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Test: Audient ASP2802, la soluzione integrata

L’evoluzione degli studi di registrazione è demarcata da nuovi strumenti che uniscono e potenziano prodotti prima separati, esattamente come Audient ASP2802 che include un mixer analogico, un sommatore, un compressore sul bus stereo e una superficie di controllo dotata di fader motorizzati in standard HUI. La nuova era è iniziata.

Audient ci tiene a sottolineare che 2802 è un prodotto dual layer che, in soldoni, significa che può lavorare in parallelo come due macchine distinte: mixer analogico e superficie di controllo. Per trovare concetti simili bisogna rivolgersi a console dal costo di decine di migliaia di euro, oppure accontentarsi di qualche minima automazione. ASP2802 è nato per integrare due anime nello stesso corpo, così da unire due mondi che sono sempre più appetibili negli studi di produzione orientati alla qualità ma con un occhio importante sul budget.

Hardware

Aprendo il mixer, con fori di ventilazione ai bordi e senza ventole, si nota la presenza dell’alimentatore switching ancorato alla base, che fornisce un’alimentazione a due piste di +/-18 volt. Il mixer è in grado di sopportare segnali in ingresso linea fino a +26 dBu e microfonici fino a +20 dBu, con livello massimo d’uscita a +26 dBu. Lo 0 VU è calibrato a +4 dBu (-14 dBFS) e con 0dBFS a +18 dBu, il che porta l’headroom interna a +14 dB. Gli Insert Send/Return bilanciati hanno un livello massimo di +21 dBu. Tutte le schede sono avvitate e agganciate alla superficie superiore, collegate tra loro da numerosi ribbon.

Le schede digitali di controllo per i fader e i pulsanti sono sotto i fader e la scheda del bus compressor utilizza due VCA THAT. Non abbiamo smontato oltre, ma la costruzione modulare con diverse schede consentirà una facile manutenzione. Il mixer può essere montato in un rack a 13 unità. Le funzioni di Solo e Cut sono gestite con relè per evitare click. La risposta in frequenza è di +/-0,3 dB da 20 Hz a 20 kHz, con distorsione inferiore a 0,0015%. I preamplificatori sono in Classe A e sono ripresi dalla console ASP8024 e dal pre-amp ASP0008.

 

Audient ASP2802 studio mixer daw hardware digital funky junk test audiofader

Connessioni

Tutte le connessioni sono sul pannello posteriore. Gli otto canali del mixer sono dotati di ingresso XLR per microfono, ingresso TRS Line, Insert Send sempre attivi e Insert Return bilanciati. Subito sotto troviamo tre connessioni DB-25, ognuna a otto canali in formato Tascam, per l’ingresso al sommatore, per gli ingressi dedicati al convertitore della DAW da usare al posto di Mic/Line nei canali, e per i Direct Out dei canali del mixer. A sinistra è presente la connessione Ethernet, l’uscita stereo per Main Speaker e quella per Alternative Speaker, ingresso stereo per DAW Input, DAW Foldback e External Stereo, al di sotto delle quali si trovano le uscite stereo Aux, Cue e Main Mix. Fino a qui tutte le connessioni sono realizzate in XLR bilanciato. I quattro FX Return, gli I/O stereo per il bus compressor e i quattro Main Insert sono realizzati su connessione TRS bilanciata. Chiude l’uscita cuffie e l’ingresso per microfono esterno. Sul pannello frontale è presente un minijack per il collegamento di un iPod o simile.

 

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Channel strip

Il singolo canale gestisce, alternativamente, l’ingresso microfonico con preamplicazione da +6 dB a +60 dB con impedenza di 2.500 Ω e alimentazione Phantom, o quello linea da 10 kΩ con livello massimo d’ingresso di +26 dBu e Trim di livello da -15/+15 dB (Channel Trim, applicabile anche al livello d’uscita del preamplificatore microfonico). Per entrambi sono attivabili il filtro HPF a 75 Hz 12 dB/oct e l’inversione di polarità. La terza sorgente possibile è DAW, attivabile con il relativo pulsante e preleva il segnale dalla connessione DB-25 senza però possibilità di filtro HPF e inversione polarità ma con Channel Trim di livello. Il peak metering è fornito da una barra LED a 10 segmenti con risoluzione maggiore verso i valori più alti e può visualizzare il livello di Input o quello di Direct Out.

