non tralascia nessun dettaglio tecnico e qualitativo.

 

AF Qual è la tua mansione e come sei arrivata ad amare questo settore?

MZ Sono la studio manager, mi occupo del booking, seguo la parte amministrativa, organizzativa e commerciale dell’azienda. Amare questo settore per me non è stato poi così difficile, adoro la musica fin da quando ero piccola, da 24 anni ho un compagno musicista e audio engineer che ho sempre seguito nel suo lavoro e quindi il passo è stato facile e quasi scontato. Il fatto oggi di poter stare a contatto diretto con i musicisti e gli artisti è una cosa molto stimolante, sono sempre una continua scoperta e non ci si annoia mai!

 

AF Quanto conta avere un banco SSL in studio in una realtà come il Friuli?

MZ Abbiamo voluto investire in qualità per poter offrire ai nostri clienti veramente il massimo che si può trovare a livello mondiale. Solid State Logic è un marchio oramai leggendario che ha fatto la storia della produzione musicale ed è una garanzia assoluta: per questo di banchi SSL ne abbiamo due, uno in studio A e un in studio B! Siamo l’unica struttura a livello europeo ad avere due SSL nei propri studi! Siamo in grado di soddisfare qualsiasi tipo di esigenza di produzione e questo ci permette di essere una realtà unica e appetibile anche a livello mondiale. Infatti all’interno della struttura, abbiamo a disposizione un’accomodation che può ospitare chi arriva da lontano. Infine il Friuli è una bellissima regione con luoghi meravigliosi e possibilità di assaporare piatti tipici e ottimi vini; il tutto a prezzi veramente interessanti.

Monica Zinutti dietro al banco SSL

AF Quali sono state le esperienze che ti hanno formato in passato e cosa ti ha spinto a creare uno studio di così alto livello?

Nico Odorico Devo premettere che io vivo di e con la musica da sempre. Ho un passato come musicista. Ho fatto un percorso di studi classici e mi sono sempre appassionato della parte tecnica e produttiva. Dopo varie esperienze musicali mi sono voluto qualificare anche nell’aspetto produttivo, così nel lontano 1996 ho deciso di frequentare la SAE a Milano e ho ottenuto il mio diploma di Audio Engineer. Da lì poi varie esperienze in strutture e studi di registrazione nonché collaborazioni con varie società di service audio. Parallelamente mi sono deciso a realizzare un mio project studio nel quale ho fatto veramente un percorso di crescita con un’infinità di produzioni musicali. Fra lavori, collaborazioni, approfondimenti tecnici sono passati così circa 15 anni, maturando nel frattempo una sicurezza e professionalità per fare veramente un grande salto che ha portato all’idea di progettare e realizzare l’Angel’s Wings Recording Studio che oggi vediamo. In un’epoca dove tutto sembra andare allo sfacelo, la nostra vision è quella di riportare l’anima al centro del processo produttivo musicale con passione e un’esperienza quasi ventennale nel settore musicale con la necessaria competenza in ambito amministrativo e commerciale. Infatti il tutto è stato realizzato all’interno di una villa immersa nel verde, ricorrendo a scelte tecniche coraggiose, di alto profilo qualitativo e quasi controcorrente rispetto alle tendenze attuali, proprio al fine di permettere a musicisti di esprimere la propria creatività in piena libertà e agio in un ambiente molto confortevole.

 

AF Qual è stato il percorso per scegliere il banco?

NO Più che scelta direi ricerca,m oltre che fortuna. La mia è stata una volontà precisa di avere in studio un SSL serie 4000. Il banco più utilizzato al mondo nelle produzioni musicali. E possiamo affermare con certezza la large format console più venduta al mondo nonché la più utilizzata. Il 70% dei dischi dagli anni ’80 in poi fino a oggi è mixato su un SSL serie 4000. C’è addirittura un sito (http://www.sslmixed.com) che è un database delle produzioni fatte con i vari banchi SSL, un sito per veri fanatici SSL (merita dare un’occhiata a quali dischi sono stati realizzati sul 4000!). Noi abbiamo avuto la fortuna di venire a conoscenza del fatto che lo studio Future Music di Londra, di proprietà di Gary Barlow, stava vendendo il suo SSL 4064E/G (precedentemente appartenuto a Jimmy Iovine). Siamo subito andati a vederlo e dopo sei estenuanti mesi di trattativa siamo riusciti ad acquistarlo. Un sogno diventato realtà.

