Con Cubase 15, rilasciato lo scorso 5 novembre, Steinberg continua il percorso ormai più che trentennale di evoluzione della propria DAW di riferimento. Lo fa senza stravolgerne l’identità, limando dove possibile per migliorare il workflow e ampliandone in modo significativo le potenzialità, con particolare riguardo alla dimensione creativa.
Come già accaduto nelle versioni precedenti, non siamo di fronte a una rivoluzione del programma, quanto piuttosto a un aggiornamento che rivela il suo valore soprattutto nell’uso quotidiano, progetto dopo progetto. Anticipiamo fin da subito che, in linea di principio, ciò che Cubase 15 mette sul piatto poteva essere ottenuto in sostanza anche in passato, ricorrendo però a plug-in di terze parti o a procedure più laboriose.
La strada intrapresa da Steinberg sembra essere quella di una continua rifinitura di un prodotto ormai maturo, da tempo in grado di soddisfare la quasi totalità delle esigenze di professionisti e hobbisti. La casa tedesca porta avanti un lavoro di cesellatura raffinato e preciso, affiancato dal desiderio di rendere Cubase sempre più una soluzione all-in-one, che continui ad appoggiarsi a strumenti di terze parti solo quando necessario, per esigenze specifiche e quindi di interesse per una minoranza di utenti.
Cubase resta riconoscibilmente Cubase, ma allo stesso tempo marca in modo ancora più chiaro rispetto al passato la propria vocazione: essere non soltanto un ambiente di registrazione, editing e mix, bensì un vero e proprio ecosistema creativo, in grado di supportare musicisti e producer anche nelle fasi di ideazione, trasformazione e rielaborazione dei materiali. Il tutto senza cedere alle tentazioni dell’AI generativa — scelta che non possiamo che apprezzare (sarà l’età che avanza).
Un passo per volta, si va lontano
Già nell’hub, la prima finestra che si apre avviando Cubase, si notano piccole ma significative migliorie. Particolarmente degna di nota è la possibilità di ascoltare un’anteprima audio del progetto, senza doverlo aprire (cliccando sull’icona che riprende il tasto play, a destra dei progetti recenti). Le anteprime possono essere generate manualmente, o si può impostare Cubase in modo che aggiorni l’anteprima ogni volta che viene chiuso il progetto. Molto pratico!
Si può ora inoltre settare già dall’hub il driver audio e le porte da utilizzare per il segnale in uscita (in alto a destra).
Chi lavora con molti progetti, su diverse macchine o magari scambiando file con altri utenti apprezzerà di certo entrambe le novità.
Abbandonato l’hub e aperto un progetto, l’interfaccia appare leggermente rivista, ma in misura contenuta. Gli utenti di versioni precedenti di Cubase non restano di certo spiazzati. La novità principale è che volume e panning sono ora visualizzabili anche nell’elenco tracce.
Migliora anche la gestione della barra degli strumenti, in cui è adesso possibile far collassare alcune sezioni fisse nelle release precedenti di Cubase, come ad esempio quella legata alle modalità di automazione. Si ha poi un deciso passo in avanti per gli utenti Mac, che con Cubase 15 possono aprire la DAW a tutto schermo e usare il touchpad per zoomare (pinch-to-zoom).
Un po’ di movimento
Uno degli aspetti più interessanti di Cubase 14 è stata l’introduzione dei modulatori, tramite cui è appunto possibile modulare in modo ciclico o comunque controllato parametri di tracce e strumenti virtuali. Cubase 15 amplia tale strumento, conferendogli un ruolo potenzialmente ancora più centrale nel workflow creativo.
Nell’immagine che vedere qua sotto, sono posti, l’uno di fianco all’altro, i modulatori disponibili in Cubase Pro 14 e in Cubase Pro 15 (il tool non è incluso nelle versioni inferiori della DAW).