La sorgente del Direct Out può essere scelta tra post fader e post mute, pre insert e pre fader con possibilità di trim dedicato per il controllo del livello, pre fader e post insert con trim di livello e infine Channel che indirizza il segnale subito dopo il preamplificatore come fosse una console in-line. In modalità Channel e con DAW Input attivato, è possibile inviare l’uscita del preamplicatore al Direct Out e utilizzare l’ingresso DAW sul canale. Utilizzando le funzioni di Cue, inoltre, è possibile monitorare il segnale in ingresso dalla DAW e contemporaneamente sentire senza latenza il segnale da registrare proveniente dal preamp. Il controllo di Trim da +/-15 dB precede l’uscita Direct Out ed entra in funzione secondo le impostazioni di Direct Out. Da notare che l’uscita Direct Out bypassa completamente il circuito di Pan.

 

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Ogni canale è dotato di Insert, il cui pulsante attiva il segnale Return essendo il Send sempre attivo. Le connessioni di Insert sono normalizzate per cui, in caso di assenza di connessioni, si evitano perdite di segnale. Attivando l’ingresso DAW, per esempio, è possibile inviare il segnale Send a un processore esterno e rientrare nell’ingresso Line dello stesso canale che, potendo essere assegnato al Cue alternativo, può tornare a sommarsi sul bus stereo per ottenere un processing parallelo. La sezione Cue della channel strip dispone del proprio pan che influenza il Cue bus o il Mix bus, e può essere assegnato come post fader o pre fader. Cue Alternative è la chiave per accedere ad altri otto canali d’ingresso che saranno indirizzati, secondo il pan e il livello Cue, al mix bus.

Questi otto ingressi prendono il segnale da Mic/Line e, quando il canale è assegnato all’ingresso DAW, Cue Alternative permette di ampliare di otto canali il mixer, grazie all’assegnazione del Cue a DAW Mix piuttosto che a Cue. I due Aux mono sono dotati di livelli e possono essere impostati come pre o post fader. La channel strip si chiude con il pulsante di assegnazione del canale al Mix Bus e il controllo di pan, con punto centrale a -4 dB. Il fader ALPS da 100 mm, motorizzato, genera un segnale di controllo ed è gestito da un microprocessore interno che permette di aggiungere altri +10 dB. La scala serigrafata è riferita al solo livello analogico, poiché il protocollo HUI prende le informazioni dalla DAW. Tre pulsanti retroilluminati consentono di accedere alle funzioni di Select (usato anche nel controllo HUI), Cut e Solo AFL o PFL (anche per la DAW), le cui opzioni sono specificate nella sezione centrale. Il Main Mix Fader non è motorizzato ed è completamente passivo.

Master section

Il routing delle connessioni analogiche è compito dei controlli in questa sezione. Qui troviamo l’assegnazione del peak meter, per il mix stereo o le uscite Direct Out e una barra LED per i dB di riduzione del gain del bus compressor, assieme al microfono electrect di talkback. Gli otto ingressi Summing e la coppia di ritorni stereo possono essere sommati al mix stereo come singoli canali mono, anziché stereo, con controllo di pan e di livello, oppure inviati al Cue. I due Aux sono dotati di controllo di livello con pulsanti per la selezione del segnale pre o post fader. La sorgente per il Cue principale, con livello d’uscita modificabile, può essere determinata da una o più fonti che si sommano, scegliendo tra ingressi DAW Mix e DAW F/B (dedicato solitamente a un mix foldback dalla DAW), e che possono essere impiegati come ingressi ausiliari, Aux 1 e 2, e Control Room.

