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Ik Multimedia ARC 3, correzione acustica via plug-in - recensione

Rapporto qualità/prezzo8
Costruzione8
Facilità d'uso8
8

ARc 3 è l'ultima novità di Ik Multimedia per quel che riguarda la correzione acustica della regia o di una stanza di ascolto. La nuova applicazione, unita allo speciale microfono, esegue ventuno misurazioni divise in tre diversi layer, utilizzando un IR generato dagli stessi monitor utilizzati per lavorare o ascoltare musica, e permette di correggerne le frequenze in uscita: Nella pratica non viene corretta la stanza, ma il suono stesso.

La logica direbbe che, se la nostra stanza di ascolto o regia ha dei problemi acustici, essi dovrebbero essere calibrati utilizzando pannelli acustici, bass trap, tappeti, librerie... oggetti vari ed eterogenei anche spesso arricchiti di un certo design accattivante, ma con un unico difetto: sono spesso molto costosi e, in più, non sempre si va a correggere esattamente dove il problema risiede, questo succede spesso con le bass trap, tutt'altro che facili sia da calibrare sulla giusta frequenza (basta sbagliare di poco e si va ad attenuare dove non si dovrebbe lasciando invece inalterate le stazionarie problematiche) che da costruire.

Ma, come spesso accade nelle situazioni di “problem solving”, basta guardare una cosa in un'ottica un po' divergente dagli schemi per capire che spesso non si ha una sola soluzione per un problema, ma spesso ce ne sono due o anche tre. Ecco cosa ha fatto IK Multimedia: perché invece di correggere la stanza, non correggere il suono stesso in base alla stanza?  E la soluzione funziona, eccome se funziona, ad un prezzo più che ragionevole si ha in mano uno strumento in grado di risolvere in pochissimo tempo i problemi acustici di qualsiasi stanza o regia, home theater, cinema... qualsiasi luogo in cui il suono è importante, col semplice utilizzo di un microfono, una applicazione e degli stessi speaker che verranno poi utilizzati dal professionista o dal pubblico per gli ascolti.

Andiamo ora a vedere, nello specifico, come funziona ARC 3.

IK Multimedia ARC 3 correzione acustica hardware software mic studio home pro audio monitor speaker test review andrea scansani audiofader

Hardware

La parte hardware di questo sistema è ridotta all'osso, nel senso che serve solamente la vostra interfaccia audio, il microfono speciale in dotazione con ARC 3 e gli speaker che poi userete per gli ascolti. Invero, a dirla tutta, lo speciale microfono MEMS non è nemmeno veramente necessario dato che è sufficiente un qualsiasi condensatore del quale avete un “Calibration File” (generalmente un file di tipo txt fornito dal produttore del microfono), poiché la risposta in frequenza deve essere infatti virtualmente flat per non andare ad alterare la curva di equalizzazione reale della stanza.

Una volta installato ARC 3 si dispone sia di un'applicazione per creare il profilo di una stanza (ARC 3 Analysis) che del plugin da utilizzare sul master bus di una DAW nel quale caricherete il profilo che vi interessa una volta che lo si è creato: solo la prima fase, ossia quella della creazione del profilo, richiede l'utilizzo di microfono, interfaccia e speaker. Una volta che il profilo è stato salvato infatti basta richiamarlo all'interno del plugin e il gioco è fatto, non serve altro.

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Software

ARC 3 ANALYSIS

È l'applicazione da utilizzare per creare un profilo di risposta in frequenza per correggere la room, quindi in questa fase non è necessaria alcuna DAW. Una volta aperta l'applicazione ci si trova davanti a varie finestre a step, e non è possibile andare alla pagina successiva se non si sono eseguite correttamente tutte le manovre di quelle precedenti. Una volta selezionato il tipo di microfono si arriva a questa pagina, nella quale si deve selezionare l'interfaccia audio, gli output, la frequenza di campionamento, il canale di ingresso per la misurazione, il buffering e, in più, si può già monitorare la presenza e il livello del segnale proveniente dal microfono.

