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Neumann V 402, la nuova trasparenza – La recensione

Rapporto qualità/prezzo8
Costruzione8
Suono10
Facilità d'uso10
9

V 402 è un preamplificatore microfonico con due canali e ingressi Hi Z, uscita cuffia dedicata e controllo su pannello a due unità rack, nato soprattutto per abbinarsi ai microfoni Neumann. Sebbene il disegno del circuito sia una novità per Neumann, ciò che rimane è la qualità totale della preamplificazione.

Mentre la produzione di microfoni dell’azienda tedesca spazia da sempre caratteristiche timbriche che vanno dal più o meno colorato alla buona trasparenza dei microfoni a piccola capsula, fino alle performance stellari dei microfoni digitali, che non hanno però incontrato il favore dei fonici, l’outboard di Neumann è sempre stato votato alla trasparenza e musicalità del segnale. Neumann, dal 1960 al 1989, produceva anche una serie di console modulari che comprendevano preamplificatori dedicati. L’ultimo in ordine di tempo fu il V 476B degli anni ‘80, caratterizzato da ingresso e uscita con trasformatore, filtro HPF a 80 e 140 Hz e circuiti a componenti discreti, derivato dal preamp PMV 70.

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Neumann V476B

Il tempo passa inesorabile e arriviamo al 2020 quando Neumann improvvisamente presenta V 402, a due unità rack, nato come complemento per i microfoni Neumann, mantenendo la massima trasparenza di preamplificazione. Vedremo come questa indicazione sia più vera di quello che si possa pensare inizialmente. Il nuovo V 402 indossa la tradizionale livrea argentata che lo proietta tra gli oggetti di lusso in uno studio di registrazione. Anche i controlli si adeguano ai dettami del design e della tecnologia: tutti i pulsanti su pannello hanno un anello rosso che si illumina quando il pulsante è attivo. V 402 permette, per ogni canale, di attivare l’ingresso Hi-Z ad alta impedenza con gain da 0 a 40 dB, con connessione sul pannello frontale, non replicata posteriormente, l’alimentazione a 48 Volt, il pad a -20 dB, l’inversione di fase e il filtro HPF a 60 Hz.

Una barra di dieci led permette di controllare il livello del segnale preamplificato: ogni led corrisponde a 6 dB in un range da -24 a + 24 dB, con i led rossi che funziona come segnalatori di peak che rimangono accesi per tre secondi. V 402 include un amplificatore per cuffia: ognuno dei due canali dispone del proprio controllo di livello, seguito da un potenziometro Master per l’amplificazione dell’unica uscita cuffia sul pannello frontale. Il primo canale di preamplificazione è associato al canale sinistro, mentre il secondo al destro quando il pulsante Stereo è attivato. In caso contrario, V 402 provvede alla somma dei due canali in Mono, sempre con livelli indipendenti. I tre potenziometri dedicati all’uscita cuffia non sono a scatto, a differenza di quelli del gain. Posteriormente tramite switch, si può scollegare la messa a terra dello chassis dal pin 1 di tutti e quattro le connessioni. Sempre posteriormente troviamo i due ingressi per microfono e le due uscite, assieme al pulsante di accensione.

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Hardware e analisi

Il peso di 6,2 kg si deve quasi tutto allo chassis in metallo, perché aprendolo si scopre che ci sono cinque schede PCB. L’alimentazione è lineare con trasformatore toroidale. Tutti i componenti sono SMD montati in tecnica SMT, cioè direttamente sul circuito e senza l’uso di fori. I potenziometri per gain sono degli ALPS a 41 scatti, a passi di 1 dB. Il range di risposta in frequenza va da 10 Hz a 100 kHz -3dB a 40 dB di gain, l’impedenza d’ingresso microfonico è pari a 3 kΩ con gain minimo di + 20 dB e un livello massimo d’ingresso di + 8 dBu o +28 dBu con pad inserito. L’impedenza dell’ingresso Hi-Z è di 3,3 MΩ con livello massimo di +21 dBu. L’uscita cuffia ha una impedenza di 2 Ω con un livello massimo di +20 dBu con un carico di 150 Ω. Le due uscite bilanciate hanno una impedenza di 200 Ω con un massimo di +26 dBu. Il filtro è un HPF a 60 Hz a 12 dB/Oct.

L’analisi della distorsione armonica è molto interessante: bisogna arrivare al limite dei + 24 dBu in uscita per cominciare a vedere la terza armonica, mantenendo comunque un livello di rumore così basso da essere inudibile anche quando si lavora a + 60 dB. Un’eccellenza che raramente abbiamo incontrato su altri preamp. Un’occhiata ai componenti rivela l’uso dell’operazionale Burr Brown OPA1611, relativamente recente e nato per gestire ingressi a bassa impedenza senza aggiungere rumore, e di condensatori di alta qualità MKT per filtrare l’alimentazione Phantom. L’alimentatore lineare ha un circuito che riconosce automaticamente il voltaggio in ingresso, pur non essendo uno switching che, almeno per scrive, può rappresentare un ostacolo nella preamplificazione più trasparente possibile.