 

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I controlli di Assign To Mix permettono di decidere se si desiderano solo i Cue o DAW Mix. L’uscita cuffia, con controllo di livello, permette di scegliere il Cue da monitorare, anziché il mix stereo. Naturalmente non manca un monitor controller per il mix stereo le cui alternative d’ascolto possono essere la sorgente DAW Mix, DAW F/B, External Input, Aux 1, Aux 2 o I-Jack, quest’ultimo con livello d’ingresso. Oltre al Volume, è presente il livello per Dimmer (da 0 a -20 dB), un trimmer da +/-10 dB per Alternative Speaker con pulsante per richiamarlo, il pulsante Cut e le funzioni di inversione di polarità (momentanea), somma monofonica, e mute per Left e Right. Dim è attivato automaticamente con Talkback, dotato di livello per il preamplificatore (+20/+55 dB) per l’eventuale microfono esterno il cui ingresso è dotato di alimentazione Phantom.

L’ultima sezione è dedicata alle funzioni legate al Solo: è possibile selezionare la modalità After Fader Listen, Pre Fader Listen e Solo In Place per ascoltare il canale assieme agli Insert e da combinare con Sip Safe della superficie di controllo. Solo dispone del proprio controllo di livello da +/-10 dB. Audient ha inserito anche la modalità Solo In Front, con un controllo Mix Blend che permette il mix del segnale Solo con quello del Main Mix Bus. Da notare che le assegnazioni ai canali di Sip Safe, Unity e Auto Safe sono indipendenti tra loro e da attivare premendo il pulsante Select.

Bus compressor

La sezione Master accoglie il bus compressor VCA soft knee, adattato dalla console ASP8024 e posizionato successivamente agli Insert. I controlli standard comprendono il gain (0/+20 dB), Threshold (-20/+20 dB), Ratio con punti serigrafati a 1,2:1; 1,5:1; 2:1; 4:1; 10:1; 20:1, tempo di attacco (0,1ms; 0,3ms; 1ms; 3ms; 10ms; 30ms), tempo di rilascio (100 ms; 300 ms; 600 ms; 1,2 s; 2,4 s e rilascio automatico). Il compressore è dotato di In e Out bilanciati sul retro del pannello da attivare con apposito pulsante, così da poterlo usare liberamente anche in punti diversi del routing e di un controllo di compressione parallela che permette di miscelare il mix originale con il suono compresso.

Installazione e automazione

ASP2802 si collega con un cavo Ethernet e l’installazione del software di comunicazione su Mac è veloce e senza intoppi. Le procedure di impostazione Ethernet sono ottimamente descritte passo dopo passo, anche in caso di router. ASP2802 gestisce l’automazione di fader, Mute (Cut) e Select per la sezione analogica, oltre a tutti i controlli di trasporto e di controllo nel pannello dedicato. Qui si trovano quattro display OLED su due righe con encoder rotativi che funzionano come switch, con quattro tasti funzioni, pulsanti Bank per le tracce, pulsanti Page e per il richiamo di Pan, Aux, Insert e Assign. Oltre alla ruota Jog/Shuttle e ai pulsanti di trasporto retroilluminati, si può richiamare la modalità del pulsante Select che, per ogni canale, può essere assegnata alla funzione Solo In Place Safe, per isolare i canali analogici dal mute, Group per raggruppare tracce nella DAW, Record Enable per armare le tracce della DAW, Channel Select per selezionare il canale sulla DAW, Automation Safe per isolare i canali analogici dall’automazione, Unity per portare tutti i fader analogici alla posizione 0 dB e Automation Mode per selezionare l’automazione.

Per attivare la superficie di controllo e usare fader e pulsanti occorre premere DAW, o il mixer rimarrà esclusivamente dedicato all’analogico. L’utilizzo del formato HUI necessita di adattamenti specifici per ogni DAW e al momento sono disponibili quelli per Logic, Cubase/Nuendo e Pro Tools. I manuali sono molto dettagliati per ogni DAW. Il protocollo consente l’uso dei comandi di trasporto, con funzioni di Jog/Shuttle, Nudge e Bank, marker, navigazione sul video con zoom verticale e orizzontale di una regione all’interno della traccia selezionata, metering dei canali DAW, selezione della traccia e attivazione della registrazione, Cycle, selezione dell’automazione tra Read, Write, Touch, Latch e Off, con Trim disponibile solo per Pro Tools HD, creazione del primo gruppo di tracce, recall di screenset, pan, assegnazione di I/O per ogni traccia, gestione e routing degli Aux e dei livelli con flip sui fader, insert e programmazione dei plug-in.

