Balzato immediatamente tra le prime posizioni dei libri più venduti nel settore recording, l'autobiografia di Maurizio Biancani si aggiunge alla tendenza recente di rendere visibile un lavoro ben poco compreso dal grande pubblico.
Maurizio Biancani non ha bisogno di presentazioni, essendo un pilastro della discografia musicale italiana, sia come sound engineer che come produttore. Come in un gioco di domino, Biancani vuol dire Fonoprint, che porta a Bologna e si dirama tra Vasco Rossi, Lucio Dalla, Stadio, Ron, Luca carboni, Pooh, Steve Rogers Band per citarne solo pochi.
L'alchimista del suono è un libro che si legge al volo, veloce nei tanti capitoli di poche pagine che riportano aneddoti, storie, intralci, emozioni, amori personali e tanto tanto studio di registrazione, vissuto non solo dal punto di vista tecnologico (non aspettatevi trucchi, segreti e tecniche usate), ma soprattutto come ambiente unico dove le emozioni dei musicisti prendono forma, prima come brano e poi come timbro con i pennelli del mixer, del registratore, dell'outboard e del pittore che li usa, cioè Biancani stesso.
Sullo sfondo di tutto libro aleggia sempre lo studio di registrazione come punto di incontro, senza alcun orario, centro di gravità per i migliori artisti che abbiamo avuto in Italia. Maurizio racconta gli inizi della Fonoprint di via de' Coltelli, partendo dal precedente Seagull Studio con mixer Argentini, che sarà abbandonato a favore di una console MCI e relativo registratore a nastro nella prima Fonoprint. Come tutte le storie di musica, anche Fonoprint ha avuto i suoi colpi di fortuna, grazie alla passione di distributori illuminati e di finanziamenti inaspettati da un musicista (quale? Ve lo lasciamo scoprire) che, in nome della musica e di una Bologna brulicante di arte e politica negli anni '70 e '80, si sono buttati nel progetto, quasi per scommessa. E ha funzionato!
La vita professionale di Maurizio è embricata con la musica di Vasco Rossi, agli albori della sua carriere. Non si entra troppo nel merito, ne ci sarebbe spazio a sufficienza per farlo, ma scoprire le dinamiche di produzione di Jenny e Silvia, fino a Gli spari sopra e il remastering di Bollicine, rende bene l'idea del via vai in studio e di quanto si possa creare quando c'è armonia e fiducia tra le parte. A volte sembra di stare lì in studio con loro e si vorrebbe saperne ancora di più. Nel mezzo dell'epopea con Vasco Rossi c'è anche il periodo newyorkese con la disco music registrata e prodotta in Italia e mixata negli USA.
Naturalmente non c'è solo New York e Bologna: lungo i racconti si entra in altri studi italiani e internazionali che, per chi ha vissuto negli anni '80, '90 e 2000, erano dei punti di riferimento assoluti. Alcuni di questi non esistono più, uno su tutti l'Air Studios Montserrat di George Martin, spazzato via da un ciclone. Qui Maurizio riesce a mettere le dita nel 1983, grazie alla produzione di Tropico del Nord dei Pooh, su una delle tre console custom Neve (con circuiti custom progettati da Rupert Neve in persona per portare la banda passante fino a 180 kHz, nda).
La seconda parte dei racconti è dedicata al rapporto con Lucio Dalla, sempre molto intenso, che ha sicuramente intaccato la parte più profonda del cuore di Maurizio nel bene e nel male, tanto da portarlo a chiudere per sempre il suo lavoro di fonico live dopo la morte improvvisa di Dalla. Nelle pagine che seguono, Maurizio racconta anche degli Stadio, dei Pooh, dei dischi di Lucio Dalla e della nuova Fonoprint, con una chiusura dedicata all'insegnamento ma, da quello che percepiamo leggendolo, anche dalla melanconia di un periodo che è passato, perché il mondo è cambiato (assieme alla tecnologia). Sono molti i musicisti, i produttori, i sound engineer citati nel testo: c'è il meglio di un periodo storico di grandissimo splendore nel mondo della registrazione e della produzione discografica.
Nelle ore di lettura di L'alchimista del suono si coglie sempre un collegamento costante tra l'anima di Bologna, spinta all'interno delle mura di Fonoprint per osmosi, dove i rapporti umani erano potenti, nel bene e nel male, e la passione per il risultato sempre comune. Il libro può essere letto da chiunque: non occorre sapere alcunché di cosa sia uno studio di registrazione o delle tecniche di mix, perché non è questo lo scopo dell'autore. Non troverete nozioni tecniche, catene di processori, trucchi e quant'altro, ma solo talvolta qualche brand famosissimo per sottolineare quanto Fonoprint ci tenesse a essere al passo con i tempi.
Scoprirete invece cosa si vive in uno studio di registrazione, come un sound engineer è cresciuto e si è rapportato agli altri e quanto forte sia la passione per la musica, così adrenalinica da non concedere tempo al tempo.
Ci è piaciuto per lo spirito che riporta alla luce, soprattutto del secolo scorso, dove la tecnologia faceva anche lo studio ma l'umanità era al centro assieme alle emozioni. Consigliatissimo, ovviamente, a chi adora tutto di Vasco Rossi e Lucio Dalla in primis, perché descrive un'aspetto del loro lavoro poco noto al grande pubblico. Peccato per le foto in bianco e nero: la qualità dei contenuti meriterebbe foto a colori su carta patinata, parte integrante di una vita che merita di essere ricordata, ma probabilmente il prezzo non sarebbe stato così contenuto.
L'alchimista del suono rimane un testo che traccia la storia della produzione bolognese e che premia anche la città di Bologna e i suoi paesaggi. La nostra non velata speranza è che Maurizio Biancani scriva un giorno anche un testo più tecnico con gli aneddoti e le storie di come ha realizzato, per esempio, il rullante alla Biancani! Avere un sound riconoscibile è la medaglia al petto di qualsiasi sound engineer e Maurizio ne ha più di una!
M. Biancani - L'alchimista del suono, a cura di Andrea Fiorena, Fernadel, prezzo € 15














