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Test: ADAM Audio S3H, il ritorno del re

Rapporto qualità/prezzo8
Costruzione9
Suono9
Facilità d'uso9
8.8

Da tempo ADAM non presentava una nuova linea di monitor e l’attesa, dopo le vicissitudini finanziarie, era alta. Ora, quasi a sorpresa, arriva la nuova serie S, che comprende al momento cinque modelli, classificati per l’uso in orizzontale (H) o verticale (V). Abbiamo avuto il piacere di provare le prime S3H giunte in Italia, la cui forma orizzontale con il doppio woofer, il driver per i medi e il tweeter a nastro, è da sempre stato il biglietto da visita di ADAM.

La serie S è un progetto completamente nuovo per ADAM: sono stati completamente ridisegnati e ingegnerizzati i woofer e il driver per il mid-range, il tweeter a nastro è il più preciso di sempre nella produzione ADAM e, soprattutto, è stata introdotta la guida d’onda per il tweeter e per il driver del midrange. Come per ogni monitor moderno, anche la serie S impiega un DSP interno per l’ottimizzazione, la gestione dei punti di crossover, il controllo dei parametri, tra cui un equalizzatore a sette bande, ed è predisposto per future espansioni. Se c’è un DSP, c’è per forza anche un convertitore AD e DA per gli ingressi analogici: ADAM utilizza una conversione a 24 bit 96 kHz in ingresso e uscita, inserendo di serie anche un ingresso digitale AES/EBU con uscita Thru per collegare i monitor in cascata.

01 Le guide d'onda al servizio del tweeter e del midrange

Hardware

I due woofer per i bassi da sette pollici (chiamato ELE, Extended Linear Excursion) sono stati creati da zero per combinarsi con il cabinet, molto rigido e pesante, e il sistema bass reflex. Il woofer ha un peso totale ridotto, rispetto ad altre realizzazioni di diametro simile, con un cono a nido d’ape molto rigido. Il cestello è stato disegnato per ridurre al minimo le risonanze e la distorsione, mentre la sospensione meccanica è studiata per avere una escursione molto ampia in entrambe le direzioni ma senza essere troppo elastica, così da garantire ad alti livelli di SPL un comportamento del woofer corretto. Il metallo del cestello è stato anodizzato con un materiale adatto ad assorbire il calore. Interessante anche il progetto del magnete, che ha un’escursione tre volte maggiore dei precedenti monitor. Ciò si traduce in uno spostamento d’aria maggiore rispetto al passato, con un effetto migliore sulla dinamica e una riduzione della distorsione. Ulteriori aspetti sono legati alla ventilazione del driver, che garantisce prestazioni superiori ai precedenti modelli.

02 Il woofer e la porta

Il driver per i medi di quattro pollici (100 mm) è anch’esso un progetto inedito, con un design ibrido: la parte esterna richiama il classico driver a cono, mentre quella interna è a cupola, realizzato in materiale rigido (un composito di laminati di carbonio) e con un cestello che richiama le caratteristiche del woofer per la ventilazione e la capacità di escursione più elevata. Si comporta come un pistone fino a 8 kHz, con una netta riduzione delle vibrazioni e di risonanze. Il driver per i medi e il tweeter a nastro sono inseriti in una guida d’onda (High Frequency Propagation System) realizzata da un unico pezzo di alluminio.

Il tweeter è il classico Accelerated Ribbon Tweeter, che ha fatto la fortuna di ADAM, costruito a mano a Berlino, diventato S-ART per la maggiore cura e precisione nella realizzazione.

03 Il driver per il midrange con la sua cupola inserita nel cono

DSP

Il DSP è il cuore digitale delle nuove ADAM: gestisce i crossover, ottimizza la risposta in frequenza ed è gestito da un display OLED con encoder/switch sul pannello posteriore, controllabile in futuro anche da una applicazione per computer che sfrutterà la connessione USB presente di serie, sempre sul pannello posteriore. In termini di potenzialità, il DSP offre due filtri shelving (uno per le basse e uno per le alte frequenze) e sei bande parametriche con Q variabile con funzioni di cut o boost. Sono previste cinque memorie per i preset del DSP, tre delle quali sono occupate di serie dal preset Pure, con la risposta in frequenza più accurata, dal preset UNR (Uniform Natural Response) programmato da ADAM per offrire una risposta più musicale o naturale, e dal preset S3A per emulare la risposta in frequenza e le caratteristiche delle prime S3A (Classic S). Il DSP si occupa anche di gestire i limiter (non programmabili) per la protezione, l’ingresso digitale AES3 e la connessione USB. Un secondo slot, opzionale, permetterà di inserire altre connessioni digitali o per la comunicazione.