Le possibilità sono letteralmente raddoppiate. Abbiamo trovato particolarmente utile l’introduzione del modulatore random, prezioso se usato con moderazione per apportare varietà a timbri altrimenti statici. Sono disponibili svariati algoritmi di generazione del segnale pseudo-randomico, ciascuno potenzialmente utile, a seconda del contesto di applicazione. Anche il modulatore Morph LFO ha attirato la nostra attenzione. Questo consente di effettuare il morphing tra due diversi LFO (ad esempio una sinusoide e un’onda quadra), settando indipendentemente per ciascuno la frequenza. Se aggiungiamo che i parametri dei modulatori possono a loro volta essere modulati, risulta chiaro come la creazione di suoni cangianti, ricchi o che evolvono nel tempo in modo complesso ma strutturato sia ora cosa decisamente semplice e immediata, ben più che in passato.
I modulatori non vanno intesi come destinati unicamente a sound designer e sperimentatori di musica elettronica. Possono rivelarsi la chiave per dare movimento a un pad, conferire un sapore analogico a timbri troppo freddi e asettici, sovrapporre pattern ritmici a suoni statici, animare il mix in modo creativo. Cubase 15 rafforza insomma la sensazione di avere tra le mani una DAW sempre più orientata a creatività e sperimentazione, indipendentemente dal genere musicale per cui viene utilizzato.
Nuovi plug-in
Come d’abitudine, la nuova versione di Cubase non ha mancato di introdurre nuovi plug-in. UltraShaper è un processore che combina controllo dei transienti, saturazione e gestione dinamica in un’unica interfaccia, risultando utile – tra l’altro - tanto per il trattamento di batterie e percussioni quanto per dare carattere a bus o strumenti virtuali. È molto interessante la possibilità per il compressore di funzionare in modalità feedforward o feedback. Nella prima il processore reagisce al segnale in entrata, nella seconda – per quanto possa sembrare controintuitivo – a quello in uscita dopo la compressione. A livello pratico si ottengono due compressioni di carattere diverso: reattiva e “clinica” la prima, più morbida la seconda.
Il nuovo PitchShifter, invece, va ben oltre il semplice spostamento di intonazione. Integra infatti controllo delle formanti, modalità stereofonica (lato sinistro e destro indipendenti) e tre diversi tipi di saturazione. Consente di alterare l’intonazione per semitoni o cent (centesimi di semitono), fino a un massimo di 24 semitoni in entrambe le direzioni. Può essere utilizzato con successo su varie sorgenti sonore, non solo sulle voci. Anche in questo caso ci troviamo davanti a uno strumento che invita a sperimentare.
Separazione degli stem
Uno degli elementi che caratterizzano maggiormente Cubase 15 è l’introduzione della separazione degli stem. Partendo da un file audio, il software è in grado di estrarre voci, percussioni, basso e la sommatoria degli altri elementi, aprendo scenari interessanti per remix, rielaborazioni creative e analisi del materiale audio. È certamente cosa che era possibile fare anche in precedenza, con SpectraLayers restando in casa Steinberg, ma per la prima volta la funzionalità è presente all’interno di Cubase, senza bisogno di procurarsi altri applicativi.
Il processo non avviene aprendo SpectraLayers Go all’interno di Cubase. In questo caso è rimasta solo la possibilità, già presente, di separare la voce dalle altre sorgenti. Bisogna invece cliccare semplicemente su Audio > Separa gli stem…
I risultati, che si ottengono oltretutto in tempi molto rapidi, ci sono apparsi ottimi, pur non raggiungendo la precisione e la versatilità di SpectraLayers Pro.
OmniVocal, il cantante in the box
Cubase 15 introduce anche OmniVocal, un sintetizzatore vocale attualmente in fase beta, ma – almeno da quanto abbiamo potuto verificare – perfettamente funzionante. Il fatto che sia una sorta di “corpo estraneo” in Cubase è rimarcato, oltre che dal branding Yamaha anziché Steinberg, dal fatto che alla prima apertura ci viene chiesto di flaggare tutta una serie di consensi su termini d’uso, privacy, uso dei dati. D’altra parte, al giorno d’oggi ci siamo abituati. Accettiamo e partiamo!
Le potenzialità sono notevoli. Si possono inserire le parole (purtroppo solo in inglese), semplicemente selezionando nell’Editor dei tasti la nota e scrivendo il testo nell’apposito campo nella Linea info. Lo strumento virtuale consente poi di scegliere tra voce maschile e femminile, modificare le formanti, controllare l’intensità dell’emissione (ovvero permette di spostarsi verso una performance più soft o grintosa), aggiungere il vibrato.