La pagina successiva riguarda invece il tipo di stanza nella quale si andrà a creare un impulse response, non è un passaggio nel quale essere per forza precisi al metro, basta a grandi linee sapere se ci si trova in una regia piccola, media, grossa o in un luogo di ascolto per musica, film etc etc...Infine, prima della vera e propria sessione di misurazione e se avete eseguito correttamente tutti gli step precedenti, si arriva alla pagina in cui viene indicato il corretto posizionamento del microfono per la prima misurazione, da qui in poi verranno registrati sette impulse response (sette posizioni differenti) per ognuno dei tre layer (altezza del microfono), per un totale di ventuno misurazioni.

Il layer iniziale corrisponde all'altezza dell'orecchio (posizione in cui si ascolta normalmente, quindi da seduti), poi verranno effettuate anche le altre quattordici misurazioni, sette per layer come dicevo, uno a circa 15cm sopra alla posizione di ascolto e l'altro a circa 15cm sotto alla posizione di ascolto. Finite tutte le misurazioni il profilo viene salvato e si potrà rinominarlo come più ci piace e, in seguito, caricarlo all'interno del plugin ARC 3 da utilizzare come ultimo in catena sul master bus della DAW o, ad ogni modo, su qualunque sia il bus che poi viene mandato direttamente agli output collegati agli speaker.

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ARC 3 PLUG-IN

ARC Plugin è lo strumento da utilizzare all'interno di una qualsiasi DAW, va inserito come ultimo in catena sul master bus o sul bus stereo indirizzato alle uscite fisiche collegate ai vostri monitor di ascolto principali. È un plug-in che deve essere attivo durante il mix e il play, ma deve essere ovviamente disattivato prima di eseguire un bounce, in caso contrario il suono del file audio risultante sarà processato, col risultato che suonerà benissimo nella vostra room di ascolto ma non non nelle altre situazioni.

Due sono le finestre principali con le quali utilizzare ARC, Play ed Edit: la prima è relativa alla correzione della room in tempo reale mentre la seconda permette di apportare modifiche alla curva di equalizzazione generata dall'analisi dell'impulse response creato con ARC Analysis e caricato in seguito all'interno del plugin tramite il menu a tendina Measurement. Ma andiamo in ordine e per gradi, partendo appunto dalla finestra Play:

  • Measurement: in questo menu sono elencati tutti gli IR generati con l'applicazione ARC Analysis.

  • Target: è sostanzialmente l'obiettivo che si vuole raggiungere, se desiderate avere una risposta in frequenza della stanza di tipo Flat, selezionate questo parametro, altrimenti è possibile anche creare e salvare curve personalizzate (custom 1, custom 2 ecc...) all'interno della finestra Edit.

  • Virtual Monitoring: permette di emulare ascolti di monitor famosi come le Yamaha NS10 o di replicare ascolti di vari tipo, come se la fonte sonora provenisse da un laptop, dall'impianto audio di una macchina, da una TV, da alcuni modelli di speaker bluetooth.

  • L/R Before: è la curva di equalizzazione della stanza così come è stata rilevata da ARC 3 Analysis.

  • L/R After: è la curva di equalizzazione bilanciata dal plugin ARC 3.

  • Target: è la curva di equalizzazione reale, la risultante della differenza tra L/R Before e L/R after.

  • RTA (Real Time Analysis): esegue un'analisi FFT dello spettro in frequenza, da lasciare sempre disattivato se non necessario poiché richiede una certa mole di lavoro da parte della CPU.