Il DSP controlla anche il livello di ingresso (-60/+12 dB), il delay in millisecondi nel caso di setup multicanale, l’assegnazione del canale AES tra L e R, il richiamo del preset, la programmazione delle sei bande di equalizzazione e dei due filtri shelf. Il segnale digitale è quindi smistato ai crossover digitali e convertito dai D/A per i relativi amplificatori.

04 Il display per il controllo dei parametri con l'encoder:switch

Amplificazione

S3H impieg quattro amplificatori. Woofer e driver per i medi utilizzano gli amplificatori in Classe D ICE Power, ben noti anche alla comunità Hi Fi: due ICE Power da 500 Watt per i due woofer, e uno da 300 Watt il driver dei medi. Per il tweeter, invece è stato scelto un amplificatore in Classe A/B a 50 Watt in grado di lavorare fino a 300 kHz, ricordando che il segnale del woofer è originato dal convertitore D/A. I punti di crossover sono posti a 250 Hz e 3 kHz, con la particolarità del driver per i medi che scende fino a 200 Hz. Ne consegue una SPL totale a un metro di 126 dB, per un peso complessivo di quasi 27 kg per singolo monitor. La risposta in frequenza dichiarata va da 32 Hz a 50 kHz.

In prova

La prima impressione estetica è ottima: costruzione senza alcuna sbavatura o incertezza, particolari curatissimi, materiali di eccellente qualità. Sono bellissime da vedere e richiamano la linea delle prime S3A con curve più moderne e precise. Lo stile del design fornisce un colpo d’occhio formidabile in studio. Il peso è superiore alla media, ma è anche garanzia di qualità e di rigidità. Noi le abbiamo provate con i disaccoppiatori italiani DMSD che, fin dall’inizio, hanno dimostrato di essere necessari per ottenere il meglio da queste S3H. Dopo un ampio periodo di rodaggio, soprattutto per i woofer, abbiamo deciso di usarle in modalità Pure, cioè quella che assicura la migliore risposta in frequenza che, stando ad alcune voci di corridoio, potrebbe non essere piacevole al primo ascolto per la sua neutralità. Checche ne dicano gli altri, Pure è l’ascolto più utile e preciso di S3H. Abituati come siamo a usare monitor a tre vie per cercare questa neutralità, che per i non addetti ai lavori può suonare anche sterile, le ADAM S3H ci hanno convinto fin dalle prime note. La risposta è equilibrata, senza buchi o risonanze fastidiose, con un timbro nettamente moderno e, clamorosamente, con una spazializzazione stereo mai sentita prima. Tutto quanto suona apertissimo sul campo stereo, imbarazzando monitor a tre vie di costo ben più elevato. L’ascolto è quanto di più moderno ci possa essere, con una presenza di alte frequenze o, se vogliamo, del tweeter, più discreta e rispettosa rispetto ai precedenti monitor ADAM, ma comunque ben evidente e caratterizzante, con una patina sulle alte molto personale. Le S3H mantengono le specifiche timbriche che riscontriamo con l’amplificazione in Classe D, sempre dettagliata sui transienti ma diversa nella rappresentazione tridimensionale rispetto a un Classe A. Pure è un preset che porta tutto avanti, senza differenze nella risposta in frequenza, che rivela ogni singolo particolare e si focalizza su ogni singolo elemento ambientale, portando a un’analisi del mix o del mastering molto facile da cogliere anche a orecchie poco esperte. Questa caratteristica, utile nelle scelte di mix e mastering, ha la sua controparte in una minore rappresentazione tridimensionale degli inviluppi d’ampiezza. È una finezza che può piacere o non piacere, che ha a che fare con la percezione della dinamica dei bassi e delle medie in ascolto critico ma, anche, allineata al modo di ascoltare generale. Il volume d’aria che sposta è alla pari di monitor che costano almeno il doppio e, vantaggio innegabile, le basse frequenze fluiscono con grande facilità anche a bassi volumi d’ascolto. Sono monitor che soddisfano il sound engineer che lavora a volumi d’ascolto ridotti ma che poi, alla presenza del produttore e del musicista, vuole impressionare qualsiasi ascoltatore per potenza, risposta in frequenza e musicalità. Personalmente non abbiamo dubbi sul fatto che Pure sia il preset vincente e, da qui, non ci spostiamo più. Lo scriviamo dopo aver provato il preset Classic S (quello che emula le precedenti S3A), dove le medio alte sono portate più avanti, c’è una predominanza del tweeter per noi fastidiosa, e le basse sono meno pronunciate. In Classic S compare fatica d’ascolto, cosa che in Pure non abbiamo avvertito.

