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Tutorial: mixing, triggerare la room con il rullante


Come ottenere un effetto molto usato sui rullanti di alcuni generi come pop e hard rock: la room che apre e chiude a tempo coi BPM del brano.

Avete mai fatto caso a quello strano effetto che spesso si sente in molti brani pop o pop rock (ma anche in tanti altri) in cui si sente molto bene il riverbero del rullante che si apre e chiude esattamente a tempo con il resto della canzone? In gergo viene definito triggerare la stanza, ossia fare in modo che essa si apra e chiuda tramite un gate comandato via sidechain dal rullante stesso. Ma non è finita qui: deve anche chiudersi esattamente quando richiesto. Nulla è lasciato al caso. Ora andremo a vedere come ottenere questo effetto particolare e molto utile, non serve nessun plug-in strano, bastano un noise-gate e, se proprio vogliamo ottenere il massimo, anche un compressore. Prima però una breve descrizione di cosa è un riverbero (nella fattispecie una room) e quale è la sua funzione in un mix.

Cos'è il riverbero

Parto dicendovi una cosa forse scontata, ma a cui è fondamentale dare la giusta importanza: un utilizzo magistrale degli ambienti in un mix fa la differenza tra un lavoro amatoriale e uno professionale. Potete anche aver equalizzato tutto alla perfezione, ma se non sapete dosare, comprimere, equalizzare e aggiustare tutti i parametri di un eventuale riverbero digitale, il vostro mix suonerà strano anche all'orecchio del più inesperto degli ascoltatori.

Tutti i tipi di riverbero (plate, room, hall, chamber ecc...) hanno una funzione importantissima in un mix ben riuscito: rendere la tridimensionalità, dare connotazione spaziale dell'ambiente in cui ci si trova. Non a caso negli album live il fonico FOH spesso registra in stereo anche tutto il suono dello stadio mentre la band suona e il pubblico canta o grida. Il nostro cervello deve sentire l'ambiente per essere ingannato.

Tuttavia saper gestire gli ambienti e utilizzarli per ricreare queste illusioni è forse la cosa più difficile a cui va incontro un sound engineer: ci vogliono anni di esperienza, di ascolto e di pratica, di tentativi ed errori e, perché no, anche di scoperte del tutto casuali.

Il riverbero room applicato a un rullante è forse ancora più complesso perché il riverbero è almeno la metà del suono complessivo di un rullante in molti generi musicali. Può dare corpo, allungare la coda, renderlo grosso ed etereo oppure piccolo e secco. Può farcelo sembrare vicino oppure lontano un chilometro.

A questo aggiungiamo che, nella maggior parte dei casi, sui rullanti si usa più di un riverbero contemporaneamente, spesso una room stereo e un plate mono, ma non c'è limite alle possibilità. Dipende dal genere e dal gusto personale e anzi in alcuni generi, come il jazz, non se ne aggiunge proprio: il riverbero che sentite è quello registrato dagli OH e dai microfoni per riprendere la stanza (se ce ne sono). Nel pop spesso i rullanti tendono ad essere stravolti, se sentiste come era il suono di un rullante prima di venire elaborato dal fonico rimarreste stupiti da questo processo.

In questo tutorial ho utilizzato come riverbero semplicemente la traccia di room registrata durante la performance, sia per semplificare il processo che per renderla più comprensibile. Per essere precisi ho usato la stessa traccia sdoppiata: una l'ho lasciata così com'è per dare senso di ambiente a tutta la batteria, l'altra l'ho compressa per alzare il volume delle prime riflessioni della stanza e poi ho applicato un gate, comandato via sidechain tramite il rullante stesso.

In pratica

Partendo dalla situazione in cui avete editato e ordinato tutte le tracce della vostra batteria e magari avete già fatto una prima equalizzazione grossolana, possiamo ora procedere a sdoppiare la traccia della Room della batteria, in modo da trattarla in modo diverso e di poterla dosare a piacimento nel mix.

Una volta doppiata la traccia, la prima cosa da fare è applicare un compressore, in modo da alzare il volume delle prime riflessioni che sono quelle che danno il senso di ambienza e, a seconda del loro ritardo sul suono dry, ci danno informazioni sulla dimensione della stanza. In primis però sono anche quelle che danno il suono al rullante, quindi questa traccia andrà anche equalizzata se necessario. Come compressore ho utilizzato un LA-2A versione plug-in, perché ha un attacco e rilascio molto morbidi ed è in grado di applicare anche grandi compressioni senza quasi farsi notare. L'importante è comprimere molto il suono, non bastano 2 o 3 dB di gain reduction: magari ne serviranno anche 8 o 10 ma quando la compressione sarà sufficiente ve ne accorgerete perché il suono del riverbero comincia a cambiare e ad arricchirsi di particolari che prima non notavate.

