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Speciale: pianoforti digitali, guida ragionata all'acquisto

Dal piccolo strumento economico compatto posizionabile ovunque, fino al prestigioso modello a coda con raffinate tecnologie di simulazione per meccanica e suono: le proposte non mancano se amate il genere, ma sappiamo come scegliere? Scarica il pdf gratis dello speciale di 42 pagine con tutte le caratteristiche e le tecnologie dei pianoforti digitali!

Nel mercato degli strumenti musicali, il pianoforte digitale è una categoria che gode di ottima salute, con volumi di vendita importanti e studi di settore che indicano una crescita costante ancora per altri due lustri. Questo mercato ha subito in tempi recenti un profondo cambiamento, complici in primis il progresso tecnologico e la concorrenza sfrenata tra i produttori, con un catalogo sempre più ampio di nuove soluzioni per qualsiasi budget, peraltro sfornate a cadenza annuale. Acquistare un buon pianoforte digitale per la casa oggi non richiede investimenti onerosi, ed entro la fine dell’anno potrebbe rivelarsi anche un passo molto conveniente da compiere, grazie al contributo governativo denominato Bonus Stradivari. Un mercato ricco di proposte per tutte le tasche e incentivi all’acquisto da prendere al volo: due elementi che hanno spinto la redazione di Audiofader a fare il punto della situazione nel mondo del pianoforte digitale con questo speciale in cui – oltre ai progressi compiuti nel tempo – forniamo una serie di piccole linee guida per scegliere con criterio il proprio strumento.

Nata inizialmente quale alternativa del pianoforte verticale per lo studio tra le mura domestiche, oggi la simulazione digitale ha valicato confini un tempo considerati tabù, andando ad affiancare l’acustico anche nei conservatori o in esclusivi rivenditori italiani del settore. Un pianoforte digitale non richiede interventi per manutenzione o accordatura, si può suonare a qualsiasi ora tramite delle cuffie, inoltre i modelli odierni dispongono di modalità didattiche per registrare i propri esercizi, oppure suonare accompagnati da un brano musicale. Come vedremo nei capitoli dedicati, elementi quali la meccanica o la generazione sonora hanno subito profondi cambiamenti nell’ultimo decennio, per restituire un tocco sempre più realistico e al contempo un suono convincente e vivace a fronte delle sollecitazioni dinamiche dell’esecutore; ogni elemento dispone oggi di funzioni per calibrare in maniera fine l’interazione tra loro, arrivando in alcuni casi a simulare anche gli interventi compiuti da un accordatore sull’originale. Il fermento di questo settore ha spinto alcuni produttori a spingersi oltre sviluppando anche dei pianoforti ibridi, in cui una generazione sonora digitale interagisce con una vera meccanica desunta da un verticale o un coda acustici. L’abbattimento odierno dei prezzi ha reso gli strumenti digitali più accessibili anche a chi ha un piccolo budget, mentre una serie di promozioni commerciali allestite da ciascun produttore consentono di acquistare uno strumento di un certo pregio anche a rate. Se il pianoforte a coda resta sempre il punto di riferimento, e mantiene sul mercato una solida porzione in termini di numero di vendite, chi soffre della costante espansione dell’emulazione digitale è il pianoforte verticale tradizionale: un buon digitale di fascia medio/alta può costare oggi quanto un verticale low cost di provenienza cinese, rendendo poco attraenti anche formule commerciali consolidate nel tempo come il noleggio. A questa contrazione del mercato alcuni produttori hanno risposto inserendo nel proprio catalogo dei nuovi pianoforti verticali denominati silent, in cui nell’architettura tradizionale è inserito un meccanismo che l’utente può attivare per bloccare i martelletti prima che tocchino le corde, e suonare lo strumento sfruttando una generazione sonora digitale, grazie a un sistema di rilevamento del movimento dei tasti. Vediamo ora i passi compiuti nell’evoluzione dei vari elementi di un pianoforte digitale nell’ultimo decennio e alcune tipologie precise di modelli comparse recentemente.

Bonus Stradivari 

Il Governo nella Legge di stabilità 2016 ha previsto un contributo una tantum agli studenti dei conservatori di musica e degli istituti musicali pareggiati di 1.000 euro, sotto forma di sconto applicato dal negoziante per l’acquisto di uno strumento musicale nuovo, coerente con il corso di studi seguito (e non complementare). Possono usufruire di questo sconto tutti gli studenti iscritti ed in regola con il pagamento delle tasse e contributi dovuti all’Istituzione, nell’anno accademico 2015-2016 o 2016-2017, ai corsi di strumento secondo il precedente ordinamento e ai corsi di laurea di primo livello secondo il nuovo ordinamento. Tra i documenti da presentare al negoziante per usufruire del bonus è indispensabile il certificato di iscrizione rilasciato dal proprio conservatorio di musica o istituto musicale pareggiato, che attesti la sussistenza dei requisiti richiesti. Il fondo messo a disposizione per il bonus Stradivari ammonta a 15 milioni di euro a decorrere dal 28 aprile 2016. Al pari della controparte acustica, anche il cosiddetto pianoforte elettronico rientra nella categoria di strumenti musicali su cui è possibile beneficiare di questa agevolazione.

1 - In primo piano la barra che si frappone tra corde e martelletti di un silent piano azionabile dall’esecutore, per impiegare la generazione sonora digitale dello strumento 

Allegati

FileDescrizione
pdf AFspeciale PIANOFORTIdigitali

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