Il preset UNR nasce per soddisfare l’ascolto di musica classica o, probabilmente, per avvicinare il mercato Hi Fi o dell’ascoltatore esigente. Qui non ci siamo trovati a nostro agio: presenza eccessiva di basse frequenze, qualche confusione di troppo sulle medie e limiter che si attivano più frequentemente rispetto agli altri preset. È un ascolto più sul versante effetto loudness. Provoca il classico effetto wow quando si ascolta per la prima volta, ma non lo riteniamo corretto in produzione. Se però si ricerca l’aspetto emotivo, più che l’ascolto critico, è il preset giusto per le colonne sonore o il cinema o, semplicemente, per impressionare musicisti e pubblico astante.

Quale che sia il preset che si preferirà, appare chiaro che queste S3H sono dei camaleonti sonori: è facile pensare, per esempio, anche ad applicazioni di correzione ambientale visto la porta USB o, per esempio, la correzione della risposta in frequenza in ambienti non controllati. Pochi dB sull’equalizzatore interno e i colori di S3H cambiano drasticamente. Difficile trovare una flessibilità così elevata tra i monitor in questa fascia di prezzo.

L’ultimo ascolto è riservato agli ingressi Digital: le S3H applicano i preset anche agli ingressi Digital ma la differenza c’è e, per noi, è evidente. Saltando lo stadio A/D, anche ascoltando i monitor con segnale digitale a 44.1 kHz e 24 bit, le S3A suonano un po’ più trasparenti e precise rispetto all’ingresso analogico. L’ingresso digitale e il preset Pure sono quanto di meglio questi monitor possano dare.

Passando alla gestione, la scelta del pannello posteriore con un encoder dotato di switch, che richiama funzioni differenti se si ruota a destra piuttosto che a sinistra, non è l’ideale, considerando che questi monitor pesano e spostarli è rischioso. La connessione USB è datata e, pensando alla posizione più da midfield che nearfield, ci sono anche limiti di lunghezza del cavo. La connessione ethernet, anche in sistemi multicanale, sarebbe d’obbligo in monitor di questa classe. Un dubbio, infine, rimane al termine del test: se ci fosse un modello passivo, come suonerebbe con amplificatori in Classe A?

Conclusioni

ADAM è tornata sul mercato dei tre vie con un modello perfetto per qualità timbrica, prezzo e caratteristiche. Suono modernissimo, impatto timbrico di grande classe e precisione, costruzione eccellente sono parte di un progetto ad ampio respiro con alcuni particolari inediti ma fondamentali per il successo di S3H. Chiunque lavori nel settore della produzione audio dovrebbe dedicare almeno mezz’ora all’ascolto delle S3H, per rivedere l’asticella della qualità dei monitor a tre vie. Quando poi si vede il prezzo, sarà molto difficile non portarle definitivamente in studio. Il nuovo punto di riferimento in questo segmento di prezzo.

 

PRO

Costruzione eccellente

Immagine stereofonica impressionante

DSP interno per equalizzazione efficace

CONTRO

Connessione USB per controllo

Ampli in Classe D influenza il suono

 

INFO

MIDIMUSIC

Prezzo: € 2799 + IVA per singolo monitor

 

Allegati

FileDescrizione
pdf 12 ADAM S3H

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