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Nella zona inferiore invece troviamo un master meter che può misurare il segnale prima dell'ingresso in ARC 3 (Pre) oppure dopo il processing (Post), monitorando il picco (peak) oppure il volume medio (RMS o LUFS). Lo knob Trim permette di ricalibrare il livello del segnale processato, ed è bene ricordarsi sempre che ARC 3 modifica quasi sempre il volume originale del mix: per disattivare la correzione del segnale è sufficiente cliccare su Correction ON. La zona rossa sullo knob Trim indica il range di inizio del rischio di clipping del segnale, per cui è tendenzialmente una buona idea restare al di sotto di essa, anche se non è certamente una regola importante da seguire anche perché, come dicevo prima, il bounce deve sempre essere eseguito con ARC 3 disattivato.

Infine i due parametri Phase (Natural e Linear) riguardano la coerenza di fase tra i due monitor, che può essere lievemente o gravemente compromessa, sopratutto sulle basse frequenze, quando essi non sono correttamente posizionati in una regia. In modalità Natural ARC 3 processa il suono restituendo un'immagine il più bilanciata possibile, mentre in modalità Linear cerca di riprodurre il reale allineamento restituito dai vostri monitor, per cui va utilizzato solo quando essi sono stati posizionati in modo per lo meno accettabile (quindi mai vicino ad angoli o pareti, equidistanti dal vostro punto di ascolto, zona tra tweeter e woofer ad altezza delle orecchie ecc ecc...).

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I tre layer di misurazione

La finestra Edit invece permette di eseguire alcune modifiche alla curva di equalizzazione generata dall'IR, di creare e salvare curve target diverse da quella Flat e di simulare ascolti da diverse fonti sonore.

  • Combined L/R: da utilizzare quando il posizionamento dei monitor è talmente incoerente e asimmetrico da generare problemi di posizionamento della “Phantom Image”, ossia l'immagine virtuale che proviene dalla zona esattamente a metà tra le due casse quando il segnale è pannato al centro. Tale funzione elabora una curva di equalizzazione adatta ad entrambi i canali L e R, diminuendo molto questo inconveniente

  • Low Range: è a tutti gli effetti un HiPass Filter da 0 a 200Hz

  • Hi Range: LoPass Filter da 20Khz a 200Hz

  • Correction Type: regola la forza e precisione dell'intervento di correzione, preciso e moderato in modalità Sharp, più grossolano e marcato in modalità Broad. La via di mezzo, quella solitamente più adatta alla maggior parte delle situazioni, è la Default

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Finestra Play

In prova

Prima di utilizzare IK Multimedia ARC 3 ero già consapevole dei problemi sulle basse frequenze relative alla mia room, motivo per il quale avevo già precedentemente installato delle bass trap, ma di fatto rimanevano alcune problematiche anche sulle frequenze multiple relative ad esse, sui 250Hz, 120Hz, e sulle medie. Anche utilizzando tutti gli appositi calcoli del caso o tutti i trucchi del mestiere, solitamente è piuttosto facile capire quali saranno i problemi sulle basse e ultra basse, ma la situazione sulle medie e sulle alte diventa assai più complessa, per cui una analisi ad IR eseguita con un sistema calibrato come questo può fare veramente delle magie, permettendo di mixare con un suono ben bilanciato che, in quasi tutti i casi, permette di superare il famigerato “Car Test” già al primo colpo.

Il limite di ARC 3 fondamentalmente riguarda la riverberazione, semplicemente perché non è fatto per rilevare un RT60 (tempo di riverberazione) o per correggere una room con troppo o troppo poco riverbero quindi, prima di eseguire la calibrazione, è necessario che la stanza abbia un riverbero tendenzialmente breve, diffuso e attenuato il più possibile. Data questa premessa e dato per scontato che i vostri monitor siano posizionati più o meno correttamente, in poco tempo si è in grado di eseguire analisi e correzione della stanza: io ho impiegato meno di un'ora, e il risultato è decisamente soddisfacente. Trovo che l'intervento attuato da ARC 3 sia stato molto utile sulle basse, medio basse e medie, mentre ho eliminato l'enfasi che la correzione dava dai 1000Hz in su perché l'ho trovata un po' esagerata: è sempre importante ricordare che non esiste infatti strumento più affidabile del nostro udito, se ben allenato.

