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Editoriale #7: l'attrazione degli opposti

 Digitale e analogico, valvolare e stato solido, vinile e streaming, outboard e software: il dualismo, che è alla base della nostra vita è ricco di spunti di grande creatività e di discussioni a non finire. Ogni volta che si affaccia qualcosa di nuovo che, improvvisamente, rompe una tradizione consolidata, sono scintille tra chi difende il proprio modo di lavorare e chi imbraccia la novità. La storia ci ha insegnato che ogni rivoluzione è inizialmente incompleta, anche se potenzialmente ha tutti i semi per crescere rigogliosa, e che occorrono anni perché una tecnologia, o una filosofia di lavoro, diventi matura. E ancora, sappiamo che spesso i risultati prodotti dalle novità tecnologie non sono sempre così buoni e facili da ottenere rispetto al modo di lavorare tradizionale. L’elenco in apertura raccoglie ormai un secolo di storia della registrazione e riproduzione musicale: ogni volta che un passo avanti è stato fatto, il marketing ha gridato al miracolo per vendere la novità (riecheggia ancora la purezza del digitale dei primi CD, come slogan), i professionisti, invece, hanno arricciato il naso per un po’ di tempo fino a quando la tecnologia non è maturata a sufficienza o, semplicemente, è stata compresa. Personalmente riteniamo che il segno della maturità di un prodotto e della sua innovazione sia evidente quando produce risultati creativi che, fino ad allora, non erano stati concepiti o realizzati come tali. Eppure il mondo duale non abbandona mai le proprie origini: se una volta la valvola serviva come amplificazione, oggi troviamo outboard che la hanno piegata alla produzione di effetti non previsti o, addirittura, da evitare all’epoca (come la distorsione armonica). Il mondo digitale è diventato creativo grazie ai plug-in e alle possibilità di manipolare lo spettro audio in modi impossibili in analogico. Il vinile torna di moda, per l’aspetto fisico, d’arredo e per un suono diverso grazie anche alle giovani generazioni, ma nessuno desidera abbandonare le comodità dello streaming o dell’alta definizione nel video e nell’audio. Outboard e software sono giunti a una coabitazione pacifica e creativa, dove l’integrazione del suono dell’uno con l’altro, le possibilità uniche delle due tecnologie e il gusto creativo di chi li sa usare entrambi produce risultati spettacolari. E, anche per noi, l’integrazione tra web e magazine ha assunto un valore completamente diverso dal passato di una decina di anni fa: oggi conta il contenuto e non più il contenitore, la cui scelta è lasciata al lettore. Troverete in questo numero il test di un pianoforte digitale Casio: non stiamo cambiando linea editoriale, ma ci stiamo espandendo. Molto presto saprete cosa bolle in pentola.

 

Luca Pilla

luca.pilla@audiofader.it

 

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