Su Pro Tools e Cubase/Nuendo le automazioni sono registrate in otto tracce MIDI e non sono editabili se non con funzioni di copia e incolla di regioni, mentre su Logic sono riportate come tracce di automazione all’interno delle relative tracce audio. Su Pro Tools manca la funzione Return To Zero e Nudge. Su Cubase/Nuendo non sono attivi Nudge, Marker, Group e i pulsanti funzione per gli screenshot e gli Aux Send devono essere settati con il mouse. Abbiamo provato anche su altre DAW e almeno i controlli di trasporto sembrano funzionare. Sentiti i tecnici Audient, ci hanno assicurato che in futuro ci saranno upgrade anche per altre DAW oltre a nuove funzioni.

Analisi

Il test della fase dei singoli preamplificatori tra loro ha prodotto minime modi che di fase del tutto ininfluenti sul suono. Gli stadi di amplificazione della channel strip introducono costantemente la seconda armonica con un livello di circa -70 dB rispetto al segnale originale. Il crosstalk misurato con fader a zero e livello d’ingresso a 0 dBu è pari a circa -80 dB e si conferma il dato di -80 dBu per quanto riguarda il rumore dei preamplificatori al massimo del gain con tutti i canali aperti a 0 VU. La sorpresa è arrivata dall’analisi del pan che, quando posto completamente su un lato, lascia passare comunque il segnale sul canale opposto con un livello di circa 40/50 dB in meno rispetto al segnale originale.

Ciò comporta che una traccia puramente stereofonica avrà una maggiore componente monofonica rispetto all’ascolto diretto sui convertitori. Tutti i controlli di pan sul mixer sembrano avere la stessa attenuazione sul canale controlaterale. Il compressore si dimostra essere un classico VCA, che può aggiungere la terza armonica e quinta armonica proporzionalmente a tempi veloci. L’andamento dei tempi di attacco e di rilascio è conforme alle aspettative, e notiamo che con attacco a 0,1 ms si comporta come un limiter. Nel modello in prova la posizione 1,2:1 non funzionava.

In prova

Il routing e le possibilità di mixdown sono esemplari e davvero flessibili. È possibile integrare la DAW e lo studio in una sola macchina, meglio ancora se con una patchbay esterna dedicata a tutte le possibilità di routing. I preamplificatori mantengono il suono di Audient che conosciamo da tempo, con una patina meno lucida rispetto ai modelli dedicati e alle console di classe più elevata ma comunque con una pulizia e un dettaglio ben superiori a quelli di qualsiasi interfaccia audio e perfettamente a loro agio in tutte le esigenze artistiche. Inoltre è questo il suono del momento, quindi è in linea con le tendenze più recenti. Il comportamento del pan sfalsa la percezione stereofonica di un mix analogico, che risulta più chiusa rispetto a quello che ci si può aspettare.

Usando gli ingressi DAW, per esempio, anche l’ascolto sul monitor controller è più monofonico. Il circuito di pan è il punto debole di ASP 2802 ma grazie a routing è possibile bypassarlo e ritrovare tutto il dettaglio stereofonico che ci si aspetta (a voi la lettura del box dedicato). La somma è trasparente, leggermente spinta sulle medio alte anche in questo caso ma senza essere colorata eccessivamente. La sua trasparenza, compresa quella dei preamplifocatori che comunque aggiungono la seconda armonica, è un po’ il marchio di fabbrica di questo ASP2802. Il fatto poi di avere un ingresso dedicato al sommatore e al compressore la dice lunga sull’ottima flessibilità. Il bus compressor incolla bene le tracce e il controllo di Wet/Dry sul mix consente di elaborare compressioni parallele incisive, grazie anche al fatto che il compressore si può usare quasi come un limiter.