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Finestra Play

Ho allegato a questo articolo tre file audio, un dry e altri due processati con ARC 3 in base ad IR della mia Room di ascolto (per cui potrebbe suonare anche piuttosto male in una room con diverse misure), uno dei due file è processato con una curva senza intervento dai 1000Hz in su, che è quella che uso regolarmente. L'applicazione Analysis è anch'essa facile da utilizzare, si viene guidati step by step e viene chiesto di eseguire nuovamente una misurazione se qualcosa non è andato a buon fine o presenta delle ambiguità che potrebbero compromettere IR, per cui trovo che sia un sistema piuttosto affidabile. Come si può vedere nell'immagine la mia stanza di ascolto ha delle stazionarie importanti tra i 40Hz e i 65Hz, ciò in effetti è perfettamente coerente con le misure e calcoli che avevo precedentemente eseguito, inoltre presenta altri nodi attorno ai 150Hz e tra i 200Hz e i 400Hz.

Inoltre la curve verdi ci dicono un'altra cosa: che i monitor sono per lo meno posizionati correttamente, poiché hanno una curva quasi identica, e anche questo rispecchia la realtà, dato che i miei speaker sono esattamente simmetrici rispetto al mio punto di ascolto ed equidistanti dalle pareti e dagli angoli, per altro trattati acusticamente con gli stessi pannelli e bass trap. Le curve arancioni invece mi dicono com'è la risposta in frequenza dopo il trattamento del suono in uscita, e sia graficamente che ad un primo ascolto è possibile notare una grande differenza: il suono è più preciso, bilanciato e meno “muddy”. Cosa fa esattamente ARC 3 quindi, nello specifico? Si basa su una semplice regola matematica, la Proprietà Commutativa, quella che recita “Cambiando l'ordine degli addendi, il risultato non cambia”.

Nella pratica, se la nostra room aggiunge un boost di 6dB ai 50Hz, ne va da sé che per bilanciare tale effetto sia necessario installare delle bass trap che lavorino attorno a quella frequenza cercando di compensare il boost con un cut proporzionale: quindi +6dB (della stanza) – 6dB (bass trap) = 0. ARC tre inverte semplicemente il processo, eseguendo il cut sulle frequenze problematiche prima che escano dai monitor e invadano la stanza: -6dB (ARC 3) + 6dB (della stanza) = 0. Il risultato è sempre lo stesso, ma il secondo lo si ottiene in minor tempo e con minori spese, senza parlare della fase “tentativi ed errori” che spesso si protrae più a lungo del previsto.

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Curva di correzione

Conclusioni

ARC 3 viene venduto a circa 180€ se si necessita anche dello speciale microfono MEMS, mentre il prezzo per il solo software è di circa 80€. Gli IR generati con versioni precedenti di questo sistema non sono però compatibili, per cui è necessario rifare da capo tutte le misurazioni. Considerando quanto può costare un intervento acustico sulla stanza, sia in fatto di tempo che di soldi, ARC 3 è certamente una soluzione alternativa che merita una chance, quantomeno per darvi un'idea molto pratica di dove realmente si trovino i problemi connessi alle frequenze stazionarie e per avere una preview più o meno realistica di come potrebbe suonare il vostro mix quando riprodotto da diverse fonti sonore.

Il massimo rendimento di ARC 3 lo si ottiene quando si inizia un mix con il plugin già attivo sul master bus, in modo da lavorare fin dal principio con una risposta in frequenza il più coerente e bilanciata possibile, che andrà ad influire su tutto il workflow in un circolo virtuoso.

PRO

Facile da utilizzare

Basso utilizzo della CPU

Versatile

Permette un considerevole risparmio di tempo e denaro

CONTRO

Niente degno di nota

 

INFO

MOGAR

Prezzo: € 149,99 + IVA