Nico Odorico nello Studio A

AF Come è stato realizzato lo studio dal punto di vista acustico e come è nata e proseguita la collaborazione con Brandt?

NO La collaborazione con il designer acustico texano John Brandt è nata dalla passione che ho per l’acustica. Dopo aver studiato i vari testi dei capisaldi della progettazione di studi di registrazione quali Tom Hidley, Philip Newell, sono venuto a conoscenza di John e dei suoi lavori. Mi sono messo in contatto con lui ed è subito scattato un grande feeling che ha portato poi alla collaborazione effettiva. La progettazione acustica è stata curata secondo i dettami dell’attuale approccio non-environmental room, il quale consente di creare spazi capaci di offrire un ascolto perfetto, equilibrato e uniforme, non turbato in alcun modo dall’ambiente circostante. Tutto questo grazie anche all’implementazione di un’ampia serie di fondamentali elementi progettuali e costruttivi. Parlo di pareti insonorizzate attraverso l’applicazione di 1600 mq di lastre di cartongesso da 18 mm incrociate tra loro e tra le quali è stato applicato uno strato di Greenglue, materiale che permette una maggiore elasticità delle pareti smorzando le vibrazioni e di circa 1800 mq di lana di vetro con la caratteristica di ottenere la massima fonoimpedenza. Sopra queste pareti è stato creato il vero e proprio controllo acustico, realizzato con una particolare struttura di legno opportunamente riempita di lana di vetro e lana di roccia. È grazie a questa specifica struttura che si è riusciti a ottenere l’ascolto perfetto, equilibrato e uniforme, non-environmental room appunto. Il soffitto è dotato di ganci antivibranti Sylomerm carico presunto al mq di circa 70 Kg, carico del gancio di circa 25 Kg e frequenza di risonanza del soffitto intorno ai 10 Hz. Abbiamo applicato una nuvola appesa al soffitto sopra il mixer, realizzata tramite precisi calcoli per ottenere un’area priva di riflessione. Il pavimento dello studio A è completamente flottante separato strutturalmente dal resto dell’edificio, ricoperto con legno di rovere, steso su uno strato di altro legno appoggiato direttamente su un tappetino composto da un materiale antivibrante. Per il rivestimento delle pareti abbiamo usato una stoffa acustica Camira di alta qualità ed elevata trasparenza acustica. Le porte acustiche sono in legno costruite artigianalmente, riempite con sabbia asciutta per una totale fonoimpedenza (peso di ciascuna porta 170 Kg). Tutto questo ottenuto grazie alla giusta cubatura della stanza, ricavata appositamente per realizzare un perfetto risultato acustico.

 

AF Parliamo anche di outboard, quali preamplificatori hai scelto oltre a quelli dell’SSL?

NO Nei nostri studi non c’è che imbarazzo della scelta per quanto riguarda la scelta dei premplificatori microfonici. Fin dai primi anni di registrazione mi sono appassionato di outboard e in particolar modo di quella tedesca. Perciò negli anni ho collezionato una discreta collezione di moduli vintage anche piuttosto rari che ora metto a disposizione negli studi. Fra i tanti abbiamo: quattro Neve 1073, quattro SSL serie 9000, due rarissimi Telefunken V78 valvolari, quattro Siemens V676a, due Neumann 476b, due API 312, due Universal Audio 610, due Trident S80.

05 Il secondo rack di outboard

AF Compressori ed equalizzatori, come li hai scelti e perché?

NO Gran cura è stata messa anche nella scelta di compressori ed equalizzatori esterni. Oltre a quelli di bordo sulle console SSL, abbiamo a disposizione quasi tutte le tipologie di compressori ed equalizzatori presenti sul mercato. Possiamo contare sui classici LA2A, UREI 1176 black e blue stripe, UREI 1178, Neve 33609, Manley Varimu, EMI Chandler TG1, Altec 436c, DBX 902, o sui più moderni Maselec MLA-4, EL8X Distressor, Fatso jr. Come eq abbiamo un Sontec EQ 250, Neumann 491, due rarissimi Neumann PEV, Filtek MKIII, Siemens W295, gli storici eq da mastering Klein&Hummel UE1000, quattro moduli della console MCI JH500, API e Night 3d: con questa attrezzatura crediamo di dare una discreta varietà di scelta ai nostri client.