Complessivamente uno strumento utilissimo, tanto per scrivere linee guida da far poi registrare in versione definitiva a cantanti in carne ed ossa, quanto per seconde voci o brani in cui il sapore sintetico della voce (comunque non troppo evidente, in particolare se condito adeguatamente con gli effetti) non stonerebbe. Sottolineiamo anche che Omnivocal Beta è presente in tutte le versioni a pagamento di Cubase, Elements inclusa.
E il MIDI?
Cubase, quando si tratta di programmazione MIDI, è da molti considerata la DAW per eccellenza. Steinberg non ha comunque dormito sugli allori, e in Cubase 15 ha arricchito anche questo comparto.
Il Pattern Editor riceve un aggiornamento importante con l’introduzione del Melodic Pattern Sequencer, che estende l’uso dei pattern oltre la semplice programmazione ritmica. Ora è possibile lavorare su melodie, anche a più voci, in modo più strutturato, incrementando l’appeal di Cubase per chi compone musica elettronica, colonne sonore o brani basati su strutture iterative.
In sostanza, l’utente può scegliere una scala di riferimento, e inserire le note del pattern liberamente, oppure può farle generare a Cubase in modo randomico controllato (scegliendo su base statistica quanti salti, quante note lunghe, quante note ripetute inserire) o sulla base di profili grafici (serie di note ascendente, discendente, sali/scendi o scendi/sali. Cubase è anche in grado di generare la parte melodica sulla base degli accordi associati alla stessa. Una volta definite le note del pattern, ciascuno step può essere manipolato nella velocity, ribattendo la nota più volte, introducendo scostamenti temporali di fino, associando una probabilità di riproduzione. I vari step possono essere legati tra loro, in modo da generare un flusso sonoro più fluido, e molto altro. Complessivamente l’ambiente appare già convincente e piuttosto maturo, ma anche aperto a possibili ampliamenti e migliorie future.
Sempre in ambito MIDI, migliora uno degli strumenti fondamentali di Cubase per chi si occupa di orchestrazione virtuale e gestione di strumenti virtuali complessi: quello delle Expression Maps.
Queste consentono di gestire in modo estremamente semplice e immediato strumenti che comprendono più articolazioni, come ad esempio un campionamento di violino, che consenta di scegliere, tramite CC o keyswitch, le articolazioni di staccato, vibrato, legato e così via. Le nuove Expression Maps consentono di introdurre una compensazione temporale automatica distinta per ciascuna articolazione. Chi fa orchestrazione virtuale sa bene a che mal di testa possono portare archi che in staccato suonano a tempo, e in legato in ritardo. In questo modo il problema si risolve in un attimo, e in modo ordinato.
Strumenti, contenuti e workflow generale
Vanno infine citati un restyle generale di Groove Agent SE, nuovi contenuti sonori, affinamenti dello score editor, un supporto migliorato al formato DAWproject, che facilita lo scambio di progetti tra DAW diverse, e tante altre migliorie secondarie, che però complessivamente rendono la DAW ancora più convincente e il tempo passato sulla stessa più produttivo.
Conclusioni
Cubase 15 si presenta come una versione matura e ambiziosa, che amplia il campo d’azione della DAW senza snaturarne la filosofia. È un aggiornamento che integra nuovi strumenti potenti e flessibili, capaci di accompagnare il musicista in tutte le fasi della produzione, e rifinisce strumenti già disponibili, ottimizzandoli.
Steinberg continua a spingere Cubase verso un futuro in cui tecnica e creatività convivono sempre più strettamente. La sensazione è quella di trovarci in una versione di transizione, soprattutto considerata l’attuale diffusione dell’AI nella produzione musicale. Probabilmente il prossimo Cubase sarà quello che ci dirà davvero dove vuole accompagnarci Steinberg. Nel frattempo, godiamoci questa – notevole – release.
Per info: Steinberg.net
Steinberg annuncia la disponibilità di Cubase 14: Tutte le nuove Features!



