Nel mio caso ci sono alcuni punti in cui la gain reduction del compressore arriva a toccare anche i -12 dB. Ricordate poi di ridare il volume perso con l'output gain, altrimenti è tutto un lavoro inutile!

A questo punto aggiungiamo in insert un gate qualsiasi purché abbia la possibilità di essere controllato via sidechain e in tale apposita sezione selezioniate un qualsiasi bus mono a vostra scelta. Successivamente creiamo una mandata dal canale del rullante utilizzando lo stesso bus che abbiamo scelto nella sezione sidechain del gate: settatela a unity gain e preferibilmente utilizzatela in modalità pre-fader, di modo che eventuali automazioni sul volume del rullante non modifichino il volume in entrata nel gate. A questo punto ad ogni colpo del rullante verrà inviato un segnale al gate che lo farà aprire, dovete quindi impostare la threshold in modo che passi solo il suono necessario e il gate non si apra con un semplice rientro della cassa nel microfono del rullante: quindi dovrete settarla abbastanza alta, circa tra i -20 e i -10 dB o comunque a seconda del caso.

Il tempo di attacco (ossia quanto tempo impiega il gate ad aprirsi) deve essere breve, entro i 5 ms sicuramente, altrimenti sentirete arrivare il riverbero dopo l'attacco del rullante.

Abbiamo quindi ottenuto una room che si apre solo quando viene suonato il rullante, ma manca ancora un passo da fare: quanto tempo deve durare il riverbero? Quanto tempo deve metterci il gate a richiudersi?

Innanzitutto dobbiamo fare un semplice calcolo, partendo dai BPM del brano: in questo sample il tempo è di 120 BPM, quindi bisogna calcolare quanti millisecondi dura un quarto.

Il calcolo da fare è il seguente: (60/bpm) x 1000

In questo specifico caso sarà quindi: (60/120) x 1000 = 500 ms

Quindi ora sappiamo che un quarto, a 120 BPM di metronomo, dura esattamente 500 ms.

Il fatto che è che la stanza però deve chiudersi in levare! Quindi deve durare un ottavo in realtà; basterà dividere per due il risultato, ossia 250 ms.

Il gate ha due parametri per ciò che riguarda il tempo di chiusura, e sono Hold e Release: il primo decide quanto tempo il gate rimane completamente aperto, il secondo quanto tempo impiega a richiudersi una volta superato il tempo di Hold. Il mio consiglio è di fare in modo che la somma di questi due valori sia uguale al tempo totale di chiusura. Quindi se nel mio caso il riverbero deve durare in tutto 250 ms, posso impostare il tempo di release su 30 ms e quello di Hold su 220 ms. Se volete una chiusura più aggressiva non dovete fare altro che diminuire il tempo di Release e aumentare quello di Hold, per esempio 10 ms e 240 ms, dipende da quanta enfasi volete dare alla sensazione creata da questo effetto: più il tempo di release è breve, più ci sarà un netto distacco tra rullante e resto del mix, e viceversa.

Compressore pre o post gate?

Come avrete notato dalle immagini, io ho inserito il compressore pre gate in uno screenshot e post gate in un altro: il motivo è semplice, si possono fare entrambe le cose, se si sa quali sono vantaggi e rischi.

In linea di massima sarebbe meglio inserire il compressore dopo il gate: se inserito prima, alcuni suoni, una volta compressi, si alzerebbero troppo di volume col rischio di andare a disturbare l'apertura e la chiusura del riverbero.

Il vantaggio nell'inserirlo dopo il gate sta anche nel fatto che il compressore lavora solo sulla porzione di segnale che ci interessa e quindi non c'è il rischio che sia ancora in fase di compressione per un colpo di cassa presente nella room quando entra il rullante, cosa molto probabile visto che i tempi di attacco e rilascio, in questo tipo di compressione, devono essere piuttosto lenti.

In conclusione

Quello appena analizzato è un trucco che si usa in molte produzioni, spesso non ci avete fatto caso magari, il che vuol dire che è stato fatto bene. Questo tipo di riverbero a tempo va considerata non solo come un ambiente aggiunto, ma come parte integrante del suono stesso del rullante, quindi attenzione a come equalizzate la traccia triggerata. Nei vari sample audio relativi a questo tutorial potrete ascoltare la batteria in versione dry (senza room), versione wet (con traccia room), versione wet con rullante riverberato, versione wet con room triggerata a tempo.

 

Figura 1 Figura 2 Figura 3

Allegati

FileDescrizione
pdf AF06 Tutorial - Mixing

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