04 Il rack dell'outboard

AF Suggerimenti dettati dall’esperienza?

NO Mi sento di condividere un suggerimento che a mio modesto parere può migliorare sensibilmente la produzione musicale. Fate attenzione a non mixare con gli occhi ma a farlo con le orecchie. Al giorno d’oggi si cerca soprattutto la precisione visiva a discapito della musicalità che richiede orecchio. Si esagera un po’ troppo con l’editing e si trascura la parte musicale. Certo è più facile avendo una console come l’SSL 4064 E/G, però nulla vieta una volta editato e sistemato le varie tracce, di provare a chiudere lo schermo oppure gli occhi e mixare con le orecchie, sono quelle il nostro trucco più efficace.

 

SCHEDA TECNICA

Logo AW Studio rosso 

STUDIO A. Solid State Logic 4064 E/G, Digidesign Pro Control, Dorrough 40A, DK-Audio MSD200. Monitor: Genelec 1033, ADAM Audio S3AX, Genelec 1030A. Recording system: Pro Tools TDM HDX 10, Digidesign 192 I/O, Digidesign 96 I/O, Crande Song Hedd 192. Pre: Neve 1073, Universal Audio 2-610, API 312, EMI Channel Chandler, Greatriver MP2, Telefunken V78, Neumann 476b, Telefunken V676a, Telefunken V672. Eq: Neumann PEV, Klein & Hummel UE1000, Neumann W491, Siemens W295, API 553, Filtek MKIII, MCI JH500, Night 3D. Comp/limiter: Teletronix LA2A, Teletronix LA3A, Urei 1176LN rev D, Urei 1176 Blue Stripe, Urei 1178, Distressor EL8x, Fatso jr, EMI Chandler TG1, Solid State Logic G4000, DAOC, VK1, Altec 436c, dbx 902s, Dolby System A, Peavey Kosmos. Reverb/FX: Lexicon 200, Lexicon PCM81, Lexicon PCM70, Bricasti M7, Heaventide Ultraharmonizer DSP4000, Tc Electronic M5000, Tc Electronic 2290, Tc Electronic 1210, Roland Space Echo RE-201. Mastering Outboard: Sontec 250, Manley VariMu, Maselec MLA-4, Neve 33609, The Black Fire. Mic: Neumann M149, Neumann U47, Neumann KM184, AW47, MK7, Royer R121, AKG 414 TLII, Sennheiser MD421, Equitek CAD100, Shure SM81, Audix CX111, Audix D2, Audix D4, Shure SM57, Shure Beta58, Shure SM58. Instruments: Fender Rhodes 73, Yamaha C3, Minimoog Voyager, Norlead Nord Rack 3, Oberheim OB12, Quasimidi Sirius, Roland MC909, Kurzweil K2600, Korg 01 W/Fd, Yamaha CS10, Yamaha C108.

 

STUDIO B. Solid State Logic Aysis 40/80, DK-Audio MSD200. Monitor: Genelec 1032A, Adam Audio S3A, B&W DM600. Recording system: Pro Tools TDM HDX 11, Digidesign 192 I/O. Pre: Neve 1073, Trident S80. Eq: Sontec 250, Night 3D. Comp/limiter: Teletronix LA2A, Urei 1176 Blue Stripe, Solid State Logic G4000, BSS DPR 402, PM670, Waves MAXXBCL, Tc Electrnic Finalizer Plus. FX: Tc Electronic M3000. Mic: Neumann M149, Neumann U47, Neumann KM84, Royer R121, AW47, MK7, AKG 414 TLII, Sennheiser MD421, Equitek CAD100, Equitek CAD200, Shure SM81, Audix CX111, Audix D2, Audix D4, Shure SM57, Shure Beta58, Shure SM58, ADK SC-1.

 

 

Photo by Al Bruni www.albruni.com

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