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Kush Audio Clariphonic, equalizzatore creativo - recensione

Rapporto qualità/prezzo7
Costruzione8
Suono8
Facilità d'uso9
8

Due canali di equalizzazione indipendenti, ognuno con due filtri per le alte frequenze, somma interna tra segnale originale ed equalizzato sono le fondamenta per un equalizzatore analogico più creativo che chirurgico.

Articolo d'archivio pubblicato nel 2012

Dopo il relativo successo della versione UBK di Empirical Labs Fatso, Gregory Scott si lancia in un nuovo prodotto con la filosofia del puro tweaking: gira la manopola e ascolta, se ti piace è ok! Clariphonic è un equalizzatore a due canali basato solo su filtri per le alte frequenze e con un bus interno per mixare il segnale processato con quello originale, un concetto ben conosciuto nella compressione parallela. Per questa analogia, Clariphonic è chiamato equalizzatore parallelo, ma non c’è nulla di particolarmente esoterico. Il mix del segnale processato e dry avviene all’interno dell’EQ, eliminando in un solo colpo i collegamenti necessari se si volesse procedere a un’equalizzazione parallela in hardware o in software.

Lo scopo di Clariphonic è lavorare sulle alte frequenze per rendere il suono più brillante e togliere confusione dal mix, modificando in tempo reale con i controlli e ascoltando il risultato. Non c’è un riferimento preciso alle frequenze e al grado di gain: ci sono solo denominazioni di parametri che lasciano spazio all’immaginazione sonora.

Kush Audio Clariphonic eq hardware rack outboard recording mixing audiofader

Kush Audio Clariphonic eq hardware rack outboard recording mixing audiofader

Hardware

Secondo il manuale, la costruzione hardware segue gli stessi principi delle macchine per mastering. Uno sguardo all’interno rivela che la scheda di alimentazione, basata su trasformatore toroidale e due piste a +/- 18 V (abbiamo misurato però +/-17 Volt), è montata centralmente e fisicamente separata dalle due dedicate all’equalizzazione, le quali sono basate su un operazionale NE5534 e due NE5532.

Kush Audio Clariphonic eq hardware rack outboard recording mixing audiofader

I circuiti interni con le tre schede separate, di cui la centrale per l’alimentazione.

Operatività

I controlli di Clariphonic non sono standard. Due switch centrali (FF) consentono di sommare al segnale equalizzato il segnale originale. Vanno sempre tenuti attivi, e quando disabilitati permettono l’ascolto della parte equalizzata. Non c’è un bypass hardware. I due EQ di canale dispongono di switch Out per disinserirli. Il manuale dice che Focus è composto da un equalizzatore con due punti di taglio (Lift da 800 Hz in su e Open da 3 kHz in su) e due modalità operative con curva bell (Tight) o shelving (Diffuse). Clarity permette di scegliere un altro filtro bell con quattro differenti punti di taglio (Presence, Sheen, Shimmer e Silk). Per capire di cosa si tratta, è sufficiente controllare le immagini della risposta dei filtri che pubblichiamo con l’articolo, che differiscono da quanto scritto nel manuale. Un accenno alle connessioni: Clariphonic ha uno switch per selezionare I/O bilanciati o sbilanciati, con un Combo XLR/jack per l’ingresso e uscite su XLR e jack.

Kush Audio Clariphonic eq hardware rack outboard recording mixing audiofader

Lo schema a blocchi mostra la suddivisione del segnale in ingresso verso gli equalizzatori.

Analisi

Clariphonic ha un rumore di fondo di circa -80 dB RMS quando non si inseriscono i circuiti, che sale a -75 dB RMS quando si inserisce il circuito con tutti i controlli in Out. Lo stadio d’ingresso aggiunge distorsione armonica, con la terza e la quinta armonica fisse a -34 dB rispetto al segnale di test, seguita dalla quinta e dalle altre dispari. Si nota una distorsione d’intermodulazione, anche con tutti i controlli su Out, sotto forma di armoniche inferiori al segnale di test. È interessante osservare che la distorsione armonica è più ricca sulle alte frequenze rispetto a quelle medio basse, giustificando in parte la patina timbrica che produce. I controlli di Focus aggiungono solo gain al segnale in ingresso, senza modificare la qualità della distorsione armonica. A 1 kHz, si arriva a +39 dB di gain al massimo con Focus su Tight o Diffuse e Lift.

Usando Open si perdono 3 dB di gain. Clarity, a 1 kHz, ha un gain massimo di +49 dB con Shimmer, perdendo -1 dB circa con Silk, e di +39 dB con Presence che scende a +34 dB con Sheen. Usando assieme Focus e Clarity al massimo, si ha un incremento di qualche dB, il che richiede un convertitore capace di gestire fino a +24 dBu per lo 0 dBFS. Per sfruttare l’headroom interna di Clariphonic è necessario entrare con livelli bassi, nel nostro caso con lo 0 dBFS in uscita dal convertitore pari a +5 dBu. La quantità di segnale che aggiunge è così elevata che si rischia una distorsione velocemente. Usato con il segnale originale, e con controlli al massimo, si vede una differenza di circa 20 dB tra il segnale in ingresso e quello poi processato, con una differenza nel mix finale che va da circa 4 dB alle basse frequenze e di 1 dB di differenza al massimo effetto dell’equalizzazione.