Il suo lavoro è discreto e soprattutto naturale, senza mai stravolgere il carattere del mix. Non avendo un filtro HPF sul sidechain, porta ovviamente a una riduzione dei bassi se si esagera con la compressione. Sono comportamenti che ci si aspetta e che possono essere utilizzati per sottolineare le voci, i piatti o le chitarre. L’headroom non ci ha mai dato problemi di sorta, grazie alla silenziosità dei circuiti che permette di lavorare a valori medi senza rimpiangere il rapporto segnale rumore e alla distorsione che genera quando si supera di poco il limite, che ha caratteristiche piuttosto interessanti per i creativi. Il monitor controller è molto trasparente, uno dei migliori che abbiamo avuto il piacere di provare. Non da rimpiangere unità esterne. Veniamo alla superficie di controllo: facilmente installabile, molto stabile su Mac e con un manuale chiaro, è integrata ottimamente in Logic, tanto da consigliare ASP2802 proprio agli utenti di Logic.

La possibilità di editing dell’automazione sulla singola traccia è esclusiva di Logic, mentre su Pro Tools LE, Pro Tools HD, Nuendo e Cubase è molto più limitata a causa dell’implementazione del protocollo HUI, che è il limite (o il pregio) della scelta di Audient. Più che dal software di Audient, le possibilità dipendono dalle DAW. I quattro display OLED sono facilmente leggibili e molto chiari. Il flusso di lavoro si impara facilmente e segue i canoni che già conosciamo su altre super ci di controllo. L’integrazione tra DAW e mixer analogico è fluida e ben realizzata la facoltà di impostare diversamente le funzioni per i singoli canali. L’unico problema al momento è l’impossibilità di passare da una DAW all’altra come controller: in questi casi 2802 perde le funzionalità di superficie di controllo con comportamenti erronei della superficie, obbligando al riavvio.

Conclusioni

ASP2802 naviga solitario in un mare inesplorato. L’integrazione di un mixer analogico di qualità Audient, con tanto di bus compressor, monitor controller e un ottimo routing, con una superficie di controllo già a suo agio con tre DAW, di cui Logic è la prima scelta, è riuscita. I margini di miglioramento ed espansione sono garantiti dal firmware aggiornabile e non dubitiamo che in futuro Audient coprirà anche altre DAW. ASP2802 traccia la strada del futuro che facilmente percorreranno tutti coloro che sono in cerca di una soluzione moderna per lo studio, che risponda a esigenze di qualità audio e di integrazione con le DAW.

Qualche ombra c’è, ma nulla di così pericoloso da mettere in dubbio i risultati che si possono ottenere (grazie al routing). Sicuramente diventerà una pietra di paragone per gli altri produttori che vorranno accettare la sfida sullo stesso campo. Se state costruendo il vostro studio, valutate seriamente ASP2802 come crocevia di qualità per l’audio l’analogico e il controllo digitale della DAW.

Bypassare il pan

Grazie al routing è possibile dimenticarsi il pan e lavorare comunque con fader e automazione. Il trucco è usare l’ingresso DAW, attivandolo sul mixer, escludere il canale dal mix stereo (pulsante Mix sollevato) e collegare Direct Out direttamente con Summing In. Attivando il sommatore nel mix, sarà ora possibile usare l’intero mixer gestendo i pan dalla DAW, utilizzando le proprietà del sommatore interno e del bus compressor. Grazie alle funzione Cue, potremo usare gli ingressi microfonici da riportate nel mix. Il monitor controller preleverà il segnale Mix che include anche il sommatore. In queste condizioni, ASP2802 si allinea alle migliori console analogiche, con segnale residuo sul canale op- posto intorno ai -90 dB. E il suono cambia subito in meglio!

PRO

Eccellente integrazione con Logic

Routing

Bus compressor

Mixer analogico

Flessibilità

CONTRO

Circuito del Pan

Assenza di equalizzazione

 

Articolo pubblicato nel dicembre 2010.