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Le connessioni sul retro

In prova

Per capire come lavora un preamplificatore, uno dei test più intriganti è dargli in pasto microfoni di bassa qualità che quando amplificati vedono un evidente peggioramento dei difetti. Ora la cosa sembrerà alquanto strana perché il V 402 è nella categoria dei preamplificatori di alta fascia. Connettere letteralmente un microfono a condensatore cinese da 15 euro sembra una bestialità, ma forse non lo è affatto. Siamo partiti quindi con il microfono cinese a condensatore da 15 euro per scoprire, per la prima volta, che può riprendere un modo decente e senza quel frizzante fastidioso sulle medio alte che, fino a oggi, lo relegava a microfono per far giocare i bambini. Abbiamo proseguito salendo di categoria, questa volta con un paio di microfoni Behringer C2 e il recente SL75C e, con grande sorpresa, la ripresa con il V 402 è stata molto soddisfacente: i due C2 hanno prodotto un suono equilibrato, con una dinamica non eccessiva ma comunque musicale.

L’SL75C ha mostrato i muscoli, pur essendo un cardiode: V 402 non ha avuto alcuna esitazione nel produrre un suono d’impatto con poche decine di deciBel preamplificazione. La prima fase del test si è conclusa quindi con un giudizio eccellente: V 402 inietta una notevole musicalità e rotondità del suono, anche a microfoni che fino a oggi erano considerati nella fascia bassa del mercato. Non ci aspettavamo un risultato simile: se un giorno avrete sotto mano un V 402 provatelo con qualsiasi microfono in studio. Scoprirete che sarà in grado di fornire un suono trasparente ma anche di adattare, senza colorarli, microfoni di qualsiasi genere facendoli suonare meglio del previsto.

Il secondo test comincia a essere più serio: siamo passati attraverso diversi microfoni valvolari, a nastro e a stato solido tra i più noti. Abbiamo cominciato con la riedizione del Neumann U67. Non appena abbiamo dato un minimo di gain, le nostre orecchie hanno goduto di un suono pressoché perfetto: pieno senza essere mai confuso, stagliato sulle armoniche medio alte dell’U67, tridimensionale e con molta aria intorno. L’accoppiata tra U67 e V 402 si è rivelata tra le migliori di sempre, ricchissima di dettagli e presenza, praticamente ideale così com’è. Il V 402 non ha alcun difetto nella rappresentazione della dinamica, che segue in modo naturale e con quella prevedibilità necessaria in ambiente professionale. L’U67 deve essersi sentito a casa: già è un microfono che fa categoria a sé, ma con il V 402 è cresciuto ancora un po’ nella qualità musicale arrivando a cime inaspettate.

Lo abbiamo sostituito velocemente con l’U47 FET e, come immaginavamo, anche in questo caso abbiamo ottenuto alcune tra le migliori riprese di sempre. Poi siamo passati al classico AKG 414, in versione XLS, che è stato domato dal V 402 con un suono meno frizzante donandogli un corpo più potente rispetto ad altri preamplificatori. Lo abbiamo rimpiazzato con Lewitt LCT 540S che si è dimostrato perfetto sia per voci femminili e maschili, questa volta con un miglior dettaglio sulle medio alte senza essere mai artificiale e recuperando anche una maggiore tridimensionalità. Non potevamo dimenticare il classico Neumann U87AI: accoppiato al V 402, come ci aspettavamo, ha prodotto una ripresa più equilibrata sulle medio alte, meno nasale e più ricca di dettagli sulle medie. Lo ha migliorato senza ombra di dubbio, e non di poco. Siamo passati poi ai microfoni a nastro: Royer R 121 e un microfono a nastro di Luca Bignardi. Qui il V 402 ha dovuto cedere: i 60 dB di amplificazione si sono rilevati insufficienti e siamo stati costretti a modificare il trim in ingresso del convertitore Prism per recuperare dB.

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Analisi distorsione armonica a +20 dBu

Nonostante il gain al massimo, la ripresa è stata comunque silenziosa, con una maggiore presenza di medio basse rispetto ad altri preamplificatori dedicati. Il V 402 non è dunque il preamplificatore per microfoni a nastro. Siamo poi passati alla prova dell'ingresso ad alta impedenza, che raggiunge i 3 MΩ, valore decisamente oltre lo standard di 1 MΩ. Lo abbiamo provato con un Moog Minimoog degli anni ‘70, un Roland System-8, una batteria elettronica Behringer RD-8, un Moog One 16 e un Fender Rhodes: in tutti i casi il V 402 è stato eccellente nel rappresentare la dinamica, i dettagli e le armoniche, con una maggiore vivacità rispetto ad altri pre con ingresso ad alta impedenza, e un corpo sulle medie potente e preciso. È sempre rimasto ampiamente prevedibile, senza esplosioni improvvise di gain. Siamo quindi passati alla chitarra elettrica e al basso: il suono è stato ampiamente rispettato con quella caratteristica di suono libero da colli di bottiglia, che rendono la rappresentazione dinamica più vera e musicale.