Il circuito di somma tra segnale originale e processato non è quindi proporzionale alla frequenza e tende a dare più spazio al segnale equalizzato dove c’è il massimo di gain di equalizzazione. Più che la qualità dei filtri, è il sommatore interno che fa la differenza. L’analisi della fase è complessa: la presenza di diverse armoniche e la distorsione d’intermodulazione producono una modifica di fase mai eccessiva, ma comunque presente a qualsiasi livello, proporzionale alla frequenza.

Kush Audio Clariphonic eq hardware rack outboard recording mixing audiofader test review recensione

Focus al massimo, Lift + Tight, differenza con e senza somma del segnale originale.

Kush Audio Clariphonic eq hardware rack outboard recording mixing audiofader test review recensione

Focus al massimo, Lift + Diffuse, differenza con e senza somma del segnale originale.

Kush Audio Clariphonic eq hardware rack outboard recording mixing audiofader test review recensione

Focus al massimo, Tight + Open, differenza con e senza somma del segnale originale

Kush Audio Clariphonic eq hardware rack outboard recording mixing audiofader test review recensione

Focus al massimo, Diffuse + Open, differenza con e senza somma del segnale originale.

Kush Audio Clariphonic eq hardware rack outboard recording mixing audiofader test review recensione

Clarity al massimo, Presence, differenza con e senza somma del segnale originale

Kush Audio Clariphonic eq hardware rack outboard recording mixing audiofader test review recensione

Clarity al massimo, Sheen, differenza con e senza somma del segnale originale.

Kush Audio Clariphonic eq hardware rack outboard recording mixing audiofader test review recensione

Clarity al massimo, Shimmer, differenza con e senza somma del segnale originale.

Kush Audio Clariphonic eq hardware rack outboard recording mixing audiofader test review recensione

Clarity al massimo, Silk, differenza con e senza somma del segnale originale.

In prova

Clariphonic è un equalizzatore con il quale si decide mentre di ascolta. Le curve di equalizzazione mostrano la presenza di filtri bell piuttosto docili come pendenze, con punti di partenza che sono ampiamente entro le medie frequenze. Si rischia facilmente di eccedere nell’equalizzazione: bastano pochi dB per cambiare l’aspetto timbrico sulle medio alte, che diventa più corposo, grazie al contributo della distorsione armonica e per l’effetto degli equalizzatori. La gestione interna del segnale è ben realizzata, soprattutto nel bilanciamento tra segnale originale ed equalizzato secondo la frequenza, il che rende unico Clariphonic. La scelta dei punti di taglio dei filtri è ben riuscita e molto piacevole. Orecchie allenate e ottimi monitor mettono in luce il punto debole di Clariphonic: un’eccessiva distorsione armonica per valori elevati di gain e una distorsione d’intermodulazione che, sempre per valori di gain eccessivi, tende a sgranare il suono sulle medio alte, mantenendo tuttavia una buona focalizzazione sui bassi.

Il segreto per usare con successo Clariphonic è entrare con un segnale di basso livello, intorno ai +4 dBu al massimo, e sfruttare l’headroom del convertitore ponendo lo 0 dBFS ad almeno +12 dBu se non di più. Mentre in mix fa la differenza, semplificando per esempio la caratterizzazione delle singole tracce vocali o di strumenti a fiato, di strumenti percussivi e piatti per dare più incisività, e pulendo il mix stereo finale, nel mastering professionale può non essere una scelta vincente, considerando la quantità di distorsione che aggiunge al segnale originale, più percepibile in alta frequenza. Ciò non toglie la validità del progetto, che dimostra come la creatività della gestione del segnale possa portare a risultati piacevoli e immediati. I primi ad apprezzarlo saranno i sound engineer con poco tempo a disposizione, perché otterranno risultati veloci e musicali.

Chi possiede uno studio di registrazione con eccellenti equalizzatori, può provare a riprodurre l’effetto di Clariphonic, con il limite del bilanciamento tra basse e alte frequenze del segnale originale che, secondo noi, è la vera chiave di volta dell’intero progetto. Il manuale d’uso tende a minimizzare le operazioni e la comprensione, dimenticando alcuni concetti fondamentali per ottenere i migliori risultati, che in questo test siamo riusciti a decifrare e, senza i quali, l’inserimento in un rack rischia di rivelarsi difficile se il segnale in ingresso è troppo alto.

Conclusioni

UBK si era fatta notare per la musicalità della sua versione corretta di Fatso, dove però si perdeva un certo controllo. Con Clariphonic introduce un equalizzatore per le medio alte unico nel suo genere, sebbene i concetti che implementa siano conosciuti e spesso usati su mixer analogici attraverso i bus. Il manuale sembra offrire una chiave di lettura per posizionare Clariphonic: permette di ottenere quei risultati sulle alte frequenze possibili solo con equalizzatori che costano quattro volte tanto, inseriti in mixer di alto livello. L’obiettivo è raggiunto e offre uno strumento più facile di un classico equalizzatore per gestire le alte frequenze e ottenere buoni risultati, a patto di tenere sotto controllo l’headroom interna.

 

Pro

Risultati immediati

Due EQ per canale

Ascolto dell’effetto del filtro

Contro

Headroom ridotta entrando con segnali elevati

Assenza di bypass hardware

Manuale non chiaro

 

Info

DIGILAND