È un eccellente ingresso ad alta impedenza, non c'è che dire! Utilizzando la traccia per il reamp, i risultati sono stati ottimi, perché la dinamica dell’esecuzione era perfettamente rappresentata. Durante tutti i test ci è apparso chiaro un comportamento differente del V 402 quando è attivato il pad a -20 dB, il cui effetto sulla ripresa ci è sembrato assimilabile a una riduzione dell’impedenza all’ingresso: ogni volta che lo abbiamo attivato sull’ingresso microfonico, invariabilmente, abbiamo percepito una perdita di microdettagli sulle medio alte, con una qualità di ripresa meno fedele, nella sua trasparenza, rispetto alla versione senza pad. Può essere una alternativa timbrica, ma abbiamo sempre preferito lavorare senza pad o usare quello del microfono per non toccare la preamplificazione. Avremmo preferito non avere questa differenza nel timbro.

Da maestri il filtro HPF: mentre su altri preamplificatori si sente il suo intervento, su V 402 è completamente trasparente e più indicato del filtro dal microfono. La sua naturalezza è un punto a favore di V 402. Andiamo all'amplificazione per la cuffia: è sufficientemente potente ma insufficiente quando si registra in tempo reale magari a volumi sostenuti. Sembra nata più per la regia che il monitoring del musicista. La mancanza di un ingresso supplementare da alimentare con il ritorno della DAW lo rende meno utile. È comodo per impostare al volo la posizione del microfono, ma non sembra così necessario. Bene la possibilità di gestire la somma mono, soprattutto nel momento in cui si usa una ripresa stereo per un ensemble acustico per verificare la mono-compatibilità o problemi di fase. Diventa ancora più utile nel caso di ripresa con due microfoni di una ampli per chitarra, proprio per la possibilità di controllo del segnale sommato.

Le ultime considerazioni vanno a due particolari hardware: le schede hanno componenti SMD saldati direttamente sulle singole schede in tecnologia SMT: la modularità del progetto permette di sostituire al volo le schede, per avere una manutenzione immediata, ma scordatevi interventi con saldatore o sostituzioni di condensatori perché è semplicemente impossibile con la tecnologia SMT. Sul lungo termine di decine di anni, questa scelta potrebbe condizionare la durata dell’hardware, considerato che si tratta di un preamplificatore eccellente e certamente in grado di essere appetibile anche tra vent’anni.

Un' ultima considerazione per i pulsanti su pannello: occorre premere a fondo quando si vuole ingaggiare lo switch del pulsante, che può essere visto come una forma di sicurezza. Il problema è che se non si preme a fondo il pulsante per attivare lo switch, si può richiamare la funzione temporaneamente mantenendo una pressione leggera sul pulsante. Potrebbe essere utile per un controllo al volo dell’inversione di fase o del filtro HPF, ma può diventare un problema per i + 48Volt perché si rischia di inviare corrente sfiorando il pulsante.

Conclusioni

Neumann V 402 è il preamplificatore perfetto per qualsiasi microfono Neumann, senza dubbio alcuno dopo averlo provato. Se pensate di conoscere tutto dei vostri microfoni, sappiate che c’è ancora qualcosa da scoprire usandoli con il V 402 che, dal punto di vista della qualità, è oggi il preamplificatore più interessante sul mercato quando si cerca trasparenza assoluta ma non sterilità nel suono. Ciò che lascia molto meravigliati è la qualità della ripresa dal microfono: non c’è alcuna colorazione ma il microfono tende a lavorare diversamente dagli altri preamplificatori, regalando quelle caratteristiche musicali che tutti cercano nella ripresa. Non genera colorazione, ma sembra facilitare il lavoro del microfono. Assolutamente da provare, che siate uno studio di registrazione commerciale o un fonico per riprese orchestrali.

Pro

Trasparenza eccellente

Perfetto per microfoni Neumann

Molto silenzioso

Nessuna distorsione armonica

Migliora la qualità di ripresa di qualsiasi microfono

Eccellente risposta alla dinamica e ai transienti

Contro

Pulsante di accensione posteriore

Pulsanti su pannello attivabili momentaneamente

Assenza di ritorno dalla DAW per uscita cuffia

Non adatto a microfoni a nastro

Pad modifica la qualità della ripresa

 

Info

Exhibo

prezzo: € 2.599

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